The Place – Recensione

Per quanto misterioso, il male ha sempre affascinato l’essere umano, così come intriga la semplice indagine delle motivazioni che portano ad azioni incomprensibili (sì, evidentemente sono ancora in piena euforia da post visione di Mindhunter). Lo stesso Monicelli – con Un borghese piccolo piccolo – metteva in scena il male, lo esorcizzava e giustificava dandogli il volto stanco di uno spossato Alberto Sordi, ormai schiacciato dal destino nefasto a cui andava incontro, fato che abbracciava, rassegnato ormai a quel domani oscuro e incerto.

Paolo Genovese, dopo aver portato uno scossone di qualità e interesse intellettuale con Perfetti Sconosciuti, arriva nelle sale con una versione cinematografica italiana della serie TV The Booth at the End (la trovate su Netflix, recuperatela velocemente). The Place immagine Cinema 02_2

l’uomo misterioso esaudirà qualsiasi desiderio, a patto che i suoi interlocutori eseguano dei compiti “speciali”

Una tavola calda è sita all’incrocio affollato tra due strade: un uomo è seduto lì, giorno e notte, e otto persone si recheranno da lui. L’accordo è semplice: l’uomo esaudirà qualsiasi desiderio, a patto che ognuno di questi poveri diavoli – che passeranno il loro tempo a chiedersi se il loro benefattore sia una figura demoniaca – esegua dei compiti “speciali” e mai facili. Non è escluso che questi incarichi prevedano l’assassinio di un altro essere umano. Tuttavia, se a qualcuno venisse offerta l’occasione di guarire il figlio da una malattia incurabile, questi sarebbe disposto a sacrificare un’altra vita, pur di salvare quella del proprio caro? Di questo elemento si ciba la tagline del film.

L’uomo seduto al bar ascolta e scrive tutto sulla sua agenda fitta di appunti, dispensa compiti e ascolta l’indiretta evoluzione di queste missioni. Rimane affascinato da come l’essere umano possa facilmente lasciarsi tentare dal lato oscuro della vita, di come l’egoismo personale disintegri l’altruismo o il sacrificio. L’individuo al bar è dunque uno specchio oscuro che si limita a riflettere le angosce e le paure delle persone con cui stringe i suoi accordi.

Il film di Genovese è opera ambiziosa, sospesa tra una forte morale terrena e un’atmosfera prettamente fantasy. Si tratta di una pellicola dal sapore teatrale, dove “nulla” accade e tutto ci viene raccontato: noi siamo come la macchina da presa puntata sulla tavola calda – The Place, appunto – e seguiamo sempre e solo le gesta e veniamo a conoscenza dei dettagli dell’individuo misterioso. I suoi interlocutori, invece, torneranno giorno dopo giorno, raccontando in che modo hanno trascorso le precedenti 24 ore: come da prassi del genere gli spettatori si renderanno conto di come le otto storie, col procedere del minutaggio, si intreccino sempre più tra loro, facendosi maggiormente articolate e intriganti.The Place immagine Cinema 02_2Laddove sbandiera con fierezza l’elemento della novità, The Place cade purtroppo nel baratro di una narrazione troppo eterea e mai concreta.

The Place si compiace troppo della sua natura di “operazione ambiziosa”

Il film gira costantemente attorno a dilemmi morali – alcuni interessanti, altri meno – che però non si rivelano mai incisivi, il che si traduce in un racconto universale dove ognuno può dare la propria interpretazione dei fatti. Questo, che di base potrebbe essere un valore aggiunto, si rivela invece il contrario: lo stesso Valerio Mastandrea, che interpreta l’enigmatico ma affascinante figuro, si mostra inspiegabilmente contraddittorio, cedente al primo sguardo rivolto al décolleté della cameriera, interpretata da Sabrina Ferilli.

Con sicuramente qualche buona intuizione visiva, in particolare i grandi dettagli della scenografia che donano al film l’apparenza di un’ambientazione teatrale perfetta, The Place si compiace troppo della sua natura di “operazione ambiziosa”, caratterizzando non a dovere i troppi contesti morali. Nondimeno, la pellicola dimostra come un cinema italiano differente sia comunque possibile, anche se l’idea (presa in prestito) da sola non basta, se non viene illuminata dalla giusta ispirazione o intuizione narrativa.

Visto alla Festa del Cinema di Roma come evento di chiusura, The Place arriverà nelle sale italiane il 9 novembre.

VOTO 6.5

The Place immagine Cinema locandina_2Genere: drammatico
Publisher: Medusa Film
Regia: Paolo Genovese
Colonna Sonora: Maurizio Filardo
Interpreti: Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Rocco Papaleo, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Sabrina Ferilli
Durata: 105 minuti

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