Desperados III – Recensione

PC PS4 Xbox One

Dopo l’ottima prova di Shadow Tactics: Blades of the Shogun, i tedeschi di Mimimi Games riportano in auge la serie di Desperados pronti a farci vivere nuove avventure con John Cooper, Doc McCoy, Kate O’Hara e compagni.

Sviluppatore / Publisher: Mimimi Games / THQ Nordic Prezzo: € 49,99
Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 18 Disponibile su: PC, PS4, Xbox One

Poco più di tre anni fa, in occasione della recensione di Shadow Tactics, chiusi quell’articolo con l’auspicio che il genere dei tattici in tempo reale potesse tornare finalmente a fiorire dopo oltre un decennio di latitanza dai nostri monitor. Quella speranza si è purtroppo rivelata vana giacché sugli schermi dei videogiocatori non ha fatto capolino nessun altro esponente di quel genere, eccezion fatta per la versione rimasterizzata di Commandos 2. Le cose stanno però per cambiare: non solo presto avremo un Commandos nuovo di zecca, ma ora abbiamo anche il qui presente Despereados III, sviluppato proprio dagli stessi autori di quel Blades of the Shogun di cui abbiamo tessuto le lodi all’inizio del 2017.





D’altronde questo è il periodo migliore per essere appassionati di strategia, come ho avuto modo di ribadire sul TGM 374 di giugno, ora in edicola. Preso nella sua accezione più vasta, il genere sta attraversando una sorta di seconda giovinezza, a dimostrazione del fatto che i giocatori bramano ancora questo tipo di opere videoludiche, dagli RTS agli strategici a turni, arrivando fino ai tattici in tempo reale tanto amati dai poco più di venti sviluppatori che formano Mimimi Games. Un piccolo studio con sede in quel di Monaco di Baviera che si è avvicinato alla saga di Desperados con grande reverenza e rispetto, confezionando un prequel di grandissima qualità fedele allo spirito originale della serie.

UN COWBOY, UN DOTTORE E UN SAMURAI ENTRANO IN UN SALOON

Sì perché nonostante quel numero nel titolo, Desperados III non riprende la storia lì dove l’avevamo lasciata in Cooper’s Revenge, né si posiziona dopo gli eventi dello spin-off Helldorado. I ragazzi di Mimimi hanno invece voluto fare più di qualche passo indietro nel tempo, collocando la trama ben prima delle vicende di Wanted Dead or Alive. Di fatto ci troviamo al cospetto di una “origin story” che ripercorre la genesi di quella leggenda del West che risponde al nome di John Cooper, e delle vicissitudini che porteranno il futuro cacciatore di taglie a fare la conoscenza del burbero Doc McCoy e dell’affascinante Kate O’Hara.

Desperados III recensione 01

Se utilizzata al meglio, l’abilità di seduzione di Kate può tenere occupati più di un nemico per volta.

Ci troviamo al cospetto di una “origin story” che ripercorre la genesi di quella leggenda del West che risponde al nome di John Cooper

Quella di Desperados III è una trama abbastanza semplice e lineare che si inserisce all’interno di quella categoria a noi tanto cara del western all’italiana, riprendendone non solo le caratteristiche distintive sul mero versante narrativo, ma anche quelle legate all’ambientazione e alle scelte registiche nella realizzazione dei tanti intermezzi che portano avanti l’intreccio. I dialoghi non sono mai troppo lunghi, l’azione è spesso viscerale, e i sentimenti riportati sullo schermo raramente si discostano dagli estremi dello spettro emotivo. A proposito delle cutscene, poi, a differenza degli altri titoli della serie non sono stati realizzati dei filmati pre-renderizzati, ma è stato impiegato lo stesso engine del gioco per dar vita a dei brevi intermezzi all’inizio e alla fine di ogni livello.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Il ritorno in grande stile di un classico del passato.
  • Level design eccellente.
  • Molto longevo e rigiocabile.

Contro

  • Isabelle è un po’ “rotta”.
  • Colonna sonora ripetitiva.
9.2

Ottimo

Le leggende narrano che a Potenza ci sia un antro dentro al quale vive una misteriosa creatura chiamata Alteridan. In realtà è solo il nostro Daniele, che alterna stati diurni di brillantezza ad altri notturni dove i suoi amici non hanno ancora capito che non conviene fargli assumere troppo alcol.

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