TGM 367

The Games Machine

TGM 367 – Settembre 2019

In apertura di The Games Machine 367 – in arrivo nelle edicole, per gli abbonati e già disponibile in digitale – mi riferisco all’antichissimo tema degli FPS, quelli ignoranti che hanno avuto il nucleo storico di id Software come maestro assoluto. La verità, però, è che questo numero si muove come una specie di composizione “free jazz”: TGM 367 segue una serie di associazioni creativamente libere, insomma, talvolta uscite dalla mia mente e spesso decise insieme al branco di eccellenti redattori che mi trovo a dirigere. Wolfenstein Youngblood prende una strada particolare, non riuscita al cento per cento ma che certo giustifica il dossier suggerito dal buon Daniele Dolce ed eseguito magistralmente da Claudio Magistrelli, circa il significato storico dell’azione cooperativa e il modo in cui si è sviluppato lungo gli anni, non sempre e necessariamente nei termini degli shooter.

TGM 367Ecco, poi, che la linea che ho pensato per onorare una della serie FPS più antiche della storia, comprensiva della recensione (sempre opera del prolifico Alteridan), dell’intervista finale e delle digressioni del TGM Classic e della Time Machine, per quest’ultima hanno portato la sapienza saggistica di Dan Hero verso la nascita degli stealth game, con cui i primi Wolfenstein 2D hanno tantissimo a che fare. Per non parlare del prode Nicolò Paschetto, che dal Quakecon di Londra ha riportato l’esperienza diretta con DOOM Eternal, insieme alla chiacchierata con MachineGames del TGM Incontra; oppure Marco Ravetto, che su quanto visto a un evento berlinese ha costruito il corposo reportage su FIFA 20, e Simone Rampazzi, che si è fatto menare dai cyborg di THE SURGE 2 trovandolo una spanna avanti al suo predecessore.

E ancora le penne sopraffine di Erica Mura e Stefano Calzati per tratteggiare diverse recensioni, per esempio Final Fantasy XIV: Shadowbringers o My Friend Pedro, il valoroso Gian Filippo Saba che ha scritto a tempo di record la perfetta analisi di Age of Wonder: Planetfall e Gabriele Barducci, immerso nella cittadina di Hawkins per mescolare la sua passione (e lavoro) sui serial con il gioco ufficiale di Stranger Things 3 – a cui idealmente si collega un dossier sugli anni ’80 redatto da Lorenzo Fantoni. Tutto questo senza contare l’ironica e tagliente scrittura di Paolo Besser, vera e propria anima storica di questo gruppo di folli, ancora impegnato a redigere recensioni, insight tecnici, approfondimenti vari e rubriche ridanciane su una rivista cartacea alle soglie del 2020. Eroi.

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