Fanservice, sì o no?

xenoblade chronicles 2 recensione nintendo switch

Parliamo un attimo di cose serie, io e voi. Parliamo del fanservice. Ultimamente mi sono trovato a discutere animatamente con un bel po’ di amici: la pietra dello scandalo è stata Xenoblade Chronicles 2 e, soprattutto, la quantità di fanservice che – a loro dire – rendeva il gioco fastidioso. GIacché voglio sapere il vostro parere, lanciando questo super sondaggione universale, vi racconto cos’è successo e qual è la loro posizione.

Tra questi amichetti del cuore, possessori di Nintendo Switch, l’ultimo JRPG di Monolith è andato fortissimo, tanto che nella settimana immediatamente successiva all’uscita eravamo in cinque a giocarci. Lo stavamo apprezzando più o meno tutti, grazie alla bella capacità di riportarci a una quindicina di anni fa, a quanto – invece di farci le canne e andare in discoteca a rimorchiare come gli altri sedicenni – ci chiudevamo in cameretta a livellare il nostro party di Final Fantasy. Finito il momento d’entusiasmo, ovviamente, ci siamo messi a elencare degli aspetti che non ci avevano convinto: io ho manifestato grande disappunto per il calo drastico della risoluzione in modalità portatile, mentre qualcun’altro ha parlato di un sistema di combattimento troppo statico. Altri invece hanno fatto uscire fuori il fatto che l’aspetto più controverso di Xenoblade Chronicles 2 riguardava sicuramente le forme di Pyra, ostentate con troppa insistenza. Per me è stato uno shock: io adoro le forme di Pyra, sono un piacere per gli occhi e amo anche quel tipico contrasto giapponese della waifu timida e riservata ma che se ne va in giro mezza nuda per far felici i… beh, quelli come me. Da un minuto all’altro la discussione garbata ed elegante sulle raffinatezze del gameplay e le lacune del titolo si è trasformata in una “guerra delle zinne”.

Il punto principale dei miei (ex) amici detrattori era che le forme così ostentate risultano totalmente gratuite, contrarie alla costruzione del personaggio. Insomma, Pyra ha una caratterizzazione tale che la parziale nudità con tanga in vista e seno strabordante è completamente fuori contesto. E il gioco, ovviamente, non fa che sottolineare questo aspetto con inquadrature, scenette e siparietti comici pruriginosi tra Rex (quello sì vestito da denuncia, altro che Pyra!) e la procace Aegis.

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Le forme di Pyra, Mythra e delle altre protagoniste di Xenoblade Chronicles 2 non mi hanno infastidito

Un altro aspetto contestato è la “sincerità” del software. Senran Kagura (serie che guarda caso io adoro) non fa segreto del suo obiettivo: tutto passa in secondo piano, persino il gameplay, di fronte alla manifesta volontà di fare fanservice, laddove le protagoniste sono note proprio per essere procaci studentesse con le pocce al vento. Nascono così, fanno quel che devono fare nelle mille declinazioni della serie e l’intento manifesto è quello di pungolare il giocatore. Anzi: senza quello scopo lì la serie non esisterebbe nemmeno. In Xenoblade Chronicles 2 la cosa è ben diversa, in effetti, e su questo non posso che dar ragione ai miei amichetti (maledetti bacchettoni): il gioco è un JRPG solidissimo, si basa su meccanismi complessi e articolati in cui il fanservice non ha un vero obiettivo e non si sposa con la caratterizzazione del mondo e dei personaggi. Secondo questi miei amici (censori, vergogna) il gioco è disonesto da questo punto di vista, e tradisce la sua natura.

Arriviamo a noi. La mia posizione l’avete capita, leggendo tra le righe. Le forme di Pyra, Mythra e delle altre protagoniste di Xenoblade Chronicles 2 non mi hanno infastidito, anzi (anche se, per correttezza, ammetto di aver riso davanti all’ultima trasformazione di Poppi, per l’audacia del design che lascia davvero poco all’immaginazione). Non c’è stata alcuna perplessità, probabilmente perché sono da sempre abituato a subire il fanservice nell’animazione e nei prodotti giapponesi e per me fa parte della loro cifra stilistica. Voi, invece, ne fate un problema? Trovate fastidiosa la presenza di forme troppo esagerate o del vestiario succinto e decontestualizzato?

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