Vita da videogiocatore (sposato)

vita da gamer

Questo fine settimana, ludicamente parlando, è stato discretamente intenso, per chi come me cerca di fare una vita da videogiocatore. Non forsennato, non da cardiopalma, ma comunque divertente. Ho finalmente trovato un po’ di tempo per giocare a Sea of Thieves insieme agli amici del #teamcrimine, ho accompagnato la figlia più piccola alle sue prime lezioni di magia nei livelli iniziali della remaster di Harry Potter per PlayStation 4, mentre cercavo di resistere alla tentazione di giocare ad Armalyte e Cybernoid II sul C64 Mini arrivato sabato mattina in redazione (nota bene: l’ho consegnato personalmente stamane nelle assai più capaci mani del Paolone, che avrà modo di parlarcene in lungo e in largo nei prossimi giorni). Il tutto, rigorosamente spaparanzato sulla poltrona gaming a “fagiolo” di Gamewarez, arrivata anch’essa in questi giorni.

vita da gamer

dietro ogni buon videogiocatore c’è qualcuno che gli è vicino, e gli permette di esserlo al meglio

Stanotte verso le 2:45, mentre io e Shea cercavamo inutilmente di recuperare un forziere lasciato troppo vicino a un avamposto di scheletri incazzati neri, mi sono reso conto di un paio di cose: che erano quasi le tre del mattino e non me ne ero neanche accorto, e che stavo sciorinando termini marinari assolutamente a caso, fuori contesto, e a un volume di voce decisamente troppo alto. E un pensiero mi ha colpito. Un pensiero che ho fatto fin troppe volte nella mia vita, ma che ieri sera è tornato con prepotenza a farsi sentire: che dietro ogni buon videogiocatore c’è qualcuno che gli è vicino, e gli permette di esserlo al meglio. Un ragionamento che si applica sicuramente a qualsiasi ambito, dalla fotografia degli animali notturni alla corsa, ma siamo su un sito di videogiochi, non è che posso parlare di modellismo statico e Gunpla (oppure posso?).

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Nel mio caso, quel “qualcuno” è mia moglie, che sabato mattina ha ritirato in portineria l’enorme scatolone in cui stava la poltrona-fagiolo, e non solo non ha minacciato il divorzio quando ha visto l’oggetto riempire un altro po’ dell’ormai pochissimo spazio rimasto in salotto, ma si è anche offerta di provarlo prima di tutti gli altri.

mia moglie non solo non si è lamentata delle dimensioni della poltrona a fagiolo, ma ha voluto provarla per prima

Moglie che quando ci siamo sposati giocava a Civilization III, poi la famiglia ha preso il sopravvento, mentre io sono ancora qui alle tre di notte a sparare coi cannoni e bere grog con gli amici. Che magari avrebbe pure voglia di farsi una camminata all’aperto con il resto della famiglia il primo giorno di Primavera, ma poi vede padre e figlia che urlano al televisore Wingardium Leviosa come dei pazzi, mentre provano a uccidere un troll fatto di pezzi di LEGO, e decide che va bene lo stesso. Che dice di non essere per nulla disturbata dal rumore della mia tastiera meccanica mentre le dita vi scorrono sopra veloci alle quattro del mattino, o dal vociare a volte inconsulto che arriva dallo studio mentre il #teamcrimine è impegnato in un “Crogyolyno”©, ma so che non è del tutto vero.

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Per lei non è certo stata una sorpresa che fossi appassionato di videogiochi, né si può dire che non sapesse a cosa stesse andando incontro. Resta comunque il fatto che sono passati quasi vent’anni da quando abbiamo iniziato la nostra vita insieme, e io ancora oggi non mi capacito di come non sia stato ancora sbattuto fuori di casa. Sì, lo so, un giorno o di questi dovrò arrivare con un bel mazzo di fiori. ^_____^

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