Il bello della diretta

esports live

In questi giorni sono stato al Comicon di Napoli, una manifestazione che si avvia a diventare sempre più una realtà importante nel panorama fieristico italiano dal punto di vista di contenuti e numero di visitatori. Detto questo, avendola vista crescere da napoletano, stiamo parlando di un luogo che attira ancora un pubblico maggiormente generalista e una grande percentuale di visitatori locali semplicemente “curiosi”, motivo per cui tra i margini di crescita dell’evento c’è sicuramente quello della consapevolezza dell’audience, un volano necessario per trasformare la fiera in una manifestazione ancora più importante. Questo prologo serve a darvi alcune informazioni per dipingere il contesto in cui si sono svolti i tornei esport nel padiglione videogiochi, un’area invero ancora abbastanza deludente dal punto di vista espositivo, ma che nella sua declinazione competitiva è stata particolarmente apprezzabile.

Nei primi due giorni della fiera il palco organizzato da Gazzetta dello Sport ospitava l’ESL FIFA 18 Italian Qualifier, l’unica tappa ufficiale italiana della Global Series in Italia, il torneo che permette di staccare il biglietto per la eWorld Cup. Insomma, una tappa importante per chi bazzica il mondo esportivo, e come vi raccontavo due settimane fa, sono in quella fase di studio e fascinazione per cui, trovandomi comunque in fiera, ho provato l’ebbrezza di andare a seguire l’evento dal vivo. È stata la prima volta che mi sono seduto nel parterre di una competizione esportiva live per puro spirito di curiosità, e devo dire che ne è valsa la pena. Con mio sommo stupore, non c’è paragone tra i due video di YouTube embeddati in questo pezzo e il clima in fiera. Dico di essere sorpreso per il semplice motivo che non ho mai considerato, colpevolmente, il fattore pubblico come fondamentale per l’esport: invece, proprio come in un’arena qualsiasi, essere nella folla ti porta nel cuore dell’evento.

Amplificato anche dall’accessibilità della fiera, la presenza di un popolo di giovanissimi curiosi accompagnati da genitori sorpresi dall’essere in grado di seguire una partita di un videogioco, follower degli eatleti più famosi (IcePrinsipe su tutti) e una piccola ma agguerrita percentuale di appassionati di FIFA, l’atmosfera del palco principale si è rivelata assolutamente funzionale al contesto. Tra l’altro, rispetto a seguirlo in video, dal vivo si apprezza molto di più la concentrazione degli atleti in postazione, il loro sforzo, ed è uno di quei momenti in cui ti viene difficile non definire sportiva la loro performance. Essere lì, sul posto, ristabilisce quel fattore umano che spesso manca quando guardi distrattamente il live streaming tramite Facebook o Twitch, e mi sono seriamente domandato se, paradossalmente, sia un problema di mezzo e non di contenuto.

D’altronde, il racconto dal vivo è affidato agli stessi caster (tra l’altro ottimi sia Simone “Lamella” Sfolcini che Ivan “Rampageinthebox” Grieco), ma se da casa mi riesce difficile seguire un torneo come se stessi davvero davanti alla TV una domenica pomeriggio a guardare le partite, ammetto che il trasporto dal vivo è almeno decuplicato. Non so se è una questione di forma, di grammatica video, o se semplicemente l’occhio riesce dove la telecamera fallisce: concentrarsi sugli elementi di contorno, sulle espressioni sui volti di chi gioca, sugli sguardi, sul pubblico (colpevolmente, a mio avviso, tagliato dalla telecamera e dall’audio) che sottolinea gli errori e, timidamente, si schiera da una o dall’altra parte. Il montaggio analogico fatto dallo sguardo crea un racconto decisamente diverso e più teso rispetto a quello restituito da uno streaming, e mi ha regalato qualche ora di adrenalina che non mi sarei mai aspettato. L’unico appunto (soprattutto dopo la prima giornata di NBA 2K League dove l’atmosfera si è subito surriscaldata) riguarda un po’ “la freddezza” degli eatleti, ma vai a sapere… magari è che sono soltanto dei professionisti mentre io, da giocatore qualsiasi, quando vinco a casa esulto come se non ci fosse un domani.

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