La pupa, il secchione e i luoghi comuni

La pupa, il secchione e i luoghi comuni

Alcuni anni fa, Mediaset partorì un divertente real show chiamato “La pupa e il secchione”, in cui mise in concorrenza fra loro alcune coppie ‘improbabili’ formate da studenti senza muscoli e modelle apparentemente senza cervello (difficile immaginare che non fingessero). Se ci dimentichiamo le continue battutacce da parte di Enrico Papi, che lo conduceva, il programma ruotava principalmente attorno alla distanza incolmabile fra le ‘qualità’ dei concorrenti e, naturalmente, si alimentava dei più beceri luoghi comuni: un nerd, ‘necessariamente’ privo di educazione fisica, non potrà mai apparire interessante agli occhi di una stangona da copertina, salita agli onori delle cronache unicamente per la sua bellezza e, per questo, esentata dalla necessità di usare il cervello.

In fondo, s’è mai vista una star di Hollywood innamorarsi di un muratore della bassa bergamasca e sposarlo? Notting Hill e Pretty Woman (per non essere sessisti) sono soltanto film. Secondo una diffusa scuola di pensiero, una modella – che deve essere bella e stupida per forza – non può che ambire al calciatore, al divo, al ricco uomo d’affari. Se torniamo col pensiero alle scuole superiori, difficilmente ricorderemo la ragazza più carina accompagnata al secchione della classe. Eppure può succedere, visto che al di là del corpo c’è pur sempre un piccolo universo in ogni persona, tutto da scoprire. FaZe Censor

Quante coppie si sono separate a causa di un trasferimento, o di un avanzamento di carriera che spinge uno dei due a girare il mondo?

Dopo questo lungo e inutile preambolo, sarà difficile stupirsi per il clamore suscitato dalla notizia (riportata anche dai quotidiani più seri e importanti) della rottura fra Douglas Martin, nickname FaZe Censor, e la showgirl Yanet Garcia, apostrofata in modi irripetibili ma generalmente detta “la meteorina più sexy del mondo”. A buona parte del pubblico non solo sembra impossibile che la pupa e il secchione si fossero messi assieme, ma risulta addirittura inconcepibile che la motivazione con cui lui – il nerd ‘morto di figa’ – l’abbia lasciata siano i videogiochi. “Non ho tempo per una ragazza – ha spiegato Martin, youtuber e giocatore professionista iscritto a tornei internazionali di Call of Dutyperché devo allenarmi e le nostre rispettive carriere ci stanno sempre di più allontanando”. Motivazioni plausibili, che non avrebbero stupefatto nessuno se Douglas, invece di un mouse e una tastiera, avesse afferrato un fioretto, tirato calci a un pallone o guidato una motocicletta.

Gli sport sono normalmente considerati hobby, esattamente come i videogiochi, e quando subentra l’aspetto agonistico della faccenda diventano un lavoro: quante relazioni sentimentali sono state immolate sull’altare della carriera, nella vita di tutti i giorni? Forse noi non avremmo fatto altrettanto, ma quante coppie si sono separate a causa di un trasferimento, o di un avanzamento di carriera che spinge uno dei due a girare il mondo? E perché mai questo non può accadere anche a chi fa i soldi giocando a Call of Duty?

Il mondo è cambiato. Se ne facciano un ragione tutti quelli che ancora oggi si approcciano a videogiochi e videogiocatori come avrebbe fatto un troglodita.

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