Non chiamatela beta

Ho sempre pensato che le parole, e quindi il loro significato, siano dannatamente importanti. Molti termini possono avere molteplici accezioni, ma ce ne sono tantissimi che hanno un senso univoco: per esempio, quando mi viene proposto di provare la versione beta di qualche videogioco mi aspetto di trovarmi di fronte a una versione provvisoria di quel determinato titolo, magari piena zeppa di bug e imprecisioni, con un contenuto soggetto a numerose modifiche fino alla release sulla base dei feedback comunicati dai tester agli sviluppatori.

fallout 76 beta pc 01

La prima perplessità riguarda le modalità con le quali recapitare i feedback direttamente agli sviluppatori

Credo che possa essere una conclusione logica, non credete? Eppure nelle ultime settimane ho avuto modo di esplorare in lungo e in largo la Virginia Occidentale di Fallout 76, dapprima su Xbox One e ora su PC, grazie alla B.E.T.A. (Break-it Early Test Application) organizzata per l’occasione da Bethesda. Bene, le numerose ore passate sui server di gioco hanno favorito una riflessione, facendomi arrivare alla conclusione che questa iniziativa con una beta vera e propria c’entra ben poco. La prima perplessità riguarda le modalità con le quali recapitare i feedback direttamente agli sviluppatori: nel corso degli anni ho partecipato a tante iniziative simili, e molto spesso è stato possibile lasciare un commento o segnalare un errore direttamente attraverso il gioco tramite un apposito tasto. Qui non solo non è presente alcun sistema per fornire impressioni o comunicare la presenza di bug, ma non vi è nemmeno l’invito a farlo, magari passando per i forum ufficiali o altre piattaforme.

In secondo luogo, le tempistiche appaiono quantomai anomale: i server hanno aperto per la prima volta i battenti tre settimane prima del lancio, quindi permettetemi di esprimere le mie perplessità in merito ai tempi nei quali andare a correggere gli eventuali errori riportati dalla community. A tal proposito va detto che Bethesda Game Studios ha immediatamente messo le mani avanti, dichiarando che – data la mole di contenuti – il gioco sarebbe stato comunque pieno zeppo di bug, ormai un vero e proprio marchio di fabbrica della software house. Ciò non toglie che in una ventina di giorni è materialmente impossibile correggere tutto, quindi le finalità di questa beta sono, da questo punto di vista, quantomeno discutibili. E i problemi riscontrati fino a questo momento, perlomeno dal sottoscritto, sono abbastanza gravi: su PC la stabilità del gioco è da rivedere completamente, con un frame rate che non mantiene i 60 fotogrammi al secondo nemmeno a dettagli bassi su un hardware che rientra tranquillamente nei requisiti consigliati. Per dovere di cronaca devo comunque segnalare che mentre scrivo sto scaricando un corposo update di 30GB (il gioco ne pesa circa 50), quindi chissà, magari molte criticità sono state già individuate e corrette.

fallout 76 beta pc 02

Probabilmente nelle intenzioni iniziali di Bethesda vi era effettivamente la volontà di “far rompere il gioco” agli utenti

Ma al di là di tutto questo, c’è poi da considerare anche un terzo fattore, a mio avviso il più importante: quello che abbiamo ora tra le mani non rappresenta una porzione del gioco completo selezionata appositamente per i beta tester, È il gioco completo. A questo punto credo sia necessario iniziare a chiamare le cose con il loro nome: la beta di Fallout 76 è in realtà un accesso anticipato al videogioco che uscirà ufficialmente il prossimo 14 novembre. Probabilmente nelle intenzioni iniziali di Bethesda vi era effettivamente la volontà di “far rompere il gioco” agli utenti mettendo sotto stress i server, da qui anche l’apertura dei cancelli in determinati orari, ma questo strumento è poi diventato un mezzo di marketing per spingere i pre-order, non a caso l’accesso alla cosiddetta B.E.T.A. è ad appannaggio esclusivo di chi ha prenotato Fallout 76.

Chiudo mettendo in chiaro una cosa: non c’è nulla di strano o di sbagliato in ciò che hanno fatto Todd Howard e compagni, ritengo però sia opportuno iniziare a chiamare le cose con il loro nome. Perciò, cara Bethesda, questa cosa di Fallout 76 chiamatela accesso anticipato, chiamatela ingresso esclusivo ai server, chiamatela come volete, ma per cortesia, non chiamatela beta.

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