Il nuovo ruolo della stampa videoludica

stampa videoludica editoriale

Negli ultimi anni la distanza tra il consumatore medio e chi gioca anche per lavoro sembra esser cresciuta a dismisura e si è diffusa l’opinione che le recensioni, gli editoriali e gli approfondimenti della stampa siano inutili o addirittura deleteri per la godibilità di un titolo. Seguendo un trend che non è necessariamente confinato ai nostri passatempi, ma che pervade ogni singola discussione (specialmente in Italia), tutto sembra essersi ridotto a un banale “NOI contro LORO”. Argomentazioni opinabili come “sono in combutta con editori e sviluppatori” e “pompano voti” `stanno diventando la norma e sempre più persone cercano altrove la loro fonte di informazioni per i giochi in uscita. Niente mette nero su bianco la scissione tra i media videoludici e i giocatori quanto i punteggi medi di siti come Metacritic. Prendiamo come esempio Mortal Kombat 11: l’ultimo capitolo della saga di NetherRealm Studios ha ricevuto dalla critica una media di 8.3, davvero niente male per un picchiaduro, ma cosa ne pensa il pubblico? 2.8, un gioco terribile. Come può esistere una differenza così grande? Vale la pena leggere quanto hanno da dire questi dannati giornalisti?

C’è una grande differenza nel modo in cui si vivono i videogiochi quando li si prende in mano con lo scopo di analizzarli

Iniziamo dicendo che sì, come sicuramente avrete immaginato, c’è una grande differenza nel modo in cui si vivono i videogiochi quando li si prende in mano con lo scopo di analizzarli. Mostrare apprezzamento per un alto livello di qualità della produzione, spesso messa al di sopra di tutto il resto, è probabilmente dovuto alla più ampia prospettiva che i giornalisti sono costretti ad avere del panorama videoludico. Mettere mano a una grande varietà di giochi significa anche macinare ore e ore su titoli purtroppo aberranti dal punto di vista tecnico e, una volta trovata, diventa naturale dare il giusto premio all’eccellenza. Non si può inoltre ignorare il fatto che, volenti o nolenti, i professionisti del settore siano molto spesso forzati a mettere le mani su un prodotto simile ma non identico a quello che finirà successivamente in quelle del consumatore, per via dell’utilizzo continuo di patch del day one e delle restrizioni dovute all’embargo. Elencare ogni singolo motivo per cui questi due tipi di votazioni sono così diversi è probabilmente impossibile, ma ciò non vuol di certo dire che i due punti di vista non possano comunque coesistere serenamente. Se c’è qualcosa che possiamo fare noi di TGM è darvi nuovi punti di vista attraverso il nostro lavoro e magari offrirvi, oltre a sensazioni personali, pregi e difetti di un progetto nel modo più imparziale possibile in una veste un po’ diversa. Un tempo giornali e riviste erano l’unico modo per saperne di più riguardo un titolo in uscita e alcune delle firme più autorevoli diventavano dei veri e propri idoli. Ora che invece la stampa non è più l’unico faro ma una delle voci di un coro, il suo obiettivo non è più tanto quello di prendere il timone in un mare di informazioni, quanto imbrigliarne il flusso e fornire ai giocatori il modo migliore di fruirne. Per come stanno ora le cose non possiamo far altro che dire la nostra, nel bene e nel male, come abbiamo d’altronde sempre fatto, dando il giusto risalto a tutto quello che di bello hanno da offrire i videogiochi e condannare aspramente il resto. Grazie alla rete, tutti possiamo dare vita a discussioni e polemiche che ci aiuteranno a crescere e formare un’opinione in grado di rimanere in piedi anche dopo lo scorrere del tempo, dopo l’entusiasmo che non possiamo che provare prima del download di un gioco molto atteso e anni dopo averlo spremuto fino all’ultima goccia.

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