Una Xbox forte fa bene a tutti

È inevitabile che dopo l’Xbox Games Showcase dello scorso giovedì si siano riaccese le solite discussioni su questa o quella console next-gen, su chi proporrà l’offerta migliore tra Sony e Microsoft, e sulla qualità degli eventi di entrambe le compagnie. Discussioni spesso interessanti, ma che non di rado sfociano nella becera console war, nello scontro tra barricate opposte dove ogni soldatino – da una parte e dall’altra – si schiera a difesa di questo o quel brand come se in gioco ci fosse l’onore delle proprie madri. Sono comportamenti, questi, che in nessun caso mi sento di giustificare. Le guerre tra videogiocatori non portano mai a nulla di buono.
xbox editorialeQuando mi imbatto in simili diatribe mi domando spesso quale sia il guadagno personale di ciascuna delle parti in causa, arrivando sempre alla medesima conclusione: niente. Quale giovamento trae Tizio dalla “vittoria” di Sony su Microsoft rispetto a un Caio che spera sia quest’ultima a trionfare sull’avversaria giapponese? È davvero così difficile augurarsi che non esista mai un vincitore assoluto? Dovremmo invece sperare tutti in una Xbox forte poiché una situazione simile non crea benefici soltanto ai seguaci della Casa di Redmond, ma a tutti i videogiocatori, a prescindere dalla piattaforma di preferenza.

È davvero così difficile augurarsi che non esista mai un vincitore assoluto?

D’altronde è grazie a una divisione Xbox che prova a risalire la china se in questa seconda metà della generazione che volge al termine abbiamo potuto godere di diversi benefici nati sì sulla console Microsoft, ma che poi si sono estesi (o stanno per estendersi) anche alle altre piattaforme. Se oggi si parla di piena retrocompatibilità, multiplayer cross-platform e smart delivery, giusto per fare qualche esempio, lo dobbiamo proprio alla posizione di evidente svantaggio da cui parte Microsoft. L’obiettivo di Phil Spencer e compagni è ovviamente quello di riconquistare la fiducia di noi videogiocatori. Non sta a me decidere se ci stiano riuscendo o meno, né mi interessa farlo in tutta onestà; mi preme tuttavia sottolineare che molte delle novità introdotte sulla spinta della Casa di Redmond hanno giovato anche alle community PlayStation, Nintendo e PC.

una situazione simile non crea benefici soltanto ai seguaci della Casa di Redmond, ma a tutti i videogiocatori

Per esempio, oggi sono sempre di più i titoli giocabili in multiplayer che riuniscono negli stessi server utenti di piattaforme diverse, e sono certo che questa feature diverrà finalmente lo standard per i videogiochi next-gen. Una situazione impensabile nel 2013 e nei primi anni della generazione attuale, eppure a questo traguardo ci siamo arrivati proprio grazie alle pressioni di Microsoft che hanno costretto Sony a dire sì a una svolta epocale. È questo uno dei lati positivi della concorrenza, dell’inseguimento perpetuo tra le diverse realtà di un certo settore. Se non è presente un “vincitore” certo e assoluto, non esiste nessuno che possa dettare da solo le regole del gioco, spesso a discapito dei consumatori. Di tutti i consumatori, a prescindere dal proprio brand preferito.

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