Il nome dell'avatar

IL NOME NON è SOLO UN INSIEME EUFONICO DI LETTERE, è ANCHE E SOPRATUTTO UNA DICHIARAZIONE DI INTENTI

Geralt, per esempio, è un nome che ha un sapore e una storia tutti suoi; questi non ci appartengono completamente, ed è per tale motivo che all’inizio della saga dello Strigo si fa (quasi) tabula rasa dei ricordi del protagonista, per consentire al giocatore di avere agio in un personaggio che è già precostruito. Nondimeno, indirizzi di comportamento ci arrivano dagli appellativi roboanti che accompagnano il Nostro, come “Lupo Bianco” o ”Carnefice di Blaviken”.

Per quanto detto sopra, dà più soddisfazioni scegliere da sé. Personalmente, sono stato Dashiell in Fallout 3 (pur con l’editor limitato fornito da Bethesda, sono riuscito a creare un volto che rassomigliasse a quello dello scrittore de Il Falcone Maltese), mi sono battezzato Not-Here in Morrowind (un argoniano specializzato nella furtività, ovviamente), ho vestito i panni di M’awgrim, un nero gattone, in Skyrim e del temibile Tacitus Nex in TES IV: Oblivion, gli ultimi due – logicamente – prezzolati assassini della Confraternita Oscura.

Dashiell, M’awgrim, Mnemosine, Aril Star: sono solo alcuni dei panni videoludici che ho indossato

Sono stato l’inquisitore Barin nel terzo capitolo di Dragon Age, Monson con un azzurrissimo aumaua in Pillars of Eternity, Mnemosine la hacker in UnderRail e Aril Star in Star Wars: Knights of the Old Republic II: The Sith Lords, un personaggio che – forse non dovrei nemmeno precisarlo – ha ceduto ben presto al fascinoso lato oscuro della Forza. Infine, per concludere una lista altrimenti interminabile, sto preparando un party di quattro ranger che presto muoverò nelle aride terre di Wasteland 2: Johnny Cigar, Adam Bones, Felicity Yes e Alice “bj” Clubs (dove un sigaro, a volte, è solo un sigaro, come direbbe Freud e “bj” sta per blackjack, naturalmente!).

Non tutti, però, come abbiamo già esplicato, operano questa scelta con il dovuto criterio. Come risultato, migliaia (milioni?) di utenti si aggirano per regni elettronici senza avere preso coscienza del proprio ruolo; dissociati dal proprio io virtuale consumano freneticamente, agiscono e operano le proprie scelte in base al capriccio e lasciano orme indefinite sulla Walk of Fame del videoludo. Ah, sì, in ultimo devo dire una cosa: «pippo98Spero che vincano i supermutanti!».

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