Quella prima, fatale missione

Lanciai la mia campagna di Battletech ormai molte lune fa, eppure la prima missione mi torna alla memoria spesso e volentieri. Non dico il tutorial, che fa un ottimo lavoro di introduzione alle meccaniche di base e alla storia, senza punire il giocatore per i suoi sbagli; no, intendo dire la prima sortita del mio gruppo di Mechwarrior alla ricerca di un lavoro facile e sicuro per sbarcare il lunario.battletechA causa della mia inesperienza e della volontà di buttarmi nella mischia, infilai in rapida sequenza una serie di errori che si fa fatica a credere (ecco la nostra review originale in caso voleste recuperare Battletech, ndMario). Con una mossa azzardata del mio scout, lo sottoposi al fuoco diretto di non una ma ben due batterie di missili, poi non sfruttai l’ovvia località sopraelevata per eliminare senza tante complicazioni una pattuglia nemica, e infine riuscii a far infliggere una ferita alla testa a uno dei miei piloti. Beh, per quest’ultimo colpo ci si mise anche un po’ di iella, ma il risultato finale fu comunque brutale ed inequivocabile: tra i costi esorbitanti per riparare i miei mezzi e il tempo di ricovero in infermeria per il ferito, avevo già mandato in fumo circa un terzo del fondi totali. Incapace di sopportare tale smacco, lanciai da capo quella missione, questa volta portando a casa un successo senza macchia, che mi permise di progredire spedito nella campagna, e con le tasche ancora ben piene.

Trovo parecchio stimolanti i giochi che non ti tengono per mano troppo a lungo

Ammetto che questo tipo di cose mi lascia un segno ben impresso nella memoria: addirittura mi ricordo di un episodio simile con Warhammer: Dark Omen, tattico in tempo reale di fine millennio che meriterebbe una remaster molto più di tanti titoli che stanno tornando dall’aldilà videoludico in questi anni. Perdinci, mi accontenterei che lo pubblicassero su gog.com per prenderlo al volo: oltre al gameplay tiratissimo, lo ricordo bene perché alla sua uscita era uno dei primi titoli a spingere forte sull’uso della prima generazione di acceleratori grafici 3dfx. Anche lì, nella prima missione feci un mezzo disastro, specie a causa di un uso barbaro del terreno. Arrivai al punto di causare più vittime tra le mie fila che tra i nemici con un colpo di cannone, che attraversò esattamente a metà il mio reggimento di fanteria, lasciando spiaccicati al suolo ben otto soldatini, incolpevoli vittime di nient’altro che dell’incompentenza del loro comandante.

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