Nuovi generi, shakerati e pure mescolati

Quello delle contaminazioni tra generi è un argomento a me caro e, probabilmente, vi è anche già capitato di leggermi in altri articoli che toccavano il tema in maniera più o meno tangente. La contaminazione è proprio quello che tiene in vita i giochi di genere, dando dignità ad opere che vogliono semplicemente dire la loro versione di un gameplay canonico o che, in rari ma clamorosi casi, contribuisce a dare vita a opere uniche, nuove, mai provate prima, quando gli elementi si combinano come non è mai successo.

La contaminazione è proprio quello che tiene in vita i giochi di genere e che, in rari ma clamorosi casi, contribuisce a dare vita a opere uniche


Da questo punto di vista il 2022 si può già definire un anno straordinario, con almeno 4 giochi capaci di shakerare nel loro codice un sacco di idee diverse, singolarmente già assaporate, ma in grado, amalgamate con maestria, di stimolare papille gustative sopite, abituate a sapori consueti, per quanto piacevoli, proponendone di nuovi che sfuggono a definizioni ed etichette.

Neon White, sviluppato da Ben Esposito (Donut County) e pubblicato da Annapurna Interactive è un caso emblematico, col suo gameplay che, senza una meccanica che prevalga sull’altra, propone un folle viaggio in Paradiso ad ammazzare demoni in stile FPS, saltando di precisione come in un platform e gestendo questi due caratteri come avessimo a che fare con un puzzle game a base di carte da gioco, dove il level design deve essere “risolto” in un certo numero di mosse correndo però a 200 all’ora. Ah già, non si fa mancare neanche una narrazione in stile spiccatamente visual novel. Decisamente più facile da giocare che da spiegare, soprattutto perché il tutto funziona alla perfezione, in maniera sorprendente, vista la quantità di idee in ballo e la fluidità con cui le stesse scorrono sotto le dita del giocatore. Certo, partiamo dal presupposto che creare un videogioco da zero è molto difficile ormai, quindi sicuramente può ricordare Killer7 (ispirazione dichiarata dallo sviluppatore) o certe sequenze shooter-platform di Doom Eternal, alla lontana, ma resta il fatto che nel suo complesso l’esperienza è inedita, freschissima.

nuovi generi

PuzPlatFPS?

Una sensazione che mi ha riportato alla mente il primo OlliOlli, capace di reinventare un genere, quello all’epoca morente dei giochi di skate, semplicemente schiacciandolo in 2D e dandogli un’anima platform spettacolare. Ma qui non voglio parlare dell’ultimo OlliOlli World, che porta alle estreme conseguenze quell’idea li, ma restare nell’orbita dei suoi sviluppatori, Roll7 che, ad agosto, giusto qualche mese dopo il lancio di World, hanno tirato fuori dal cilindro Rollerdrome, forse passato troppo in sordina.

Adrenalina purissima da tagliare con un divertimento d’altri tempi, da sala giochi, follemente arcade

Retrofuturismo anni ’70, Max Payne, Bayonetta, Jet Set Radio (o Tony Hawk, Aggressive Inline, SSX…): “regole” di un nuovo sport distopico, un acrobatic-shooter dove alternare trick elegantissimi, schivate all’ultimo secondo e bullet time a profusione, facendo piovere costantemente proiettili sui nemici in arene disegnate come skate park della morte. Adrenalina purissima da tagliare con un divertimento d’altri tempi, da sala giochi, follemente arcade. Un’altra idea geniale di chi, sulla contaminazione, ha letteralmente costruito il proprio successo.

nuovi generi

Acrobatic-stylish-shooter?

Successo che si può anche raggiungere affidando la propria fede (e la propria anima) a un antico Dio in catene, pronto al risveglio, in eterna attesa di un adepto che compia il suo volere. Cult of the Lamb, sviluppato da Massive Monster e pubblicato da Devolver Digital ha proprio il physique du role dell’instant hit, perché se sai dove colpire il pubblico ti sei già assicurato parte della gloria, ma se lo colpisci in tre punti diversi sei destinato a fare il botto.

Un Animal Crossing ambientato nella mente di Lovecraft 

Un Animal Crossing ambientato nella mente di Lovecraft che diventa un cultist simulator popolato da animaletti tenerissimi pronti a pregare, ammazzare ed essere sacrificati, mentre il loro sacerdote, ovvero il giocatore, si alterna tra la costruzione della chiesa e la gestione di una comunità che ha bisogno di regole, dogmi, messe nere, comfort e igiene in stile life-sim, e le scorribande nei domini degli déi usurpatori, partendo per crociate efferate alla The Binding of Isaac, tra bullet hell e hack ‘n slash. E anche qui sorprende la fluidità con cui i generi si sostengono a vicenda, compenetrandosi e dando corpo a una sola, fantastica esperienza che non vive per compartimenti stagni. Per molti un sogno virtuale che si è realizzato.

nuovi generi

Satanic life ‘n slash?

E a proposito di sogni realizzati, immaginate me, amante dei videogiochi golfistici, quando ho incrociato lo sguardo di Cursed to Golf di Chuhai Labs! Un roguelite golfistico a scorrimento laterale, raccontato in una pixel art zuccherosissima che addolcisce la bastardaggine di questo purgatorio a 18 buche, un girone dantesco da affrontare mazza alla mano, pronti ad ogni tipo di trabocchetto, alternando abitudini tipiche del platform 2D alla classe che uno sport così elegante richiede, col colpi studiati al millimetro, spin, azzardi e una vagonata di poteri speciali che possono cambiare veramente il corso della partita (ovviamente sotto forma di carte da gioco, ormai un vero e proprio trend). L’impresa qui è duplice, in un momento in cui i roguelite sono in una fase di ricarica creativa mentre i giochi di golf, al contrario, sono in un momento di follia totale (Golf Club Wasteland, What the Golf?, A Little Golf Journey…), Cursed to Golf riesce a rivitalizzare i primi e proporre l’ennesima, imprevedibile variante dei secondi con un Eagle da fenomeno.

nuovi generi

Rogueolf?

Quattro opere uscite nell’arco di una manciata di mesi che sono una perfetta risposta a chi si lamenta di una certa stagnazione del mercato, discussione spesso miope perché riferita solo al bacino dei prodotti d’alto profilo (e da quel punto di vista potrebbe essere una mezza verità su cui discutere), mentre produzioni più piccole, indipendenti e non, tirano fuori dal cilindro roba del genere sotto il nostro naso, passando negli store come una stella cometa che, troppo spesso, si spegne nel giro di una recensione.

Quattro opere uscite nell’arco di una manciata di mesi che sono una perfetta risposta a chi si lamenta di una certa stagnazione del mercato

Ma sono proprio questi giochi che continuano ad aggiungere mattoncini nella storia dei generi, innamorandosi tra loro, mischiandosi, perfezionandosi, proponendo qualcosa a cui nessuno aveva pensato prima e contribuendo a scriverne tanto il presente quanto il futuro.

Articolo precedente
Wrath of the Lich King Classic

Wrath of the Lich King Classic – Speciale

Articolo successivo
Floodland

Floodland – Provato

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata