La gelosia delle cose

la gelosia delle cose editoriale

Di base non sono una persona particolarmente ordinata, e nemmeno gelosa più di tanto. Tuttavia, ci sono occasioni in cui il sangue mi va al cervello, ad esempio quando qualcuno tocca cose del mio piccolo archivio di videogiochi. Non sono mai stato un collezionista di quelli che riempiono scaffali di roba: preferisco acquistare quando davvero tengo ad avere un titolo particolare (sapendo che ne fruirò per lungo tempo, come è successo con Destiny) o, in qualche raro caso, per premiare gli sviluppatori che meritano (vedi CD Projekt RED), pur avendo magari già spolpato a dovere i loro giochi grazie ai codici per la stampa. Quel poco che compro è diviso tra una porzione di libreria nella cameretta di mia figlia e uno spazio gentilmente concesso dalla consorte nel mobile del salotto. Eppure, a quel poco ci tengo, tanto che nessuno ha licenza di metterci sopra le mani, se non previo permesso del sottoscritto.

Le confezioni in salotto sono allineate per piattaforma e poi per genere; all’interno dello stesso genere, i titoli sono ordinati alfabeticamente. Se estraggo un gioco da lì, è per infilarlo nella console di turno (su PC, ormai, si viaggia in digitale da parecchio tempo), il che presuppone la ricollocazione nell’opportuna sede di quello che sostava nel lettore fino a pochi secondi prima. Naturalmente, il disco deve essere riposto nella scatola con la serigrafia correttamente allineata, così che alla riapertura il logo del gioco sia orientato coerentemente con quanto appare in copertina: aprire una confezione e trovare un disco “girato” (e magari pieno di ditate) è una di quelle cose che mi manda ai matti e mi fa guardare con sospetto gli altri membri della famiglia (qualcuno ha toccato ciò che non avrebbe dovuto?), con conseguente analisi della superficie argentata alla ricerca di graffi. Ecco, i graffi… insopportabili! Se ci sono, non sono stato io, ergo parte istantanea la caccia al colpevole.

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Anche voi siete gelosi dei vostri videogiochi?

Il problema più grosso è dire “no” agli amici che mi chiedono di prestare loro questo o quello, “ché tanto di giochini ne hai tanti”. Se ho in mano una promo il problema non si pone, ma se invece qualcuno mette gli occhi su un videogioco che ho acquistato, allora la faccenda cambia. Normalmente, a un mio rifiuto corrisponde un’alzata di spallucce e amici come prima. Ogni tanto, tuttavia, qualcuno insiste: talvolta resisto alla carica, ma in altre diventa complicato non risultare eccessivamente antipatico, ergo cedo. La scatola passa di mano, mentre il mio sguardo fulmina quello del ricevente. Seguono le raccomandazioni di rito (“mi raccomando… attento ai graffi, giocaci e ridammelo appena hai finito, ecc…), ma quando la porta di casa si chiude e il videogioco se n’è andato con l’amico, la sensazione di aver fatto una cazzata è sempre tanta. Anche voi siete gelosi dei vostri videogiochi fino a questo livello di follia, o è solo un problema mio?

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