Per un videogioco grande serve uno schermo grande?

schermo grande editoriale cinghiale

Poche ore fa ho ricevuto una ricarica telefonica: un gradito regalo che, data la lontananza dalla mia famiglia, di tanto in tanto mi viene fatto per non rischiare così di finire il credito e rimanere impossibilitato a chiamare. Certo, ora la faccenda è decisamente differente, e con i vari abbonamenti collegati direttamente a carte di credito e banche, quella buffa pratica di recarsi dal tabaccaio di turno per rimpolpare il credito residuo è solo un lontano ricordo. La domanda è insorta immediatamente: tale fantastico regalo rimarrà nei meandri del mio account vita natural durante? Cominciavo a prepararmi al peggio, quando poi è giunto il lampo di genio.

Va bene, forse ho leggermente esagerato con gli appellativi, ma abbiate pazienza, ché in questo periodo è già tanto se mi ricordo come si allacciano le scarpe. Apro il Google Play Store, controllo i vari metodi di pagamento, ed eccolo spuntare bello come il sole: “acquista utilizzando il tuo credito telefonico”. Il benefattore è, improvvisamente, diventato fautore delle mie lunghe sedute sul trono, contribuendo ad ampliare l’infinito backlog onnipresente. Devo però ammettere che conosco ben poco l’universo dei titoli per dispositivi mobile: a parte qualche opera particolarmente famosa e a cui sono tremendamente affezionato, come già dissi un mesetto fa in questo editoriale, mi sento come un turista spaesato in una città in cui nessuno parla la mia lingua.

L’idea di potermi godere nuovamente le avventure del Nameless One anche in autobus mi attira non poco

Decido, forse la prima vera volta nella mia vita, di addentrarmi nei meandri dello store di Google e spulciare tutto quel parco titoli che, per decine di motivi, ho sempre e volutamente ignorato. Comincio il mio viaggio verso l’ignoto andando sul sicuro: i vecchi titoli per PC e console che, più per nostalgia che per altro, sono finiti sui nostri telefoni e tablet. Spuntano i vari Baldur’s Gate, Icewind Dale, l’appena arrivato Planescape Torment e le vecchie glorie come i vari Final Fantasy, compreso quella gemma del Tactics. Il prezzo non è dei più abbordabili, ma se rapportati alla versione PC si nota subito un risparmio del 50% e, soprattutto, si parla di titoli mastodontici, ben lontani dai vari cloni di Bejeweled e compagnia bella. L’idea di potermi godere nuovamente le avventure del Nameless One anche in autobus mi attira non poco, ma tra le mani ho comunque un dispositivo da cinque pollici e mezzo, e impaurito da una cecità prematura decido di passare oltre.

Faccio capolino, in cerca di idee, nella categoria dei più venduti, ed evitando come la morte gli ottomila cloni di Minecraft, Pokémon e Clash qualcosa con Clan qualcosa, comincio a scoprire opere a me sconosciute ma che attirano non poco la mia attenzione: strategici a turni e gestionali, giochi di ruolo con forti componenti roguelike, giochi da tavolo digitalizzati e chi più ne ha più ne metta, mandandomi in piena fibrillazione sopraventricolare.

schermo grande editoriale final fantasyScegliere è impossibile, e faccio la cosa più ovvia che un videogiocatore affetto da sindrome del backlog possa fare: chiudere tutto e aspettare eventuali sconti o, perché no, qualche colpo di fulmine durante la solita sbirciata allo Store. Questa esperienza mi ha convinto a innalzare cellulari e tablet allo stesso livello delle console portatili. So che questa affermazione potrebbe far rizzare i capelli a molti, ma con l’offerta presente sul mercato, la possibilità di aver accesso a un numero spropositato di opere, il supporto per eventuali gamepad più o meno comodi con cui sbizzarrirsi e una grafica che spesso ha ben poco da invidiare a dispositivi “dedicati”, mi sentirei in colpa nell’ignorare tutta questa parte fin troppo bistrattata dell’universo videoludico. Davvero, se avete dubbi ricordatevi che, a patto di sacrificare un po’ di comodità (ma nemmeno troppa), possiamo goderci in mobilità titoli dal calibro di XCOM, Star Wars KOTOR, Chrono Trigger, Titan Quest, Banner Saga e Heroes of Might and Magic III, per non parlare di droghe come Hearthstone, perfettamente supportate e funzionali.

Pasqua è alle porte, e con essa il viaggio che mi porterà per qualche giorno da parenti e amici dall’altra parte dell’Italia, senza computer e senza PlayStation ma, grazie al dispositivo che tengo in tasca, comunque in compagnia di un parco titoli capace di tenermi impegnato per i prossimi dieci anni. Meditate gente, meditate.

Articolo precedente
L’insostenibile pesantezza dell’abbonamento annuale salvadanaio

L’insostenibile pesantezza dell’abbonamento

Articolo successivo
Outlast 2: campagnoli folli e riti satanici nel nuovo trailer di lancio

La paura, quella vera

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata