Sognando California - Parte prima

sognando california e3 2017

Venerdì si parte alla volta di Los Angeles per l’E3, il circo massimo dei videogiochi, il carrozzone colorato e festoso che, per una decina di giorni almeno, occuperà tutti gli spazi occupabili del mondo dell’informazione videoludica. Un appuntamento imperdibile, che quest’anno si preannuncia abbastanza calduccio, vuoi per la presentazione di Scorpio da parte di Microsoft, vuoi perché più o meno tutti i grossi player del mercato, da Ubisoft a Bethesda, passando per Sony e Square Enix, hanno almeno una “grossa novità” da annunciare, di cui non si sa ancora nulla e che ci farà come sempre impazzire di gioia.

Gli eventi di questi giorni mi mettono addosso un po’ di comprensibile ansia

Manca ancora qualche giorno alla partenza, ma sto già cominciando a metter giù appunti, raccogliere documenti e accrediti, provare a organizzare in maniera umana il calendario degli appuntamenti, fare check-list di materiale da portare e quant’altro. Nel farlo, non lo nascondo, mi accompagna un sentimento di preoccupazione misto a tristezza, ed è forse la prima volta che lo avverto così intensamente. Già da un paio d’anni i controlli all’ingresso dei vari eventi di Los Angeles e di Colonia si sono intensificati, con ispezioni alle borse, metal detector e quant’altro, e la vicinanza – non solo temporale – ai drammatici eventi di questo fine settimana non fa altro che aumentare, più o meno inconsciamente, l’inquietudine prima della partenza. È anche la prima volta che metto piede nell’America di Trump, e non so bene cosa aspettarmi: probabilmente poco di diverso rispetto a quella degli anni passati, ma non ne sono così sicuro. Di certo, avrò lo sguardo curioso, e forse avrò modo di raccontarvi qualcosa anche in questo senso.

sognando california e3 2017

Poi penso a quel che ci attende una volta arrivati dall’altra parte dell’oceano, e il mio cuore di videogiocatore bambino torna a battere all’impazzata. Perché l’E3, con tutte le sue contraddizioni, il suo caos, il suo delirante e spesso indecifrabile frastuono, è bello. Parlando con diversi colleghi, nelle scorse settimane, non ne ho incontrato uno, uno solo che fosse contento di partire.

Rassegnato all’idea di “subirsi” l’E3, nessuno dei miei colleghi si è detto contento di partire per Los Angeles. Che brutto!

Tutti sono più o meno rassegnati all’idea di doversi “subire” nuovamente la trottola della kermesse di Los Angeles, con il cinismo (francamente un po’ antipatico) di chi ormai ha visto tutto quello che c’era da vedere, e non ha più nulla per cui stupirsi. E lasciatemelo dire: che brutto! Mi dispiace sinceramente per loro.
È vero che l’E3 è una sfacchinata pazzesca, è vero che si macinano decine di chilometri a piedi per i padiglioni del Los Angeles Convention Center (e la mia idea di portarmi dietro un monopattino continua a sembrarmi una figata pazzesca, anche se non ho mai avuto il coraggio di attuarla), girando come forsennati tra un appuntamento e l’altro, ma è comunque una delle cose più fighe che questo settore riesce a mettere in piedi, anno dopo anno, e che ogni volta mi riempie di entusiasmo. Fanciullesco, forse un po’ ingenuo, ma sincero entusiasmo.

L’E3 è davvero un carrozzone colorato e rumoroso, unico e irripetibile. Ed è bellissimo!

Il piacere della sorpresa, durante le conference, per gli annunci che i publisher sono riusciti a non far trapelare nelle settimane prima, è autentico. La fascinazione dinnanzi allo spettacolo pirotecnico che mi viene messo davanti a ogni presentazione è reale. Poter vedere, e spesso giocare, in anteprima mondiale giochi che arriveranno sul mercato solo tra qualche mese, continuo a considerarlo un onore e un privilegio raro. La curiosità che emerge nelle chiacchierate con gli sviluppatori tra una presentazione e l’altra è autentica. Il divertimento è reale, così come lo è la stanchezza, ma la supera di almeno un paio di ordini di grandezza.

L’E3, sicuramente più di gamescom (che dalla sua ha un sacco di altri vantaggi), è davvero un carrozzone colorato e rumoroso, unico e irripetibile, dove per qualche giorno si concentrano e si fondono magicamente insieme annunci, presentazioni, gadget e conferenze, risate, corse folli, notti in bianco a lavorare, intoppi di ogni sorta, enormi tazze di caffè americano ed energy drink per stare svegli. Ed è bellissimo.

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