Del perché NON comprerò nessuna console

gtx 750 ti console editoriale

Ieri il Kikko, eroe nazionale che sfida temperature africane e zanzare mangiauomini solo soletto chiuso in un bunker chiamato “redazione”, ci ha spiegato i motivi per cui ben presto il suo salotto ospiterà la nuova creazione di Microsoft, ovvero Xbox One X, che oltre ad avere un scioglilingua come nome, vanta anche caratteristiche tecniche decisamente notevoli. Io, vestendo invece i panni del solito burbero barbuto sempre pronto a lamentarmi, mi terrò il portafoglio ben stretto. Almeno per quanto riguarda il versante hardware.

Il fatto è che, nel mio essere un videogiocatore semplice che punta alle cose belle da giocare e meno da vedere, mi sento più che soddisfatto con quello che offre il mio salotto. La mia macchina da battaglia principale, compagna fedele di nottate in bianco e cirrosi epatiche, è un MiniPC che monta un i5 a caso, 8 Giga giusti giusti di RAM e una GTX 750 Ti che resiste stoica alle nuove schede video che spuntano sul mercato. Certo, il fatto di avere un alimentatore minuscolo e un case talmente piccino da non riuscire ad ospitare nessuna GPU “normale” contribuisce non poco alla mia scelta, tanto che in caso di “upgrade” punterei su un’essenziale GTX 1050 Ti, giusto per dare quel poco di spinta in più ai FPS che arrancano sul mio schermo.

Mi sento più che soddisfatto con quello che offre il mio salotto

Accanto al computer spunta una PS4 normalissima, senza sigle particolare come “Slim” e “Pro”, che fa il suo sporchissimo lavoro tra cui farmi vedere Netflix nella TV di casa, un catorcio con sette anni sulle spalle, che dubito superi i trentaquattro pollici e che, da tre metri di distanza, rende impossibile leggere i sottotitoli senza un binocolo. Ah, e non pensate che il monitor che uso quotidianamente sia poi così migliore: un AOC di 22 pollici che, con appena cento euro, mi permette di godere delle gioie del FullHD a 60 fps.

Ora, questo breve articoletto non serve a sottolineare la povertà intrinseca che aleggia attorno a me, ma per condividere con voi il fatto che, bene o male, mi sento in tutto e per tutto il videogiocatore medio: tanta, tantissima passione, una console in salotto, un PC da gioco di fascia media e poche opportunità di “pompare” il tutto a colpi di schede grafiche, televisori, schermi in 4K e chi più ne ha più ne metta. Alla luce di ciò, mi sento completamente immune a questa “corsa tecnologica” che prova a portare nelle case dei videogiocatori hardware sempre migliori in grado di far gridare al miracolo innanzi al titolo appena uscito. Quello che mi preme, come bene o male succede da sempre, è invece ciò che un videogioco – grafica a parte – è in grado di offrire. Ecco perché, mentre tutti esultano per un videogioco o per l’altro di questo E3, io salto di gioia per la nuova espansione di XCOM 2, titolo che con le sue meccaniche è riuscito a folgorarmi ormai più di un anno fa. E per godermelo, appunto, non mi serve nulla che non abbia già in casa.

destiny 2 screenshot

Mentre tutti esultano per un videogioco o per l’altro di questo E3, io salto di gioia per la nuova espansione di XCOM 2

Lo stesso discorso si può applicare a gran parte dei titoli presentati: fremo all’idea di mettere le mani su Wolfenstein 2: The New Colossus, e l’idea di rinunciare a qualche dettaglio grafico non mi infastidisce affatto; continuo a sperare in Sea of Thieves, anche se ormai la voglia di razziare tesori si sta affievolendo; infine, non vedo l’ora di provare Destiny 2, e pur sapendo che su PC riuscirà a dare il meglio di sé, con risoluzioni incredibili e con ben 60 fps sul groppone, mi giocherò senza troppi grattacapi il gioiellino di Bungie sulla mia fidata PS4, anche solo per non perdere dieci giorni nel sistemare ogni singolo dettaglio per trovare il giusto equilibrio tra prestazioni e qualità, come è già accaduto per The Witcher 3.

Proprio per questi motivi il sottoscritto non comprerà nessuna console: attualmente non mi interessa migliorare il mio hardware; nel caso, penso che continuerei a pompare in qualche modo il fidato PC che mi assiste da quando giocavo ad Alley Cat e riuscivo a malapena a riconoscere le lettere dell’alfabeto.

Colpo di scena finale: come spesso accade, Nintendo esula da qualsiasi regola. Non considero Switch un hardware in grado di “pompare” il mio angolo da nerd, ma qualcosa di completamente nuovo e capace di arricchirlo, senza andare a pestare i piedi a nessuno dei miei dispositivi. Così, casomai decidessi di fare una follia, sapete a chi lancerò i miei soldi. E poi vedere Mario, i Rabbids e XCOM assieme è come quella volta che, in tarda notte su Rete 4, incappai in “Zorro contro Maciste”. E se ora son qui a raccontarvelo, ci sarà un motivo.

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