Le amicizie online contano

amicizie online editoriale

Ho passato tante ore della mia vita giocando online. Da EverQuest a Rainbow Six 3, fino al più recente Destiny, non conto il tempo che ho speso negli impervi terreni del multiplayer. La scintilla di partenza è sempre stata l’amico di lunga data, quello capace di tirarti dentro con un semplice “dai che ci divertiamo”; e, in effetti, mi sono sempre divertito parecchio, sia che si trattasse di organizzare un gruppetto co-op per andare alla ricerca del loot buono, sia che lo scopo fosse solo accumulare frag e staccare a fine giornata un decoroso rapporto uccisioni/morti.

Alcune delle persone che ho in lista amici sui social e con cui mi confronto ancora oggi sui più disparati argomenti non le ho mai conosciute dal vivo, ma questo non ha impedito che entrassero nel mio personalissimo cerchio della fiducia. Spesso, il videogiocare era (ed è tuttora) un mero pretesto per stare insieme, parlare del più o del meno, aiutare anche solo con un buon consiglio un amico in difficoltà. “Amico” è proprio la parola chiave per comprendere tutto il discorso: i rapporti che prendono vita online e lì vengono coltivati non sono di minor importanza rispetto a quelli cui ci si dedica nella vita vera. È solo questione di scrollarsi di dosso la percezione che per relazionarsi completamente con una persona sia necessario il contatto fisico. Non è così.

everquest 2 amicizie onlineCiò che rende importante un rapporto sono le parole. I sentimenti e l’amicizia si alimentano col carattere e coi pensieri, non necessariamente con una stretta di mano o con un abbraccio. Questa cosa l’ho imparata in gioventù, quando internet era ancora una questione per pochi universitari, grazie a un mio carissimo amico radioamatore. Lo guardavo chiacchierare per ore con in mano un microfono e restavo affascinato di come potesse aprirsi e affrontare certi discorsi, chiacchierando con una persona seduta nella sua stanza qualche chilometro più in là che, tuttavia, non aveva mai incontrato in vita sua.

Ancora oggi mi capita di entrare in qualche server con la voglia non tanto di giocare, quanto di vedere se c’è online questo o quell’amico

Insomma… relazionarsi con altre persone online, magari sfruttando l’occasione della passione in comune per un determinato videogioco, è un’esperienza completa quanto l’amicizia coltivata col compagno di banco delle medie che ancora oggi ti invita a casa sua per un barbecue, mentre i figli giocano tra loro e si interfacciano l’un l’altro con la stessa faccia di tolla che avevano i genitori trent’anni prima. Certo, all’inizio l’ovvia diffidenza alimentata da un nick rappresenta un naturale meccanismo di difesa nei confronti dello sconosciuto, più lento da interpretare rispetto a quando si incontra per la prima volta una persona nella vita vera. È giusto che sia così, perché internet è un mare pieno di insidie non captabili al primo segnale. Tuttavia, il tempo aiuta a scremare, e ancora oggi mi capita di entrare in qualche server con la voglia non tanto di giocare, quanto di vedere se c’è online questo o quell’amico, che non ho mai conosciuto di persona perché vive in Sicilia piuttosto che a Vancouver: chiedergli come va la vita e scambiarsi pareri e consigli su come stanno crescendo i figli diventa in un amen l’attività principale della serata. La passione in comune per un particolare videogioco inficia solo il luogo dove accade la magia, come nel migliore dei ristoranti, dove è il cibo buono che fa da compendio perfetto alla compagnia, e mai il contrario. È così anche per voi?

Articolo precedente
star wars editoriale apertura

Star Wars, Star Wars... perché sei tu Star Wars?

Articolo successivo
Storie interattive su Netlix

Ciao, io ci gioco su Netflix, e tu?

Condividi con gli amici










Inviare

Password dimenticata