Giocare con un netbook? Si può!

giocare netbook

Nel fantastico giochino del “cosa mi porto da giocare quando sono in vacanza?”, la scelta è sempre caduta su qualcosa di portatile, per ovvi motivi di opportunità e comodità. Quest’anno, tuttavia, per via di alcune faccende lavorative, ho dovuto mettere in valigia anche il piccolo netbook che uso per lavoro quando non ho a disposizione una postazione fissa, come avviene invece a casa o in redazione. Il PC in questione è un XPS 13, con un i7 da 2,5 Ghz in appoggio, 8 GB di RAM e una miserissima scheda video Intel 520. A causa di quest’ultima non ho mai preso in considerazione l’XPS come possibile piattaforma di gioco: per accompagnarmi ai press tour o ai numerosi eventi milanesi il piccolo gioiellino di casa Dell è sempre andato benissimo, grazie a una strepitosa leggerezza unita a una durata della batteria che non fatica a raggiungere le dieci ore nel normale utilizzo. Spinto dalla necessità di avere comunque dietro il netbook, prima di partire ho cominciato a ragionare su come avrei potuto sfruttare l’occasione per smaltire un minimo l’infinito backlog che mi guarda ogni giorno di sottecchi quando lancio Steam.

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Di fronte ai 60 fps fissi di Hyper Light Drifter ho cominciato a imbellirmi

Il primo gioco che ho installato è stato Hyper Light Drifter, nella speranza che un comparto grafico così semplice ed essenziale non affaticasse troppo le risorse di sistema e, in particolare, la scheda grafica di cui sopra. Di fronte ai 60 fps fissi del titolo di Hearth Machine ho cominciato a imbellirmi, spingendomi via via a esperimenti sempre più spinti. Civilization VI stanzia attorno ai 30 fps anche nei momenti più complicati da gestire; The Witness, impostando tutto a Medio e col V-Sync attivo, viaggia tra i 32 e i 35 fps; ho ottenuto il medesimo risultato con BioShock Infinite, a patto di mettere tutto al minimo (ed è comunque un discreto vedere); Overwatch, che ho installato solo per fare qualche prova (al mare niente connessione se non quella dello smartphone, mannaggetta), sfiora i 60 fps se si impostano buona parte dei settaggi sui valori più bassi (e – anche in questo caso – proponendo comunque un look tutt’altro che sacrificato).

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Devo ammettere di non aver mai considerato l’XPS come piattaforma di gioco, e non avrei immaginato nemmeno nei miei sogni più felici di trovarmi di fronte a prestazioni di questo genere: un desktop o un notebook gaming sono tutt’altra cosa. Inoltre, ci sono titoli che sul mio netbook proprio non ne vogliono sapere di funzionare decorosamente, nemmeno al minimo delle impostazioni. Certo, stiamo comunque parlando di un oggettino che costa i suoi 1.400 euro, un prezzo proporzionato all’elevata qualità del netbook in ambito lavorativo e al fatto che, ovunque io vada, posso arrivare a fine giornata senza problemi, anche a fronte di un uso intensivo. Ciò non toglie che la resa in ambito gaming, considerati i 1200 grammi di peso e la dimensione “da zaino”, mi sta consentendo di divertirmi senza troppi patemi anche lontano da casa, il che è onestamente incredibile.

Le schede video dei netbook sono ormai capaci di prestazioni discrete in ambito gaming

Incuriosito dalla cosa, ho spulciato un po’ YouTube alla ricerca di qualche test (anche guardando a netbook un filino più economici), sbalordendomi di come anche le schede video pensate per altro siano ormai capaci di discrete prestazioni in ambito gaming. In parte, che un gioco funzioni o meno su un device di questo tipo dipende dall’ottimizzazione del motore grafico da parte dello sviluppatore, e certo è impensabile credere di poterci far girare i titoli notoriamente più impattanti sulle prestazioni, come GTA V o The Witcher 3, giusto per estrarre dal cilindro due nomi celebri. Tuttavia, c’è parecchia carne che può essere ospitata sulla griglia, a patto di sapersi accontentare. Insomma… acquistare un netbook un po’ bellino principalmente per giocare è chiaramente una follia, ma se ne possedete uno che usate come pet da viaggio, sappiate che ci si possono levare belle soddisfazioni. E ora scusatemi, ma devo tornare a ragionare su un maledetto puzzle di The Witness che mi sta togliendo il sonno anche in ferie.

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