E se Christopher Nolan creasse un videogioco?

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Ieri pomeriggio stavo preparando la recensione di Dunkirk, partorita dal nostro valente esperto delle cose di cinema (Gabriele Barducci) e che leggerete lunedì prossimo, quando ho cominciato a fantasticare su quanto mi piacerebbe avere tra le mani un videogioco sceneggiato, diretto e – più in generale – pensato da Christopher Nolan. Non vi nascondo che il regista britannico è tra i miei autori preferiti, fosse solo per aver portato su pellicola il miglior Batman che la storia cinematografica ricordi. Al di là della trilogia dedicata all’Uomo Pipistrello, comunque, Nolan ha sempre mostrato una grande capacità di raccontare storie complesse e non lineari, mettendo al centro del suo racconto l’evoluzione dei personaggi, spesso in viaggio alla ricerca di una maturazione interiore e di un significato compiuto alla propria umanità. Se ci pensate bene, questo è un tema portante di tutti i film di Nolan, da Memento in avanti, e sono molto curioso di vedere come sarà trattato in Dunkirk.

Tornando a bomba con le fantasticherie, come potrebbe essere un videogioco partorito da Christopher Nolan? Tanto per cominciare – giacché ognuno deve occuparsi di ciò che sa – non è pensabile che il buon Chris possa fare tutto di mano propria, visto che nella scrittura di un’opera ludica è necessario considerare dinamiche di gameplay che un autore cinematografico probabilmente conosce poco, se non addirittura ignora. Non fosse che David Cage è una testa calda e una personcina nota per non essere particolarmente felice di condividere la sua visione con altri soggetti, sarebbe da mettere i due in contatto e attendere lo scorrere naturale degli eventi. In alternativa, volendo sperare in qualcosa di più strettamente “giocoso” (mi si passi il termine brutto brutto), vedrei bene i ragazzi di Naughty Dog o quelli di CD Projekt RED come partner “tecnici” ideali di Nolan, cui andrebbero spiegati i paletti da considerare nella progettazione di un videogioco e poi lasciata carta bianca. Sai mai che, geniale com’è e forte dell’essere totalmente vergine del settore, non riesca persino a inventarsi qualcosa di innovativo anche a livello di gameplay.

Memento nolan

Probabilmente, il terreno più fertile per Nolan sarebbe quello delle graphic novel travestite da avventure grafiche

Guardando alla filmografia di Christopher Nolan, due punti di partenza – seppur diametralmente opposti per sviluppo e genere di appartenenza – potrebbero essere il già citato Memento e Inception (di cui era stato annunciato un abbozzo di progetto dallo stesso Nolan, anni fa, e di cui poi non si è fatto più nulla), fermo restando che, rimanendo nell’ambito dei fantasogni, l’ideale sarebbe sapere Chris al lavoro su qualcosa di totalmente inedito per ambientazioni e struttura. Non fosse che si è appena giocato la fiches della Seconda Guerra Mondiale con Dunkirk, sarebbe stato fantastico vederlo anche all’opera sulla campagna single player di un Call of Duty, peraltro proprio ora che la serie di Activision è tornata sui suoi passi e ha ripreso a sfruttare la Storia con la esse maiuscola (con quali risultati lo scopriremo tra qualche settimana, ma sono personalmente fiducioso). Probabilmente, però, il terreno più fertile per Nolan sarebbe quello delle graphic novel travestite da avventure grafiche: un noir Anni Trenta in bianco e nero che sfruttasse la struttura di Life is Strange sarebbe il top, ma mi andrebbe bene anche qualcosa ambientato in setting più diffusi, come la fantascienza o il cyperpunk. Oppure ancora, dategli in mano il prossimo Batman di Rocksteady e tanti saluti.

Insomma… più ci penso e più mi balzano alla mente idee da dare in pasto a Nolan, con cui passerei volentieri una serata di brainstorming feroce. Uno come lui potrebbe dare il giusto impulso per far crescere la narrazione nei videogiochi (ancora adesso ancorata a troppi cliché e immatura rispetto al cinema, se si escludono alcune mosche bianche come i titoli di Rockstar e poco altro), oltre a fare da potentissimo volano e testimonial affinché i videogiochi siano definitivamente considerati nel sentore comune un medium alla pari di altri. Ora ho un paio di domande per voi. Quali autori/sceneggiatori/registi vorreste partorissero un videogioco? Potendo forzare loro la mano, su cosa li mettereste al lavoro? Dai, che sono curioso.

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