Sogno o son desto?

dunkirk rabbids sogno

A volte la mente fa strani mischioni. Crea incroci incomprensibili e spontanei, rapporti tra parti che la logica non consentirebbe in nessuna forma. Di solito, è il momento del sogno il terreno fertile dove fioriscono certe follie che, altrimenti, resterebbero confinate negli spazi delle ipotesi nonsense.

Di recente mi è capitato ben due volte. La prima qualche giorno fa, quando ho sognato di essere chiuso al piano alto di un magazzino americano con Sasha di The Walking Dead. Tra un headshot e l’altro, nel pieno dell’attacco di un’orda zombie, io e la cecchina d’ordinanza della serie abbiamo cominciato a disquisire di quali PC avessimo in cameretta ai tempi della gioventù; nel caso ve lo foste mai chiesto, Sasha ha giocato al primo DooM su un Amstrad Mega PC… peccato essermi svegliato prima di scoprire quali titoli griffati SEGA abbia spolpato con quell’incredibile ibrido hardware. L’altro mix improbabile è capitato stanotte, quando ho rivissuto alcune scene memorabili di Dunkirk (se ancora non siete andati a cinema, beh… fatelo) laddove, al posto dei soldati inglesi, la spiaggia di Dunkerque era popolata da decine di migliaia di Rabbids in tenuta da guerra.

Al di là del fatto che certamente non sto bene di testa di default, credo che il lavoro di fantasia del mio cervello sia stato condizionato, nel secondo caso, dall’essere rimasto particolarmente colpito dal film di Christopher Nolan e di aver giocato molto, durante il fine settimana, a quel gran bel giocone di Mario + Rabbids: Kingdom Battle. È più difficile, semmai, capire quali meccanismi perversi della mente abbiano messo assieme due cose che non c’entrano una mazza l’una con l’altra come un serial che parla di zombie e del retro-hardware per nerd incalliti, ma non è comunque questo il punto.

sam & max hit the road sogno

la mente, lasciata libera, arriva spesso dove la sola fantasia non può

Il punto è che la mente, lasciata libera, arriva spesso dove la sola fantasia non può. Mi chiedo quante idee siano nate così, da un umorale sbalzo onirico, e quante siano invece frutto di lunghe sessioni di brainstorming. L’embrione del già citato Mario + Rabbids, per dire, potrebbe essere stato partorito così, dopo una notte in cui il cervello del buon Davide Soliani (o chi per lui) ha aperto contemporaneamente e inaspettatamente due porte distanti tra loro. E chissà com’è venuto in mente a Steve Purcell di mettere assieme un cane e un coniglio per comporre il duo di poliziotti più assurdo della storia dei videogiochi: la venuta a questo mondo di Sam & Max non può certo essere frutto di un ragionamento ponderato; mi piace invece pensare all’autore che si sveglia nel bel mezzo della notte, sorridendo divertito dopo aver sognato un cane antropomorfo mentre lancia un coniglio contro un quadro elettrico, e che si siede alla scrivania a gettare giù l’embrione di Hit the Road, prima che la mattina porti “consiglio” e cancelli quanto la notte ha generato.

E chissà, invece, quanti grandi intuizioni sono rimaste solo un’ipotesi, perché una volta svegli basta lavarsi i denti per cancellare dalla memoria quanto abbiamo vissuto con trasporto a occhi chiusi. O quante, invece, semplicemente non sono ancora state coltivate e sono lì, in quel limbo delle cose strane che “prima o poi ci faccio qualcosa”. Io un Call of Duty con i Rabbids, se fatto a modino, lo giocherei di corsa, ma mi accontenterei di passare una mezza serata in compagnia di Sonequa Martin-Green, anche se non credo sarei così sciocco di parlare con lei del computer che teneva in cameretta quando era piccina.

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