Che ne facciamo di Kane & Lynch?

Kane & Lynch

Nella settimana appena trascorsa, mentre mezzo mondo del gaming si scaldava sul Battlefront II affair, lasciandoci calmi come i gatti che la sanno lunga, questa news non ha mai smesso di occupare copiosamente i miei pensieri. Il fatto che IO Interactive sia riuscita a portarsi dietro Hitman è sicuramente una gran cosa, ma non riesco a mandar del tutto giù l’abbandono (necessario e inevitabile per lo studio, probabilmente) di Kane & Lynch al potenziale e definitivo oblio, nelle mani di un publisher che, peraltro legittimamente, non sembra aver tra i primi pensieri il rilancio del marchio, e forse nemmeno fra gli ultimi. Sento proprio una fitta al petto, non fortissima ma costante, connessa a una consapevolezza razionale: vituperata struttura degli episodi a parte, le ultime avventure del pelatone con codice a barre hanno dimostrato la grande maturità tecnica e stilistica raggiunta dallo studio danese; per lo stesso motivo, in alcuni momenti avevo pensato che anche Kane & Lynch avrebbe potuto beneficiarne, come in una tardiva ma benvenuta incensazione.IO Interactive Kane Lynch

Pur gioendo per Hitman, non riesco a mandar giù l’abbandono di Kane & Lynch al definitivo oblio

Facciamo un passo indietro. Negli anni ’90 esplode il fenomeno Tarantino, riportando le storie a base di violenti criminali al centro dell’attenzione tematica della settimana arte: Pulp Fiction ha avuto un enorme valore in sé, ma ha anche riacceso i riflettori sul film d’esordio del regista losangelino, Le Iene, capolavoro dinamico e modernissimo che, pur muovendosi fra una manciata di set, riesce a spaziare con piglio magnificamente teatrale nella quotidianità di un gruppo di rapinatori (e del poliziotto che, con la giusta dose d’incoscienza, si è infiltrato tra loro).

Anni dopo è arrivato un pezzo magari meno esplosivo ma gustosissimo, Killing Zoe, diretto dal buon amico di Tarantino Roger Avary, quasi un distillato di alcuni aspetti de Le Iene e di altri film gloriosi ma più datati, come Quel pomeriggio di un giorno da cani: fra le tante suggestioni della sceneggiatura, firmata anche in questo caso dal regista di The Hateful Eight, c’è di nuovo lo stridore fra “professionisti” che si comportano in modo diametralmente opposto, navigati nel ruolo di rapinatori eppure diversissimi nell’approcciare i problemi. Mr White e Zed seguono una loro strana “etica del lavoro”, tentando di portare a case pelle e bottino nel modo più pulito possibile; Mr Blonde e il folle Eric, invece, sono psicopatici sempre pronti a debordare in un bagno di sangue, con una deriva più vistosa, sguaiata e brutale nel secondo caso.kane & lynch

Due rapinatori dalle caratteristiche antitetiche, come in diverse sceneggiatore di Quentin Tarantino

Facile che una dicotomia del genere giungesse anche nei videogiochi d’ambientazione criminale, alla ricerca di nuovi soggetti nel momento di massima espansione del medium: fu così che, nel 2007, in casa IO Interactive nacquero Kane & Linch, come sedimentazione di quel tipo di carisma ma anche come interpretazione originale dello stesso soggetto, perfettamente in equilibrio fra realismo, fumetto pulp e idee per un gameplay cooperativo. Il primo è il classico rapinatore à la Mr. White, la cui vicenda viene inspessita dal rapporto con la figlia, e dunque dal tentativo di restare in bilico tra crimine quotidiano e affetti di una vita normale; il secondo è uno psicopatico deviante con un senso morale tutto suo, destinato a complicare ulteriormente l’esistenza del collega e a funzionare, ai fini della storia, come vero e proprio magnete per l’attenzione del giocatore.

kane & lynch

Proprio come le loro rapine, però, l’ingresso di Kane e Lynch nel mondo dei videogiochi non è andato liscio come l’olio: una valanga di problemi tecnici, difetti di puro shooting e una grafica non esattamente memorabile determinarono un’accoglienza tutto sommato tiepida a Kane & Lynch: Dead Man, pur se abbastanza vasta da garantirne un seguito; per quest’ultimo, però, ormai si era creata l’atmosfera per una bocciatura ancora più forte, con i fucili spianati ad aspettarlo al varco, ed effettivamente Kane & Lynch: Dog Days porgeva il fianco a tante critiche motivate, per la banalità della struttura come per un epilogo malamente troncato. Eppure, ancora una volta, la strana coppia di rapinatori consegnò a chi sapeva amarle un paio di sequenze indimenticabili, come quella che li vede nudi e con il sesso pixellato, a battersi come le belve feroci quali sono.

È impossibile non riconoscere un briciolo di Kane & Lynch nei personaggi di Grand Theft Auto V

A mio modo di vedere, è impossibile non riconoscere un briciolo di Kane & Lynch in uno – se non due – dei personaggi principali di Grand Theft Auto V: inutile aggiungere che una parte della personalità di Lynch sembra sia piovuta sul celebratissimo Trevor Philips, passando, tuttavia, da un processo di creazione del personaggio che l’ha reso a sua volta unico; solo secondariamente si possono trovare similitudini fra Kane e Michael De Santa, ed è comunque chiaro che si sta parlando di un gioco così immenso e colmo di contenuti, tutt’ora giocatissimo nella sua anima online (nonché moddato come se non ci fosse un domani), da rendere ridicola qualsiasi ingenua accusa di “scopiazzamento”.

Al contrario, la semplice esistenza di Trevor è uno dei principali motivi di rischio per un nuovo Kane & Lynch, per il fatto di doversi confrontare con una straordinaria combo di gioco e personaggio. Ciò, tuttavia, non riesce a farmi passare la fregola: continuo a immaginare un impianto cooperativo fatto con tutti i crismi, la grafica ben aggiornata degli ultimi Hitman, con due personaggi carismatici che devono ancora trovare il loro destino (anche commerciale) tra redenzione e Inferno. E voi, che ne fareste di Kane & Lynch?

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