Encodya – Recensione

PC

Io a nove anni i robot li vedevo in TV. In Encodya, i bambini hanno un robot tutto per loro, e si lamentano pure. Valli a capire.

Sviluppatore / Publisher: Chaosmonger Studio / Assemble Entertainment Prezzo: 24,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: ND Disponibile Su: PC (Steam)

Neo Berlino, 2062. In un rifugio di fortuna costruito sul tetto di un palazzo vive Tina, una bambina di nove anni che ha perso la madre per overdose da cyberspazio, un pericoloso mix tra realtà virtuale e droga che flagella la città. Il suo unico amico, se così si può chiamare, è SAM-53, uno dei tanti robot che il governo offre a ogni bambino come surrogato dei genitori, i quali ormai non hanno più tempo per crescere i figli.





Questo è il futuro distopico di Encodya, avventura grafica sviluppata da Chaosmonger Studio e distribuita da Assemble Entertainment, basata sul cortometraggio Robot Will Protect You dello stesso autore del gioco, Nicola Piovesan.

SALVARE IL MONDO? PRIMA DEVO TROVARE I CALZINI

La vita di Tina scorre all’insegna della mera sopravvivenza in un mondo infelice ancor prima che ostile. Cerca di rendere accogliente il proprio rifugio con pezzi di fortuna, rovista tra i rifiuti alla ricerca di qualcosa di commestibile, provvede alla manutenzione di SAM, si procura vestiti come può. Un’esistenza di basso profilo, fino a quando scopre che il suo rifugio è stato perquisito nientepopodimeno che dalle guardie di Rumpf, il despotico sindaco della città. Che interesse può avere un personaggio così importante nei confronti di un’orfanella e del suo sgangherato robot? Ve lo dico subito, spoilerandovi il finale: Tina diventerà un pirata. No, forse ho sbagliato avventura.

TINA FANDANGO

Le peripezie di Tina nella futuristica Neo Berlino vengono rappresentate in 2.5D, con personaggi tridimensionali animati su sfondi disegnati con uno stile che ricorda la Los Angeles di Blade Runner. L’interfaccia è quella classica delle avventure di vecchia scuola che conosciamo tutti, con l’inossidabile point and click che ci permette anche di scegliere quale personaggio controllare: Tina e SAM sono molto diversi sia fisicamente che caratterialmente, per cui alcuni dialoghi ed enigmi possono essere affrontati solo da uno dei due.

encodya recensione

Nel futuro, di notte piove. Sempre.

IL GIOCO CI PROPONE UNA MODALITÀ PIÙ FACILE, MA ANCHE LA DIFFICOLTÀ NORMALE È MOLTO ACCESSIBILE

All’inizio del gioco possiamo scegliere una modalità più facile, direi da assoluti principianti, in cui ci vengono forniti aiuti in caso rimanessimo bloccati da qualche parte, evidenziando pure gli oggetti con i quali possiamo interagire. Forte della mia esperienza di giocatore – anzi risolutore – di avventure dai tempi di LucasArts e Sierra, quando non si poteva googlare “Maniac Mansion walkthrough” ma bisognava aspettare di tornare a scuola il giorno dopo sperando nell’aiuto di altri appassionati, scelgo la modalità normale e non me ne pento assolutamente, in quanto Encodya è piuttosto facile.

“USA CHIAVE SU PORTA CHIUSA”. SI APRE! SONO UN GENIO!

Le azioni da compiere per progredire sono tutte molto logiche: con una chiave si apre una porta, unendo due bastoni corti è possibile crearne uno più lungo per raggiungere oggetti prima inaccessibili, una pietra affilata può tagliare una liana, e così via. Il che avrebbe perfettamente senso nella vita reale, ma nelle avventure grafiche solitamente si cerca di stimolare il pensiero laterale, termine politically correct che usiamo quando compiamo una serie di azioni assolutamente balzane nella speranza di indovinare cosa stesse passando per la testa ai game designer in quel momento, invidiando allo stesso tempo la loro confusione mentale.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Storia semplice ma ben raccontata / Colonna sonora di livello cinematografico / Piacevole da vedere / Assolutamente non frustrante.

Contro

  • Puzzle piuttosto banali / Non molto originale.
7.5

Buono

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