Fight of Gods - Recensione

PC Switch

Recensire un gioco del genere mi obbliga a dare una risposta a due grossi interrogativi: “come impostare un discorso equanime su un argomento spinoso che può offendere una parte della popolazione?” e, a stretto giro, “come confessare ai lettori che ti è piaciuto un gioco che su Metacritic stenta a raggiungere l’insufficienza?”. Cercherò di fare del mio meglio…

MEGLIO BABBO NATALE O GESÙ BAMBINO?

Da piccoli ce lo hanno chiesto più e più volte. Come se fosse necessario esprimere una preferenza sulla figura mitologica che posizionava i regali sotto l’albero (o ai piedi del presepe), gli adulti sembravano quasi godere nel porre la più insensata delle domande a tema natalizio. E forse, da bambini, avremmo dovuto cogliere la fregatura dall’atteggiamento introduttivo che, solitamente, la precedeva: l’attesa di un momento di complicità, lo sguardo che si rivolge dritto agli occhi, il sorrisone preparatorio e infine la stessa vocina con cui si fanno i complimenti ai cagnolini, mentre li si accarezza. Comunque sia, oggi Fight of Gods ci permette di dare una risposta definitiva alla domanda “Preferisci Gesù o Babbo Natale?”, semplicemente mettendoli entrambi in un’arena a fracassarsi le ossa a suon di calci, pugni, spintoni e mosse speciali. Già, immaginate Street Fighter o uno dei suoi infiniti seguiti e cloni: Fight of Gods è proprio uno di questi ultimi, con la particolarità che a menarsi sono una dozzina tra dei, semidivinità e antichi profeti. Blasfemo, dite? Solo se siete particolarmente religiosi (o ritenete che Dio, nostro fautore “a sua immagine e somiglianza”, non abbia il senso dell’umorismo). Nel caso, fate finta che questo gioco non esista e passate alla recensione successiva: il vostro fegato, e la mia pagina su Facebook, ve ne saranno grati.

UN ROSTER DAVVERO… ALTISSIMO

I lottatori a nostra disposizione sono, in rigoroso ordine alfabetico: Amaterasu, dea nipponica del Sole tradizionalmente considerata la progenitrice di tutti i Giapponesi; Anubi, dio egizio dell’aldilà dall’iconografica testa di sciacallo; Athena, dea greca della guerra; Babbo Natale, festoso dispensatore di regali natalizi; Buddha, padre spirituale di un intero movimento religioso; Freia, dea dell’amore secondo la mitologia norrena; Gesù, figlio di Dio nel Cristianesimo e profeta secondo l’Islam; Guan ‘Gong’ Yu, mitico guerriero cinese del periodo dei Tre Regni; Mazu, dea cinese del mare; Mosè, il profeta che liberò gli israeliti dal giogo egiziano; Odino, dio principale della mitologia nordica; Sif, bellissima moglie di Thor e dea della terra e Zeus, re degli dei secondo gli antichi Greci. A questo illustre roster si può aggiungere anche la terribile Lamia, ma solo dopo aver completato il gioco o con un simpatico cheat nello schermo di selezione dei personaggi.

La tentazione di bollare tutto questo come una facile provocazione, o come un modo per irridere le religioni, è lì in agguato

La tentazione di bollare tutto questo come una facile provocazione, o come un modo per irridere le religioni, è lì in agguato ma, una volta superato lo shock di vedere una rappresentazione di Gesù più muscolosa del solito spezzare virilmente la croce, e usarne i monconi per prendere a pugni in faccia le altre deità, sembra abbastanza chiaro che gli sviluppatori di Digital Crafter abbiano svolto un’opera di ricerca piuttosto considerevole e che, al netto di qualche comprensibile banalizzazione, tutte le entità in gioco siano state caratterizzate partendo delle tradizioni. Questo beat’em up è figlio dell’ironia e, probabilmente, di qualche sakè di troppo, ma certe mosse speciali – come il bastone di Mosè che si trasforma in serpente, o Babbo Natale che lancia tutte le renne, e la slitta al seguito, contro gli avversari – sono semplicemente geniali. Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di un gioco nato in Oriente e tradotto in inglese, basato quindi su premesse e sensibilità culturali estremamente lontane dalle nostre. Ciò nonostante, va rilevato come tra i lottatori non vi siano figure centrali di religioni considerate “problematiche” come l’Islam o come Scientology, io comunque ci avrei visto bene anche Geova pronto a battere i suoi avversari a colpi di citofono e sto cercando di convincere, senza troppa fortuna, i programmatori a inserire Germano Mosconi fra i personaggi da sbloccare.

TOLTO L’EPICO, RESTA IL GIOCO

Lo ammetto: il pregiudizio è una brutta bestia e talvolta colpisce anche me. Ero del tutto convinto che, una volta finite le risate per la bizzarra ambientazione, di Fight of Gods non sarebbe rimasto nulla. Invece, come buona parte degli oltre 600 utenti che hanno lasciato un commento positivo sulla pagina di Steam, devo ammettere di essere stato colpito piuttosto favorevolmente da questo gioco. Non sarà Street Fighter II, né un altro dei caposaldi dei rullakartoni a incontri, ma nel corso della mia vita di redattore mi sono imbattuto in alternative decisamente peggiori. Fight of Gods paga il conto di essere multipiattaforma e della necessità di contenere il numero di triangoli, pecca in ottimizzazione e ci si deve accontentare della risoluzione Full HD, perché per diretta ammissione dei programmatori “andare oltre avrebbe provocato un brutto upscaling”.

per 13 euro, cosa potremmo mai pretendere di più? Ah, sì, giusto: Germano Mosconi

Sul mio sistema (ma credo solo lì, perché non ho letto altre lamentele analoghe da nessuna parte) a volte ‘crasha’ randomicamente dopo aver vinto un incontro. Tuttavia, a parte questi difetti, il gioco c’è: i quattro livelli di difficoltà funzionano egregiamente (da “sono qui solo per scattare le foto, lasciatemi passare” a “mi sono voltato un attimo ed ero già all’obitorio”), i personaggi sono parecchi e molto diversi tra loro, i controlli sono fluidi e di rapida attuazione, si può giocare da soli, in due o contro un avversario on line, ci sono un sacco di divertentissime mosse speciali da padroneggiare e le animazioni non sono neanche tanto malvagie. Ciò che lascia un po’ atterriti è il gameplay davvero “vintage” e la rappresentazione grafica delle ‘arene’ in cui combattono i lottatori, alle volte fin troppo spartana. Ma per 13 euro, cosa potremmo mai pretendere di più? Ah, sì, giusto: Germano Mosconi.

Potete giudicare moralmente questo gioco come volete, ma una cosa è certa: se gli esseri umani giocassero a Fight of Gods invece di combattere anacronistiche guerre di religione, sarebbe molto meglio. Perché uccidere, farsi esplodere, accoltellare altri esseri umani in base alle proprie divinità preferite, quando possiamo tranquillamente lasciare che le suddette combattano tra loro su PC? Ecco. Una bella sfida vittoriosa a Fight of Gods con il nostro beniamino, et voilà: è lui il migliore, il mondo è salvo! Un picchiaduro economico, un po’ grezzo, ma abbastanza vario, impegnativo e divertente, buono a farsi qualche risata a prezzo onesto. Inadatto solo a chi ama tanto i picchiaduro pretendendo solo il meglio, e a chi si scandalizza. Ma lo scandalo, ricordiamocelo, è sempre negli occhi di chi guarda.

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Pro

  • Se non vi scandalizzate, non potrete non ridere di gusto.
  • Quattro livelli di difficoltà molto diversi tra loro.
  • Gioco vario, che va al di là della semplice satira.

Contro

  • Argomento sensibile, non tutti lo potranno apprezzare.
  • Ambienti 3D troppo scarni, qualche bug qua e là.
  • Pochi extra e nessuna modalità di gioco particolare.
6.4

Sufficiente

Diffidate delle imitazioni. Il vero prototipo di tecno-nerd ce l’abbiamo noi e si chiama Paolo Besser. La CBS vorrebbe darci un sacco di soldi per un suo cameo in un episodio di BIg Bang Theory, ma il nostro rifiuto è netto e deciso: dopotutto, sapete che figura barbina farebbe fare a Leonard e Sheldon?
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