(introdotto nel 98 in una formulazione del tutto differente, è stato modificato quasi ogni anno; ma i passaggi critici sono la L 448 2001 e la L 311 2004, la prima che introduce il saldo finanziario di cassa e la seconda che lo estende agli investimenti, entrambe finanziarie del governo B. II) ha devastato le imprese di costruzione che lavoravano nel settore pubblico. come già spiegato più volte, e questa davvero è l'ultima, un meccanismo infernale che impediva anche ai comuni con i soldi in cassa di pagare i lavori per non aumentare il debito pubblico cumulato, con il risultato di allungare a dismisura i tempi di pagamento, PROPRIO nel momento clou della crisi del credito e della relativa contrazione dei mutui. in questo modo le imprese sono fallite a decine di migliaia. ma queste sono state tenute in vita con le due bolle di cui sopra per un paio d'anni, in modo che a chi non sa niente dell'edilizia e ne parla solo per sentito dire sembrasse colpa di monti, che non ha fatto altro che tagliare gli incentivi al FV (li aveva già ridotti il ministro romani, prima di lui, ma troppo poco: le date dei conti energia sono storia). in compenso il patto che frenava gli investimenti e strangolava le imprese, non poneva vincoli sulla spesa corrente che in quegli anni infatti ha galoppato furiosa nonostante, anzi grazie anche allo sterminio dei pubblici dipendenti. anche in questo caso ci sono voluti diversi governi fino a quello attuale per soffocare il maligno e sostituirlo con il pareggio di bilancio, che invece guarda a lungo termine e non soffoca gli investimenti, facendo emergere le sconcezze degli enti locali con le partecipate, come sta avvenendo proprio in queste settimane