-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Ok quindi si da per assodato che i laureati in materie umanistiche non servono a nulla? :asd:
Servono a riempire le liste dei disoccupati che saranno scandagliato da programmi creati da quello con una laurea seria...:asd:
A parte gli scherzi, servono anche loro ma non nel numero che abbiamo sformato fino ad ora l'ultima volta che ho controllato c'erano più laureati in scienze della comunicazione che ingegneri...
Forse un ingegnere può riciclarsi a fare quello che fa un laureato in scienze della comunicazione ma al contrario dubito che possa tirare su una casa...
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Ok quindi converrete con me che sarebbe un po' da distinguere all'interno del discorso di che tipo di laurea si sta parlando, anche perché il numero degli iscritti alle materie scientifiche non è basso per le eventuali prospettive di guadagno futuro ma soprattutto perché le persone non ce la fanno proprio :bua:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Ok quindi converrete con me che sarebbe un po' da distinguere all'interno del discorso di che tipo di laurea si sta parlando, anche perché il numero degli iscritti alle materie scientifiche non è basso per le eventuali prospettive di guadagno futuro ma soprattutto perché le persone non ce la fanno proprio :bua:
Certo quando all'inizio degli anni 2000 fu un fiorire di facoltà con il nome scienza davanti...Ecco quelli di scienza non avevano nulla...A Bari si narra di un corso di laurea triennale in Scienza della cura e della salute del cane e del gatto.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
eh so soldi che qualcuno si intasca ad aprire facoltà nuove
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
E molte magicamente al Sud
Tipo il classico paesino con mille abitanti e 900 sono insegnanti
Inviato da un sarcazzo volante.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Firestorm
Certo quando all'inizio degli anni 2000 fu un fiorire di facoltà con il nome scienza davanti...Ecco quelli di scienza non avevano nulla...A Bari si narra di un corso di laurea triennale in Scienza della cura e della salute del cane e del gatto.
Che probabilmente di questi tempi è più redditizia di molte altre lauree vere :bua:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Ok quindi si da per assodato che i laureati in materie umanistiche non servono a nulla? :asd:
I kamikaze giapponesi erano scelti tra i laureati in materie umanistiche :snob:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Qoelet
Ok,
non ci eravamo capiti. Non ho il polso esatto della situazione attuale, ma credo la ragione sia da cercare nel fenomeno che ho descritto rispondendo a sacramen: per migliorare le statistiche nazionali, le università fanno laureare cani e porci. Nonostante questo, chi è in grado di farsi due conti, all'uni non si iscrive più, perché si rende conto che con questo gap di stipendi conviene partire direttametne a fare l'operaio e bon così. I pirla, gli illusi ed i santi, invece, si buttano sull'accoppiata liceo+ università, sperando in bene.
IMHO le università non fanno laureare cani e porci per migliorare le statistiche nazionali. Non gliene frega nulla di essere i primi in europa o al mondo come numero di laureati manco fossero una catena di montaggio. Alle università conviene far uscire più laureati per crearsi un nome ed attirare più laureandi.
La vedo come una sorta di pubblicità e su quella pubblicità ci campano perchè portano maggiori finanziamenti.
Comunque, come "imprenditore metalmeccanico" :asd: preferisco di gran lunga un ragazzo di 16 anni che esce da una scuola professionale con voglia di lavorare/imparare (e anche lì ci vuole tanto culo) piuttosto di un laureato che pretende l'ufficio al caldo, 2000 euri al mese e decidere di testa propria su cose che manco sa come funzionano perchè non si vuole sporcare le mani con la gavetta...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Qoelet
Ora, ci tengo a sottolineare che questo non vuol dire che TUTTI i nostri laureati saranno dei mentecatti: se vuoi studiare, studi. Il problema è che se NON vuoi studiare o non ce la fai proprio, vai avanti lo stesso, per spinta peristaltica.
C'è chi prosegue con l'università anche per allontanare l'inizio con il mondo del lavoro. Chi pensa al lavoro inizia a lavorare anche dopo la maturità, tanto ormai la laurea non è più un biglietto da visita come lo era 30 anni fa.
Poi, sono il primo a dire che non tutti i laureati sono mentecatti ma sono anche il primo a dire che nelle grandi aziende si assumono laureati solo per avere un ingegnere meccanico in azienda o in ogni reparto, manco fosse un soprammobile di valore. E purtroppo, nel mio lavoro, devo confrontarmi con autentici cani maledetti (cit. :asd:) che manco sanno di cosa stanno parlando, che trattano i micron come se fossero centimetri e manco sanno usare gli strumenti di misura, che passano dall'alluminio al titanio come fosse pane o polenta.
Però sono ingegneri e hanno ragione loro e se li contraddici rischi pure di perdere il cliente perchè poi hanno anche un "peso" sulle scelte dei fornitori.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Qoelet
Altra cosa da sottolineare è che la svalutazione degli stipendi dei laureati è iniziata PRIMA della svendita delle lauree.
E' vero, la svalutazione degli stipendi ai laureati probabilmente è arrivata prima della "svendita" delle lauree. Ma è strettamente legata al punto precedente: se produci troppo rispetto la domanda il valore del tuo prodotto si svaluta e per venderlo devi abbassarne il prezzo in modo da invogliare i clienti. Ma questo si scarica sul produttore (università) che deve comunque produrre per tenere in piedi la baracca. Ecco che che l'unico modo per attirare studenti è quello di rendere le cose un pò più semplici.
Per fare un parallelo, è simile alla situazione del mondo auto/moto: se saturi il mercato a chi vendi i tuoi mezzi? L'unica era costringere i clienti a cambiare auto ed ecco mettere in piedi rottamazioni, leggi euro 1/2/3/4/5/6 ecc... Il problema è che questo lavoro non lo puoi fare con delle persone...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Qoelet
Parlando di formazione e remunerazione,poi, vorrei anche ricordare che per le aziende italiane prendere il Dottorato serve ad una netta sega, quando va bene. Poi ci si chiede perché i cervalli fuggano: dei miei amici col PhD, siam tipo in 3 su 10 che lavoriamo ancora in Italia.
Di nuovo, l'obietivo attuale delle università non è la qualità ma il numero di iscritti.
Ho un mio coetaneo che ha smesso di lavorare nell'azienda del padre per studiare all'università, ha visto l'ambiente e se n'è andato a Lancaster. Dovrebbe aver raggiunto il dottorato lo scorso anno dopo 10 anni, peccato che nel frattempo lavorava in un laboratorio e attualmente ha ben 6 pubblicazioni scientifiche su applicazioni del grafene.
Di fatto aveva un curriculum bestiale senza nemmeno il dottorato e zero speranze di tornare in italia perchè del suo bagaglio tecnico non se ne fa una mazza.
Le aziende italiane hanno smesso di fare ricerca perchè non più sostenibile con i costi, la domanda di laureati va a ramengo, le università per vivere devono accontentarsi di sfornare cani maledetti :asd: che non fanno altro che peggiorare la situazione.
E' un circolo vizioso dove ne esci azzerando tutto...
Poi oh, so di ingegneri in pensione da 20 anni pagati dall'azienda 20000 euro al mese perchè a suo tempo crearono leghe di acciaio con le quali la suddetta azienda ha fatto fortuna. Gente che, per paura che vadano dalla concorrenza, li vedi col deambulatore in giacca e cravatta tipo studio d'avvocati a passare la giornata fra la macchinetta del caffè e partite a briscola con la tipica tempesta di bestemmie :asd:
Se un'azienda preferisce tenersi un 80enne e pagarlo mensilmente come 10 neo laureati un dubbio me lo pongo...
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Firestorm
Certo quando all'inizio degli anni 2000 fu un fiorire di facoltà con il nome scienza davanti...Ecco quelli di scienza non avevano nulla...A Bari si narra di un corso di laurea triennale in Scienza della cura e della salute del cane e del gatto.
Amen.
Comunque:
Le statistiche hanno confermato questa asserzione rilevandoci che la criminalità aumenta con la generalizzazione dell'istruzione, e che i peggiori nemici della società sono molto spesso dei laureati. [...]
Nessuno, certo, ha mai sostenuto che l'istruzione ben diretta non possa dare risultati pratici molto utili, se non per elevare la moralità, almeno per sviluppare le capacità professionali. Disgraziatamente i popoli latini, specialmente da una trentina d'anni, hanno basato i loro sistemi di istruzione su principi molto difettosi, e, nonostante le osservazioni di persone eminenti, persistono nel loro deplorevole errore. [...] Il primo pericolo di questa educazione - molto giustamente qualificata latina - é di basarsi su un errore psicologico fondamentale: credere che l'imparare a memoria dei manuali, sviluppi l'intelligenza. Quindi si cerca d'imparare il più possibile; e dalla scuola elementare all'università, il giovanetto non fa che impinzarsi del contenuto dei libri, senza esercitare mai il suo giudizio e la sua iniziativa. L'istruzione, per lui, consiste nel recitare e obbedire. [...] Se questa educazione fosse soltanto inutile, ci si potrebbe limitare a compiangere disgraziati fanciulli ai quali si preferisce insegnare, invece di tante cose necessarie, la genealogia dei figli di Clotario, le lotte della Néustria e dell'Austrasia, o delle classificazioni zoologiche; ma essa presenta il pericolo assai più serio di ispirare in colui che l'ha ricevuta, un disgusto violento della condizione in cui é nato, e l'intenso desiderio di uscirne. L'operaio non vuol più rimanere operaio, il contadino non vuole essere più contadino, e l'ultimo fra i borghesi più non vede per suo figlio altra carriera possibile che quella di funzionario di Stato. Invece di preparare degli uomini per la vita, la scuola non li prepara che a funzioni pubbliche in cui la riuscita non esige alcuno spirito d'iniziativa. [...] Lo Stato, che fabbrica a furia di manuali tutti i suoi diplomati, non può utilizzarne che un piccolo numero, ed è costretto a lasciare gli altri senza impiego. E perciò necessario rassegnarsi a nutrire i primi e ad avere come nemici i secondi. Dall'alto al basso della piramide sociale la massa formidabile dei diplomati assedia oggigiorno gli impieghi. Un negoziante può assai difficilmente trovare un agente per andare a rappresentarlo nelle colonie, ma i più modesti impieghi ufficiali sono sollecitati da migliaia di aspiranti. Il dipartimento della Senna conta da solo 20.000 maestri e maestre senza impiego, e che, dispregiando i campi e l'officina, si rivolgono allo Stato per vivere. Essendo limitato il numero dei prescelti, quello degli scontenti é necessariamente immenso. [...] Si potrebbero forse accettare tutti gli inconvenienti della nostra educazione classica,
quand'anche non creasse che spostati e scontenti, se l'acquisizione superficiale di tante conoscenze, la perfetta recitazione di tanti manuali elevassero il livello dell'intelligenza. Ma raggiunge essa realmente questo risultato? Ohimé, no ! Il giudizio, l'esperienza, l'iniziativa, il carattere sono le condizioni di successo nella vita; e tutte questo non lo si apprende sui libri. I libri sono i dizionari utili da consultarsi, ma dei quali è perfettamente inutile immagazzinare nella testa lunghi frammenti. Come può l'istruzione professionale sviluppare l'intelligenza in una misura che sfugge completamente all'istruzione classica ? Taine lo ha dimostrato assai bene nel passo seguente « Le idee non si formano che nell'ambiente naturale e normale; ciò che alimenta il loro germe sono le innumerevoli impressioni sensibili che il giovane tutti i giorni riceve all'officina, nella miniera, al tribunale, allo studio, sul cantiere, all'ospedale, dinanzi allo spettacolo degli strumenti, dei materiali e delle operazioni, in presenza dei clienti, degli operai, dei lavoro, dell'opera particolare dell'occhio, dell'orecchio, delle mani e dello stesso odorato, che, involontariamente raccolte o sordamente elaborate si organizzano in lui per suggerirgli presto o tardi combinazioni nuove, semplificazione, economia, perfezionamento o invenzione. Di tutti questi contatti preziosi, di tutti questi elementi assimilati ed indispensabili è privato il giovane alunno, e proprio nell'età feconda: per sette od otto anni egli è sequestrato in una scuola, lontano dall'esperienza diretta e personale che gli avrebbe dato la nozione esatta e viva delle cose, degli uomini e dei diversi modi di dominarli. ... Almeno nove su dieci hanno perduto tempo e fatica; parecchi anni della loro vita, anni efficaci, importanti e anche decisivi. [...]
"Nei tre gradi dell'istruzione - per l'infanzia, l'adolescenza e la gioventù - la preparazione teorica e scolastica sui banchi, per mezzo dei libri, s'é prolungata e aggravata, in vista dell'esame o del grado o del diploma o del brevetto, e coi mezzi peggiori: con l'applicazione di un regime antinaturale e antisociale, col convitto, coll'eccessivo ritardo del tirocinio pratico, con l'allenamento artificiale e il riempimento meccanico, con lo strapazzo, senza considerazione del tempo in cui il ragazzo sarà adulto e delle funzioni virili che l'uomo fatto dovrà compiere, non tenendo conto del mondo reale dove il giovane dovrà vivere, della società a cui bisogna adattarlo o farlo piegare, del conflitto umano dove per difendersi e tenersi in piedi, egli dovrà essere, anzitutto, equipaggiato, armato, esercitato e pieno di forza. « Questo necessario equipaggiamento, questi requisiti più importanti di tutti gli altri, questa solidità del buon senso, della volontà e dei nervi, le nostre scuole non glieli procurano; al contrario, ben lontane dal qualificarlo, lo squalificano per la sua condizione prossima e definitiva. La sua entrata nel mondo e i suoi primi passi nel campo dell'azione pratica, spesse volte, non sono che una serie di cadute dolorose; egli ne resta ferito, ne porta le tracce a lungo, e qualche volta per sempre. È una dura e pericolosa prova; l'equilibrio morale e mentale si altera, e corre rischio di non ristabilirsi più; la delusione è stata troppo improvvisa e completa; i disinganni sono stati troppo grandi e il disgusto troppo forte »
Un bacino sulla fronte a chi indovina l'autore :snob:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Comunque, come "imprenditore metalmeccanico" preferisco di gran lunga un ragazzo di 16 anni che esce da una scuola professionale con voglia di lavorare/imparare (e anche lì ci vuole tanto culo) piuttosto di un laureato che pretende l'ufficio al caldo, 2000 euri al mese e decidere di testa propria su cose che manco sa come funzionano perchè non si vuole sporcare le mani con la gavetta...
ma vi fanno con lo stampino? :asd:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Lo Zio
Comunque, come "imprenditore metalmeccanico" preferisco di gran lunga un ragazzo di 16 anni che esce da una scuola professionale con voglia di lavorare/imparare (e anche lì ci vuole tanto culo) piuttosto di un laureato che pretende l'ufficio al caldo, 2000 euri al mese e decidere di testa propria su cose che manco sa come funzionano perchè non si vuole sporcare le mani con la gavetta...
ma vi fanno con lo stampino? :asd:
Che poi se uno prende un ingegnere meccanico per fare il lavoro di un sedicente sedicenne uscito dalla scuola professionale, o viceversa, il problema è ben altrove :asd:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Articolo di ieri, giusto per stare in tema:
http://www.lastampa.it/2017/01/10/bl...UO/pagina.html
Parlando di università ogni anno sento sempre il solito coro di indignazione quando si parla di corsi con numero chiuso e questo fa già capire che a molte persone manca il quadro generale della situazione.
Parlando invece con chi fa selezione del personale, tutti mi confermano che trovare un neo-laureato umile è cosa rara.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Che poi se uno prende un ingegnere meccanico per fare il lavoro di un sedicente sedicenne uscito dalla scuola professionale, o viceversa, il problema è ben altrove :asd:
in verità siamo noi a essere fessi e gli imprenditori a essere smart: prendo un ingegnere per fare il lavoro di un diplomato, così ho la qualità dell'ing al costo del dip
te capì? :bua:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kayato
quoto, coi laureati ti trovi spesso davanti gente che crede di avere il bigino per l'universo, quando in realtà poi non hanno la minima idea che ciò che hanno studiato debba poi essere filtrato da abbondante esperienza pratica per avere un valore, pensano che il loro votone di laurea sia sufficiente per campare e che le fatiche siano finite :asd:
Mi sono sempre trovato benissimo invece con ragazzi usciti dagli istituti professionali, interessati, non credono di essere il Cristo e sono ricettivi e propositivi il giusto.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Un grosso problema di base è "tanta teoria, zero pratica". Tutti i percorsi di studi dovrebbero avere tante ore di stage/tirocinio anche solo per fare capire a questi ragazzi "come funziona il mondo del lavoro" sopratutto in italia che la prassi è "si scrive così, ma in verità si fa così"
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Ripeto, se per un lavoro ti serve uno uscito dall'itis, non lo fai neanche il colloquio ad un laureato :boh2:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kayato
...sopratutto in italia che la prassi è "si scrive così, ma in verità si fa così"
e non lo diciamo a nessuno
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Ripeto, se per un lavoro ti serve uno uscito dall'itis, non lo fai neanche il colloquio ad un laureato :boh2:
e perchè allora ci sono tanti laureati che accettano di fare colloqui per un posto adatto ad uno uscito dall'itis?
Appena uscito dalle superiori, nel 2002, ragioneria, fatto colloqui per le banche per operatore di sportello.
Una miriade di laureati in economia, secondo te chi hanno preso?
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Ripeto, se per un lavoro ti serve uno uscito dall'itis, non lo fai neanche il colloquio ad un laureato :boh2:
questo in un mondo ideale, nel mondo reale ci sono troppi laureati, chiaramente non stiamo mettendo sullo stesso piano ingegneri nucleari e diplomati itis.
La soluzione semplice sarebbe il numero chiuso per tutti, ma la verità è che il business dietro agli istituti universitari è troppo grosso.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Reeko
e perchè allora ci sono tanti laureati che accettano di fare colloqui per un posto adatto ad uno uscito dall'itis?
Appena uscito dalle superiori, nel 2002, ragioneria, fatto colloqui per le banche per operatore di sportello.
Una miriade di laureati in economia, secondo te chi hanno preso?
Da qualche parte devono pure cominciare e forse sperano che entrando così riescano ad avanzare di posizione, o rimanendo all'interno alla stessa azienda oppure più facilmente cambiando lavoro. C'è da considerare anche che al momento si richiede la laurea per fare quello che un tempo si poteva fare anche col diploma.
Hanno preso te perché avevi più competenze pratiche e meno bisogno di formazione?
Citazione:
Originariamente Scritto da
ruttoliberoaipopoliliberi
questo in un mondo ideale, nel mondo reale ci sono troppi laureati, chiaramente non stiamo mettendo sullo stesso piano ingegneri nucleari e diplomati itis.
La soluzione semplice sarebbe il numero chiuso per tutti, ma la verità è che il business dietro agli istituti universitari è troppo grosso.
Boh su troppi laureati in materie scientifiche non ne sarei così sicuro, ma ammetto di non avere dati alla mano. D'altronde sempre stato d'accordo al numero chiuso, anche se preferisco il metodo adottato al Politecnico di Torino quando mi sono iscritto: 1) test di ingresso non vincolante all'iscrizione, con obbligo di frequentare dei corsi di riparazione se sotto un determinato punteggio; 2) obbligo di superare gli esami fondamentali (analisi 1 e forse geometria) entro il primo anno, pena il non potersi più iscrivere in quel ramo di ingegneria.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
l'assurdità del politecnico di milano è l'aver tolto la propedeuticità degli esami :facepalm:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Given
Da qualche parte devono pure cominciare e forse sperano che entrando così riescano ad avanzare di posizione, o rimanendo all'interno alla stessa azienda oppure più facilmente cambiando lavoro. C'è da considerare anche che al momento si richiede la laurea per fare quello che un tempo si poteva fare anche col diploma.
Hanno preso te perché avevi più competenze pratiche e meno bisogno di formazione?
2002 eh, 15 anni fa, non l'anno scorso.
E no, ai colloqui c'erano o neo diplomati o neo laureati e hanno preso i laureati perchè prendo uno con la laurea e lo pago come uno col diploma perchè questi si sono accontentati di un lavoro che poteva fare, appunto, uno uscito dalle superiori.
Poi, sempre nel 2002, sentirsi dire da uno delle HR della Ferrero che oramai cosa vuoi fare oggi con solo il diploma, se non l'operaio?
Già ai tempi era un cane che si mordeva la coda, tra laureati che si accontentavano e calavano le braghe ed imprenditori che sfruttavano i troppi laureati in giro per l'Italia.
Alla fine io, dall'esasperazione di un anno a mandare curriculum ed essere richiamato tipo solo per 4 colloqui e non aver trovato lavoro, sono finito a lavorare nell'azienda di famiglia e a fare l'imprenditore con i soldi degli altri :asd: (e guadagnando un cazzo :bua:)
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Lo Zio
in verità siamo noi a essere fessi e gli imprenditori a essere smart: prendo un ingegnere per fare il lavoro di un diplomato, così ho la qualità dell'ing al costo del dip
te capì? :bua:
Te forse non hai idea del livello di certi imprenditori, gente che riesce a tenere aperta la baracca grazie ad autentiche botte di culo e a dipendenti che senza di loro va tutto in malora :bua:
Poi è ovvio che quando si cerca una figura di un certo tipo si punta sempre al massimo però poi devi fare i conti con la realtà.
Giusto per, chi metteresti a gestire un reparto produttivo in ottica Lean? Un ingegnere o un semplice diplomato all'Itis?
Avrei 4 esempi da fare, 2 con ingegneri e 2 con diplomati, 2 di questi portano in un mondo fatto di demenza e tanta voglia di detonare :bua:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
sacramen
Te forse non hai idea del livello di certi imprenditori, gente che riesce a tenere aperta la baracca grazie ad autentiche botte di culo e a dipendenti che senza di loro va tutto in malora :bua:
Poi è ovvio che quando si cerca una figura di un certo tipo si punta sempre al massimo però poi devi fare i conti con la realtà.
Giusto per, chi metteresti a gestire un reparto produttivo in ottica Lean? Un ingegnere o un semplice diplomato all'Itis?
Avrei 4 esempi da fare, 2 con ingegneri e 2 con diplomati, 2 di questi portano in un mondo fatto di demenza e tanta voglia di detonare :bua:
Chi ha più esperienza direi. Perché a gestire un reparto non ci metterei mai uno fresco di laurea o diploma.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
sacramen
Te forse non hai idea del livello di certi imprenditori, gente che riesce a tenere aperta la baracca grazie ad autentiche botte di culo e a dipendenti che senza di loro va tutto in malora :bua:
Poi è ovvio che quando si cerca una figura di un certo tipo si punta sempre al massimo però poi devi fare i conti con la realtà.
Giusto per, chi metteresti a gestire un reparto produttivo in ottica Lean? Un ingegnere o un semplice diplomato all'Itis?
Avrei 4 esempi da fare, 2 con ingegneri e 2 con diplomati, 2 di questi portano in un mondo fatto di demenza e tanta voglia di detonare :bua:
scusa ma rileggendo il tuo post precedente secondo me c'è un errore di fondo...non puoi confrontare un sedicenne uscito dal professionale con un ingegnere meccanico perché sono destinati a fare un lavoro diverso.
Se uno assume un ingegnere per fare il lavoro di uno con la qualifica professionale è chiaro che non avrà un figura professionale adatta per quello che si aspetta e questo lo rilevo spesso e volentieri in giro sento di gente che pensa che un ingegnere sia uno che fa le stesse cose di uno che esce dal professionale ma più bravo sbagliando...
Un ingegnere potrebbe darsi che sappia fare quel lavoro ma non è per nulla detto anzi spesso non è in grado di usare un tornio alla stessa maniera.
Una volta mi sono imbattuto in un annuncio con su scritto "cercasi ingegnere gestionale con capacità di spostare carichi pesanti..." qui il problema era semplice o aveva bisogno di un traslocatore e di un ingegnere gestionale oppure aveva bisogno di un traslocatore e poi per alcuni problemi si doveva rivolgere ad uno studio professionale con un ingegnere gestionale per farseli risolvere...
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
continuo a non cogliere l'idea di fondo che l'ingegnere e l'operaio debbano fare la stessa esperienza di base :uhm: un ingegnere farà gavetta da ingegnere e l'operaio la farà da operaio :uhm:
a volte sembra che i due reparti debbano essere in competizione :uhm:
l'ing e l'op devono lavorare insieme nella stessa direzione
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Firestorm
scusa ma rileggendo il tuo post precedente secondo me c'è un errore di fondo...non puoi confrontare un sedicenne uscito dal professionale con un ingegnere meccanico perché sono destinati a fare un lavoro diverso.
Se uno assume un ingegnere per fare il lavoro di uno con la qualifica professionale è chiaro che non avrà un figura professionale adatta per quello che si aspetta e questo lo rilevo spesso e volentieri in giro sento di gente che pensa che un ingegnere sia uno che fa le stesse cose di uno che esce dal professionale ma più bravo sbagliando...
Un ingegnere potrebbe darsi che sappia fare quel lavoro ma non è per nulla detto anzi spesso non è in grado di usare un tornio alla stessa maniera.
Una volta mi sono imbattuto in un annuncio con su scritto "cercasi ingegnere gestionale con capacità di spostare carichi pesanti..." qui il problema era semplice o aveva bisogno di un traslocatore e di un ingegnere gestionale oppure aveva bisogno di un traslocatore e poi per alcuni problemi si doveva rivolgere ad uno studio professionale con un ingegnere gestionale per farseli risolvere...
Certo, forse ho esagerato nel confronto 16enne/ingegnere ma il concetto è quello: se vuoi un ingegnere a tutti i costi devi partire dal presupposto che devi lasciargli carta bianca.
Ho mia moglie che continua a mandare richieste per curriculum di ingegneri perchè il suo titolare (ingegnere meccanico) vuole avere solamente ingegneri come collaboratori. Fargli capire che l'azienda va avanti grazie esclusivamente al lavoro di dipendenti diplomati all'ITIS è impossibile, è de coccio. L'ultimo ingegnere che hanno assunto con contratto a termine lo ha mandato via per esasperazione visto che in tre mesi non ha fatto un beneamato cazzo (lo ha fotografato mentre dormiva sulla scrivania), e doveva solamente cercare "nuovi sbocchi commerciali" :asd:
Fatta questa premessa, non è detto che chi cerca l'ingegnere lo faccia per reale esigenza, molto speso lo fanno solamente per darsi lustro. Lavoro per alcune aziende di peso mondiale e in entrambe l'organizzazione aziendale è stata affidata a plotoni di neolaureati o con scarsa esperienza lavorativa portando a situazioni di gestione del lavoro che pure uno delle elementari definirebbe da malati mentali :bua:
Attezzature buttate via perchè sì per il semplice fatto che "occupano troppo spazio in relazione allo scarso utilizzo nell'arco dell'anno lavorativo" (usate mediamente 10 volte l'anno, con un danno stimato alla bruttodio di circa 70k euro fra tempo perso a rifarle e penali per consegne in ritardo :chebotta:), reparti rimescolati con spostamento di macchinari per "cercare nuove soluzioni di movimentazione" (altri 20k euro circa di costi aggiuntivi così giusto per fare qualcosa), camionisti mandati prima a Bologna, poi a Trento, poi da me e "giusto perchè ha un pò di tempo a disposizione ci sarebbe da fare un ritiro a Monza..." alle 16:50 :bua:, banchi di lavoro rimescolati perchè "è assurdo che uno debba spostarsi in continuazione a sinistra per prendere una chiave con la destra..." (peccato che in questi 2 banchi ci lavorano i MANCINI :facepalm)
La differenza fra un diplomato ed un laureato è semplice: il primo chiede a chi ha esperienza in azienda, il secondo fa di testa sua a prescindere perchè è studiato.
Per questo ho fatto l'esempio del Lean management, per esperienza personale dove c'ha messo il naso l'ingegnere è venuta fuori una situazione paradossale...
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
chissà perchè ho il sospetto che tu abbia avuto a che fare con gestionali :asd:
ci sono così tanti WTF nel post che non so da dove cominciare :asd:
se vuoi un ingegnere a tutti i costi devi partire dal presupposto che devi lasciargli carta bianca.
sta frase non ha senso :V
L'ultimo ingegnere che hanno assunto con contratto a termine lo ha mandato via per esasperazione visto che in tre mesi non ha fatto un beneamato cazzo (lo ha fotografato mentre dormiva sulla scrivania), e doveva solamente cercare "nuovi sbocchi commerciali"
wat?
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
sacramen
Certo, forse ho esagerato nel confronto 16enne/ingegnere ma il concetto è quello: se vuoi un ingegnere a tutti i costi devi partire dal presupposto che devi lasciargli carta bianca.
Ho mia moglie che continua a mandare richieste per curriculum di ingegneri perchè il suo titolare (ingegnere meccanico) vuole avere solamente ingegneri come collaboratori. Fargli capire che l'azienda va avanti grazie esclusivamente al lavoro di dipendenti diplomati all'ITIS è impossibile, è de coccio. L'ultimo ingegnere che hanno assunto con contratto a termine lo ha mandato via per esasperazione visto che in tre mesi non ha fatto un beneamato cazzo (lo ha fotografato mentre dormiva sulla scrivania), e doveva solamente cercare "nuovi sbocchi commerciali" :asd:
Fatta questa premessa, non è detto che chi cerca l'ingegnere lo faccia per reale esigenza, molto speso lo fanno solamente per darsi lustro. Lavoro per alcune aziende di peso mondiale e in entrambe l'organizzazione aziendale è stata affidata a plotoni di neolaureati o con scarsa esperienza lavorativa portando a situazioni di gestione del lavoro che pure uno delle elementari definirebbe da malati mentali :bua:
Attezzature buttate via perchè sì per il semplice fatto che "occupano troppo spazio in relazione allo scarso utilizzo nell'arco dell'anno lavorativo" (usate mediamente 10 volte l'anno, con un danno stimato alla bruttodio di circa 70k euro fra tempo perso a rifarle e penali per consegne in ritardo :chebotta:), reparti rimescolati con spostamento di macchinari per "cercare nuove soluzioni di movimentazione" (altri 20k euro circa di costi aggiuntivi così giusto per fare qualcosa), camionisti mandati prima a Bologna, poi a Trento, poi da me e "giusto perchè ha un pò di tempo a disposizione ci sarebbe da fare un ritiro a Monza..." alle 16:50 :bua:, banchi di lavoro rimescolati perchè "è assurdo che uno debba spostarsi in continuazione a sinistra per prendere una chiave con la destra..." (peccato che in questi 2 banchi ci lavorano i MANCINI :facepalm)
La differenza fra un diplomato ed un laureato è semplice: il primo chiede a chi ha esperienza in azienda, il secondo fa di testa sua a prescindere perchè è studiato.
Per questo ho fatto l'esempio del Lean management, per esperienza personale dove c'ha messo il naso l'ingegnere è venuta fuori una situazione paradossale...
ok così è vero io sono ingegnere ma ti assicuro che quando devo fare qualcosa in cui posso essere aiutato da qualcuno passo dalla persona adatta e chiedo, so di non sapere tutto e cerco di ampliare le mie conoscenze.
la differenza spesso è che se c'è una cosa nuova io la capisco al volo e poi magari faccio istruzione agli altri, se bisogna rifare qualcosa di vecchio per migliorarlo non mi faccio problemi a chiedere e ad imparare, questo di solito aiuta l'ambiente ad avere una bella collaborazione, siamo in sei nella mia area e se possiamo siamo tutti disponibili ad aiutarci ed intercambiarci, pur avendo tutti e 6 un ruolo definito diverso, già in altre aree la cosa non succede e si vede la situazione di merda in cui lavorano.
Come detto il più lo fa l'atteggiamento della persona, puoi essere anche il miglior ingegnere di tutti ma se parti dall'idea che gli altri sono dei cazzoni, farai solo danni, perchè la teoria è tanto bella ma la pratica è tutt'altra cosa, un atteggiamento umile fa più di 10 anni di esperienza a volte.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
:snob: e questo vale in entrambe le direzioni
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Lo Zio
:snob: e questo vale in entrambe le direzioni
Chiaro che si...
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Lo Zio
chissà perchè ho il sospetto che tu abbia avuto a che fare con gestionali :asd:
ci sono così tanti WTF nel post che non so da dove cominciare :asd:
se vuoi un ingegnere a tutti i costi devi partire dal presupposto che devi lasciargli carta bianca.
sta frase non ha senso :V
L'ultimo ingegnere che hanno assunto con contratto a termine lo ha mandato via per esasperazione visto che in tre mesi non ha fatto un beneamato cazzo (lo ha fotografato mentre dormiva sulla scrivania), e doveva solamente cercare "nuovi sbocchi commerciali"
wat?
Gestionali? No, idioti :asd:
Quella dell'ingegnere licenziato è roba dello scorso anno, il titolare di mia moglie è il classico ingegnere meccanico che sembra aver vinto la laurea con i punti delle patatine... A lui non serve un laureato in azienda per lavoro, gli serve per autocompiacersi e poter parlare con un suo pari. Manco facesse parte di una casta :facepalm:
Per il resto, sarò sfigato io, magari troppo esigente con gli altri, ma la mia esperienza con i laureati è veramente da mani nei capelli...
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Che spaccato di società di merda...
:bua:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
la società di sacramen? :asd3:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
sacramen
Certo, forse ho esagerato nel confronto 16enne/ingegnere ma il concetto è quello: se vuoi un ingegnere a tutti i costi devi partire dal presupposto che devi lasciargli carta bianca.
ma no, anzi: se non capisce bene cosa fare non può combinare una mazza: può anche essere bravissimo, ma deve imparare a conoscere il prodotto: non c'è verso, soprattutto se il prodotto non è ovvio.
Citazione:
Ho mia moglie che continua a mandare richieste per curriculum di ingegneri perchè il suo titolare (ingegnere meccanico) vuole avere solamente ingegneri come collaboratori. Fargli capire che l'azienda va avanti grazie esclusivamente al lavoro di dipendenti diplomati all'ITIS è impossibile, è de coccio.
dipende, di nuovo, dal contenuto tecnologico del prodotto. tendenzialmente se non servono ingegneri i cinesi ci hanno già fottuto (o ci stanno fottendo) la quota di mercato, quindi è il caso di farsi delle domande e darsi delle risposte in fretta.
Citazione:
L'ultimo ingegnere che hanno assunto con contratto a termine lo ha mandato via per esasperazione visto che in tre mesi non ha fatto un beneamato cazzo (lo ha fotografato mentre dormiva sulla scrivania), e doveva solamente cercare "nuovi sbocchi commerciali" :asd:
cioè hanno preso un ing meccanico e gli hanno chiesto di fare il lavoro di un laureato in economia con esperienza almeno quinquennale nell'ambito. No, ma strano che abbia fatto cilecca, non me lo spiego.
Citazione:
Fatta questa premessa, non è detto che chi cerca l'ingegnere lo faccia per reale esigenza, molto speso lo fanno solamente per darsi lustro. Lavoro per alcune aziende di peso mondiale e in entrambe l'organizzazione aziendale è stata affidata a plotoni di neolaureati o con scarsa esperienza lavorativa portando a situazioni di gestione del lavoro che pure uno delle elementari definirebbe da malati mentali :bua:
Non faccio fatica a crederci. No credo che al Poli spieghino "organizzazione del lavoro", per lo meno non in ingegnerie "utili". Anche perché quando l'nsegnano sono corsi così generali e generici da essere sostanzialmente inutili per i vari casi specifici.
Citazione:
Attezzature buttate via perchè sì per il semplice fatto che "occupano troppo spazio in relazione allo scarso utilizzo nell'arco dell'anno lavorativo" (usate mediamente 10 volte l'anno, con un danno stimato alla bruttodio di circa 70k euro fra tempo perso a rifarle e penali per consegne in ritardo :chebotta:), reparti rimescolati con spostamento di macchinari per "cercare nuove soluzioni di movimentazione" (altri 20k euro circa di costi aggiuntivi così giusto per fare qualcosa), camionisti mandati prima a Bologna, poi a Trento, poi da me e "giusto perchè ha un pò di tempo a disposizione ci sarebbe da fare un ritiro a Monza..." alle 16:50 :bua:, banchi di lavoro rimescolati perchè "è assurdo che uno debba spostarsi in continuazione a sinistra per prendere una chiave con la destra..." (peccato che in questi 2 banchi ci lavorano i MANCINI :facepalm)
https://it.wikipedia.org/wiki/5S_(metodologia)
da sparargli tutti in testa, sono d'accordo, ma questo è quanto cercano di fare. Ed E' una cosa che insegnano e che nelle grandi aziende è considerata una cosa positiva. Per dire, mi hanno fatto il culo perché non rispettavo 'ste regole della minchia nel MIO lab. Ho buttato tutto e ora loro pagano ogni scorreggia che tiro, ma sono cavoli loro, onestamente: se non sono in grado di capire che ci sono esigenze diverse a seconda dell'ambito, non è colpa mia. E nel mio caso non sono neolaureati, ma dirigenti pluridecorati che arrivano dirrettamente da esperienze che non c'entrano una fava con la nostra, ma son stati presi "for reasons" .
Citazione:
La differenza fra un diplomato ed un laureato è semplice: il primo chiede a chi ha esperienza in azienda, il secondo fa di testa sua a prescindere perchè è studiato.
Ma
Anche
No.
Ho sempre, dico SEMPRE chiesto pareri a chi era in azienda da più tempo di me. Se un neolaureato arriva e crede di sapere tutto è un pirla, indipendentemente dal titolo di studio, punto.
Citazione:
Per questo ho fatto l'esempio del Lean management, per esperienza personale dove c'ha messo il naso l'ingegnere è venuta fuori una situazione paradossale...
Sarà stato incaricato dal megacapo, credo. Il pirla, in questo caso, è il magacapo: non dai questo tipo di incarichi ad un neoassunto, porca pupazza. Non è che se pigli un cardiochirurgo per fare le buste paga quello te le fa meglio di un ragioniere, eh.
Ciò detto, gli esperti di lean management sono utili, sul lungo termine, come un'ischemia del titolare.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Spettacolare il 5S, ho avuto modo di provarlo brevemente nella precedente esperienza lavorativa, l'ufficio incaricato (continuos improvement) in pratica aveva potere di vita o di morte,ma non sapeva un cazzo di qualunque dipartimento :bua: risultato: tonnellate di materiale buttato come rottame,dopo essere stato comprato a peso d'oro, perché cosi "non si immobilizza il piazzale"...
Inviato dal mio FEVER utilizzando Tapatalk
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Il Mira
Spettacolare il 5S, ho avuto modo di provarlo brevemente nella precedente esperienza lavorativa, l'ufficio incaricato (continuos improvement) in pratica aveva potere di vita o di morte,ma non sapeva un cazzo di qualunque dipartimento :bua: risultato: tonnellate di materiale buttato come rottame,dopo essere stato comprato a peso d'oro, perché cosi "non si immobilizza il piazzale"...
Inviato dal mio FEVER utilizzando Tapatalk
Ecco, tu pensa che questa gente, se non fosse per l'avanzata dell'automazione sarebbe in linea o in ufficio a fare partite doppie come se non ci fosse un domani. Visto che dobbiamo avere piena occupazione con 40h settimanali, guai meno perché sennò Jesoo piange, è gioco forza che questi fenomeni si inventino nuovi ruoli nello stesso sistema produttivo. Viviamo in un momento storico ridicolo: potremmo lavorare 20 ore la settimana ma facciamo DI TUTTO per lavorarne 40 vivendo male.
EDIT: sottolineiamo anche che il 5S è preso di peso dalla ricca e nobile cultura industriale del Giappone, paese alacrissimo che E' IN STAGNAZIONE DA 20 ANNI.
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Qoelet
Ecco, tu pensa che questa gente, se non fosse per l'avanzata dell'automazione sarebbe in linea o in ufficio a fare partite doppie come se non ci fosse un domani. Visto che dobbiamo avere piena occupazione con 40h settimanali, guai meno perché sennò Jesoo piange, è gioco forza che questi fenomeni si inventino nuovi ruoli nello stesso sistema produttivo. Viviamo in un momento storico ridicolo: potremmo lavorare 20 ore la settimana ma facciamo DI TUTTO per lavorarne 40 vivendo male.
EDIT: sottolineiamo anche che il 5S è preso di peso dalla ricca e nobile cultura industriale del Giappone, paese alacrissimo che E' IN STAGNAZIONE DA 20 ANNI.
Ahahah infatti son scappato da un'azienda fallita, acquistata da una più grossa americana,a sua volta dai jappo :bua:
-
Re: Gli italiani: un popoli di capre ignoranti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Qoelet
EDIT: sottolineiamo anche che il 5S è preso di peso dalla ricca e nobile cultura industriale del Giappone, paese alacrissimo che E' IN STAGNAZIONE DA 20 ANNI.
son talmente efficienti che hanno più nulla da fare :asd: