Ah, quindi tutti i datori di lavoro nel resto dei paesi europei sono dei beoti perché pagano molto di più i laureati, ho capito.
Non mi è chiaro il tuo pensiero: chiedi come mai la gente in Italia non studia, ti dico ( IMHO) il perché e tu rispondi che tanto studiare non serve. Se non serve, la notizia che qui ci siano pochi laureati è un dato positivo, no?
E per quanto la qualità delle lauree italiane sia degradata, non credo gli "altripaesieuropei" siano messi molto meglio: aneddoticamente, ai tempi del PhD ho potuto constatare che un MSc svedese forma quanto, se non forse meno, di una laurea "vecchio ordinamento".
Mai detto che studiare non serve. Ma rifletti su questo:
Molti dei beoti che sparano puttanate del tipo scie chimiche e/o antivaccinisti sono laureati.
Le facoltà tecniche nell'ultimo periodo, salvo alcuni casi, sfornano gente che fa fatica anche a fare le cose più banali.
Mi chiedo, perché?
Ok,
non ci eravamo capiti. Non ho il polso esatto della situazione attuale, ma credo la ragione sia da cercare nel fenomeno che ho descritto rispondendo a sacramen: per migliorare le statistiche nazionali, le università fanno laureare cani e porci. Nonostante questo, chi è in grado di farsi due conti, all'uni non si iscrive più, perché si rende conto che con questo gap di stipendi conviene partire direttametne a fare l'operaio e bon così. I pirla, gli illusi ed i santi, invece, si buttano sull'accoppiata liceo+ università, sperando in bene.
Ora, ci tengo a sottolineare che questo non vuol dire che TUTTI i nostri laureati saranno dei mentecatti: se vuoi studiare, studi. Il problema è che se NON vuoi studiare o non ce la fai proprio, vai avanti lo stesso, per spinta peristaltica.
Altra cosa da sottolineare è che la svalutazione degli stipendi dei laureati è iniziata PRIMA della svendita delle lauree.
Parlando di formazione e remunerazione,poi, vorrei anche ricordare che per le aziende italiane prendere il Dottorato serve ad una netta sega, quando va bene. Poi ci si chiede perché i cervalli fuggano: dei miei amici col PhD, siam tipo in 3 su 10 che lavoriamo ancora in Italia.
Non puoi insegnare la fotografia, devono imparare da soli come farla meglio che si può, guardando ottime fotografie e facendone di pessime. (Cit. Cecil Beaton)
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25/08/2012 - Un ultimo piccolo passo per un grande uomo, un grande ricordo per tutta l'umanità.
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è la consuetudine nel cosiderare il laureato inutile che ne ha svalutato la preparazione
Mah, la svalutazione dei laureati nasce ANCHE con la svalutazione della preparazione.
Cioè, il boom di laureati degli ultimi 20 anni si è visto grazie alle università che puntavano ad avere tanti studenti più che alla qualità dei suddetti...
Basta guardare l'ingegneria civile odierna![]()
Secondo me stai invertendo la causa con l'effetto: le lauree sono diventate più facili per fare "uscire" una frazione maggiore degli iscritti, che stavano calando proprio perché laurearsi non "pagava" più, probabilmente anche per un aumento delle tasse nello "sweet spot" tradizionale dei laureati (che sarebbe dove si comincia a non beccare più il bonus Renzi, per intendersi).
ma lo vedo pure nell'ingegneria meccanica
è un po' il cane che si morde la coda
tuttavia, gli studi "superiori" non possono essere disponibili per tutti![]()
secondo me state sbagliando. i figli della classe dirigente sono tutti laureati e tutti con ottimi impieghi, segno che la laurea serve o non gliela avrebbero fatta prendere.![]()
- in una società in cui ogni più piccolo diritto è perseguito, nessuno ha più diritti - Kungfucio
- sempre sano e ricco, mai povero e malato - kungfucio Vol.2
- meglio un osso oggi che due domani - Alì Baubau e i quaranta cagnoni
il mondo del lavoro non considera più i laureati, il mondo accademico non ha più bisogno di essere selettivo, lo studente non ha più bisogno di essere il migliore: il risultato non potrà che essere una marea di scarsi laureati che non servono al mondo del lavoro.
ripetere dall'inizio
la decadenza dell'università è cominciata quasi cinquant'anni fa, negli anni '70 c'erano i "collettivi" che ottenevano il "voto politico"
negli anni successivi molte di quelli lì, che osteggiavano la meritocrazia, sono finita a insegnare, sono diventati i nuovi "baroni" e hanno trasmesso quella mentalità alle generazioni successive
nelle facoltà umanistiche, sicuramente
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