in effetti la classifica del più oscurantista mi sembra uno sforzo degno di miglior causa
personalmente penso che il pensiero e l'opera di ogni uomo siano inevitabilmente anche frutto del suo tempo: il lavoro degli amanuensi è stato senz'altro meritorio, peraltro la chiesa nel medesimo periodo ha impiegato le vestigia romane come cave per le sue chiese e gli amanuensi stessi hanno "selezionato" i titoli da copiare (oggi faticosamente riscopriamo per esempio la fioritura scientifica del periodo alessandrino, ma la gran parte di quei testi sono andati perduti perchè i monaci non erano in grado di capirli e/o seguivano i veti di arcivescovi "guerrieri" come cirillo e li scartavano come non canonici).
allo stesso modo sarebbe assurdo rinfacciare l'islamismo ad al-kuwaritzi, così come il cattolicesimo di manzoni era certamente "moderato" e "llluminato" nel 18mo secolo, assai meno nel 21mo; così come chi ha letto la sentenza pronunciata contro galilei che lo "invita" ad abiurare le proprie tesi non può non averne colto la violenza verbale, con orecchie moderne, ma probabilmente a quel tempo anche i tribunali civili non andavano tanto per il sottile con i diritti dell'imputato.
this e doppio this.
per quanto riguarda il dilemma tra scienza e fede, tutti gli scienziati degni di tal nome (come già argomentato pagine fa) sono coscienti che il "piano di esistenza" della divinità non è quello materiale in cui si fanno le misure con gli strumenti, e pertanto non vi è contraddizione.
o perlomeno, è tranquillamente possibile vivere con una mentalità scientifica nel mondo reale e la fede in quello soprannaturale, se una persona mantiene il senso delle proporzioni. l'esistenza della divinità non è necessaria per la scienza, e in ogni caso il fatto che gli strumenti scientifici non rilevino dio non è prova della sua "inesistenza" al di fuori del mondo materiale (visto che la definizione di esistenza è tautologica, necessariamente), perciò ognuno può sostenere quel che gli pare.
chi ne ha bisogno non mi da (più) fastidio, fino a che lo tiene strettamente limitato a se stesso.
l'unica cosa che non regge è uno scienziato che crede nei miracoli, ma spesso anche le gerarchie stesse della chiesa sono assai severe nel giudizio sui fenomeni di credulità popolare.







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