facciamo così: licenziamo il 60% dei medici e assumiamo altrettanti amministrativi (a 25 ore settimanali) :smugranking:
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facciamo così: licenziamo il 60% dei medici e assumiamo altrettanti amministrativi (a 25 ore settimanali) :smugranking:
Non ho letto gli ultimi messaggi (dopo recupero), ma all'occorrenza mi senti di significarvi un viva viva viva la sanità convenzionata, che non fa mai male.
:fag:
per carità di dio la sanità convenzionata è il primo luogo di ruberie, esami mai eseguiti rimborsati e altre ladrate. privato VERO e basta.
@ronin: capisci anche tu però che il risparmi è minimo, anche perchè una asl seria pretende che il medico in loco referti tutto quello fatto in giornata (e gli straordinari non li paga, almeno non la mia :asd:)
eh ma solo col privato vero non mangio mica :asd:
@ronin
Se la tac lavora poco, la si sposti.
Oppure si allarghi il bacino d'utenza.
Non so in che regione sei, ma da me se richiedi un esame urgente sei costretto ad andare dove ti dice l' Asl.
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piccolo inciso perchè mi è saltato all'occhio.
Ma intendi TAC nel senso di TC a 1 strato? Ma altro che farle funzionare a regime quella è roba da buttare, io credevo usassi il termina "TAC" invece di "TC" per retaggio dai decenni passati, non con cognizione di causa. 4 strati sono il minimo indispensabile secondo me per una decenza, 16 sufficienti per lavorare bene e non poter eseguire solo alcuni tipi di esami cardiovascolari e 64 dovrebbe essere lo standard moderno. Per capirci nei centri di ricerca ed avanzati si lavora o su 64 con tecnologia dual energy o da 128 strati in su.
In un contesto del genere il radiologo onestamente non mi sembra il primo problema, ma c'è una gestione carente nell'organizzare e acquisire le apparecchiature.
la sanità convenzionata non è sufficiente purtroppo a garantire la qualità dell'esame anzi, si tende al volume appiattendo i protocolli TC ed RM al minimo comun denominatore, che finisce per determinare esami da ripetere, integrazioni ed approfondimenti diagnostici e quindi un gonfiare il giro di soldi spesi per ottenere una diagnosi. Del resto se io ti faccio un esame e contestualmente te ne prescrivo un altro guadagno il doppio.
detto ciò, purtroppo il privato vero nemmeno funziona in quanto i costi degli esami necessari in alcune categorie di pazienti è veramente alto. Gente con malattie neurodegenerative che fa RM annuali con mdc, pazienti oncologici che fanno esami di medicina nucleare, magari con traccianti più rari/costosi dell'FDG, spenderebbe migliaia di euro a check up invece dei 50-60 attuali. Lasciando stare il discorso farmaci. E il futuro sono esami ancora più cari, come la PET-RM che combina vantaggi e costi di entrambe le metodiche.
Purtroppo e/o per fortuna il pubblico gestito bene è sempre necessario se si vuole mantenere una certa qualità. Ovviamente ci sono le eccezioni in ogni categoria e per ogni esame.
intendevo che il pubblico deve gestire le proprie risorse, i privati fanno i privati. due mondi separati, farà rizzare i capelli a qualcuno ma se sei ricco ti puoi permettere una struttura privata, dove la degenza magari è più comoda, per il resto ci pensa il pubblico.
su questo sono d'accordo.
per abaper mi scuso, lo so che si capisce poco rileggendo la frase, ma il succo è che la macchina la cui attività è al centro della polemica è roba di 30 anni fa, per cui mi preoccuperei prima di quello che della refertazione o dei giorni di attività
Splittiamo il topic? Di sanità c'è tanta roba da tirare in ballo.
Guarda rispondo a sto pezzo che è quello che più mi è saltato all'occhio :asd: I turni sono di 12 ore e si hanno ritmi abbastanza serrati, il tempo di viaggio è al di fuori di queste ore e sì, viene considerato come orario lavorativo, però sai bene che ad un medico si da un forfettario per gli straordinari, quindi ora in più ora in meno in tasca non gli va nulla. Considera poi che lì i radiologi non si occupano solo delle TC ma di un po' di tutto, come ad esempio le ecografie, e quelle non puoi farle fare al tecnico :asd: Sulla presenza superflua del medico durante la TC ti hanno risposto già altri :sisi:
Mi avete convinto. Per i molti motivi approfonditamente spiegati e argomentati, i radiologi già assunti saranno tutelati.
In compenso al primo adeguamento normativo chiuderà l'intero reparto di radiologia, e poco dopo anche l'intero ospedale (trasformato in casa della salute, se va bene).
Vittoria!!! :bua:
far svolgere la mansione qualificata a figure meno qualificate per poterle pagare meno non è una grande idea
se il tecnico radiologo è tecnico e non radiologo c'è un motivo
non può fare quello che fa il radiologo
il medico del ps è il medico del ps non è il radiologo
la questione non è tutelare i radiologi (nè colpire la loro casta per vendetta)
ci si deve confrontare con i medici nel merito e si può e si deve distinguere da argomenti sensati ad argomenti campanilistici (tanti medici guardano solo il proprio orticello tanti no: non è impossibili distinguerli, così come gli amministratori)
:bua:
Letto niente, eh? :roll:
(si parlava di tele-radiologia e non di sostituzione del medico con il tecnico, soltanto di ottimizzazione dei flussi: Dal flusso fisico del medico che si reca sul luogo dell'esame al flusso dematerializzato dei dati che dal luogo dell'esame raggiungono il medico). Così la figura qualificata viene semplicemente fatta rendere di più.
La tele-medicina e' una delle frontiere del progresso; non per noi: Preferiamo sostituirla con i viaggi della speranza dei pazienti .
letto anche troppo
tu parti dall'assunto che il radiologo non sia necessario e sostituibile dal tecnico fino alla parte di diciamo interpretazione
io non ne sono convinto
O meglio, la teleradiologia ha uno spazio ma in situazioni specifiche, nella maggior parte dei casi no. nei casi in cui viene usata ora o è per abbassare i costi a scapito della qualità o perchè l'alternativa sarebbe semplicemente non avere il servizio per carenza di personale. Ma la presenza di un radiologo mediamente capace aiuta a fare meno esami inutili e a mantenere una maggiore "personalizzazione" e qualità degli esami. I tecnici non sono assolutamente in grado di gestire in autonomia queste situazioni. Poi se parliamo di radiologi bravi non c'è proprio discussione, i protocolli vengono modificati per ciascun paziente sia in TC che in RM e la discussione finisce prima di nascere.
Insisto comunque che nell'esempio della TC monostrato da te portato il problema principale è la macchina antica e gestita male piuttosto che il costo di due ore di viaggio del medico.
Comunque qua non si parlava di promuovere tutti i tecnici radiologi a "medici" o cose del genere. Si parlava di ospedali periferici dove si mandava un medico a fare più ore di viaggio che di lavoro. Nei grandi ospedali con TC, RM, etc... spererei bene che il medico radiologo sia fisso.
Si parlava anche di "spersonalizzazione", onestamente non credo di aver mai incontrato di persona un medico radiologo sia durante gli esami che ho fatto che in quelli in cui accompagnavo altri. Di solito l'iter era sempre: medico di base - tecnico radiologo - e poi o ortopedico o ancora medico di base.
Attenzione non sto dicendo che il medico radiologo sia inutile ma che in tutti quei esami di "basso livello" può anche non essere fisicamente presente.
Per la questione ecografie.....ho sempre visto medici "normali" farle (inteso come non radiologi) e pure la questione "se il paziente cade dal tavolo" non vedo il nesso.
la questione è puramente legislativa e legata alle competenze che alle varie figure professionali si è voluto dare. che piaccia o meno, per arrivare ad un cambiamento bisogna vincere prima di tutto le resistenze che ci sono in parlamento, dove i medici sono ben rappresentati.
personalmente mi pare cmq un discorso che centra poco con il thread, cioè abbassare i costi, la cui via maestra mi pare una: pestare sull'appropriatezza degli esami, cioè se il quesito a cui si cerca di rispondere merita risposta in qual modo e come.
faccio un esempio: è stato mio professore uno dei più anziani neuroradiologi italiani (come anzianità di servizio intendo :asd:), beh sosteneva che che risonaze magnetiche per lombosciatalgia sono inutili nella maggior parte degli esami, poichè il referto non cambia la terapia farmacologica. per i casi di dolore grave, dove si debba valutare l'intervento è diverso, ma sono fortunatamente una minoranza.
che si emanino linee guida stringenti con criteri oggettivi sugli esami a carico del ssn e quelli a carico del paziente, chi ne ha bisogno potrà cmq avere le cure pagate, per le cagate si paga.
hai vinto la bambolina, la via corretta per ridurre i costi è questa.
e il prof ha ragione, ma il problema è che ormai anche nel paziente c'è l'idea che si deve "vedere" qualunque problema, vero o immaginato, indipendentemente poi da come un esame influisca effettivamente sulla gestione clinica. la colonna è un esempio eclatante.
meanwhile arrivano le regioni che si oppongo all'obbligo dei vaccini.....
secondo me il legislatore può impattare significativamente in questo senso, appropriatezza, campagne di informazione, ridurre i contenziosi legali, armi se ne possono e devono usare tutte e credo che possano essere efficaci. al netto degli ipocondriaci, non credo che se si spiega che si può evitare di bruciare una mattinata in ospedale e di pagare ticket senza compromettere la cura i più si ribelleranno.
cmq allargando il discorso, della sanità al sud vogliamo parlare? conosco pochissimo, ma il poco sentito dire è disarmante. c'è qualche medico che professa al sud?
Il discorso sarebbe quello di spingere sull'informazione, ma quello è anche un problema della categoria medica.
Volendo ciò si lega anche al discorso sulla figura del radiologo, se i medici specialisti in altre scuole e non specialisti (e ad essere onesti anche dei radiologi, specialmente se formati in epoche precedenti la diffusione di esami più "moderni") già hanno difficoltà a valutare l'appropriatezza diagnostica degli esami che richiedono, figuriamoci la popolazione generale.
Quotidianamente c'è una lotta nel modificare gli esami richiesti o mandare indietro pazienti a cui sono stati chiesti esami inutili in diagnostica (specie TC/RM, per tempi, costi e rischi), ma c'è poca tutela per chi decide di prendersi trale responsabilità. Quindi finisce che se l'esame me lo chiede il collega dal reparto con cui riesco a parlare e spiegargli la situazione, si risolve. Se l'esame me lo chiede un collega che si intestardisce o arriva con una ricetta ambulatoriale, magari già pagata per quando arriva all'attenzione del radiologo, finisce che è molto più complicato prevenire l'esame inutile e si finisce per fare quello e chiedere la metodica corretta nel referto, con perdita di tempo e aumento del costo. Ma altre soluzioni non ci sono.
Per il discorso del sud, le cose funzionano come tutto il pubblico, non c'è uno standard fisso, si regge molto sulla buona volontà e capacità dei singoli. Onestamente in ospedale il personale medico è mediamente preparato (almeno a Napoli dove sono io), anche se per alcune procedure, specie chirurgiche, particolari ci sono pochi riferimenti, ma è anche normale secondo regole di domanda e offerta.
Il grosso limite secondo me che inceppa molto tutto è il personale che gira attorno a medici e altre figure sanitarie, la parte amministrativa è gestita spesso male nei singoli uffici con gente non qualificata e se manca l'unico che sa svolgere una determinata funzione si blocca tutto. E i tempi per svolgere qualunque pratica "seria" sono impossibili, da noi si ordina una macchina o si fa un upgrade e ci vogliono anni perchè venga installata e vada in funzione, mentre nel privato si risolve tutto in qualche mese.
la differenza è che il mio non è un assunto, ma il condensato dello studio delle fonti specifiche, dagli studi dell'ISS (istituto superiore di sanità) alle linee guida della SIRM (società italiana di radiologia medica). non vorrei addentrarmi troppo in dettagli tecnici, siamo su un forum di videogiochi, ma è come se mi stessi dicendo "tu parti dall'assunto che in coppa uefa si applica il fuorigioco, io non ne sono convinto". evabbeh, neanche io sono un esperto di ogni settore, ma il punto è l'approccio da plebaglia in subbuglio di cui parlava chiwaz: al minimo tentativo di razionalizzazione parte il coro degli ahh, uhhh, buhhh, fanno i soldi sulla pelle dei boveri baziendi.
quella del radiologo che fa su e giù con la macchinina è una goccia nel mare, ma è il sintomo perfetto perchè viene trattata con lo stesso approccio miserabile con cui si tratta l'equipe operatoria (che lavora solo 26 ore a settimana, con un numero di interventi annui per sala inadeguato ai livelli di produttività, in un blocco operatorio di vecchia concenzione e senza posti letto di rianimazione, cioè una trappola se qualcosa va storto), la specialistica ambulatoriale (con ambulatori usati mediamente due mezze giornate a settimana ma che non si può "fondere" perchè ogni dottore ha il suo personale), l'intramoenia (con un numero di ore a settimana massimo che resta pura teoria, visto che l'ambulatorio dove si svolge la libera professione è contiguo al reparto di degenza, e non esiste nessun controllo sugli orari), la farmaceutica (ne abbiamo già parlato diffusamente) e ogni altra attività.
chiaramente i primi a godere della becera ignoranza delle vittime sono proprio i fortunati appartenenti alla classe dei privilegiati, cioè i medici.
come va a finire? che la resistenza che rende impossibile infilare il bisturi per tagli selettivi costringe ad utilizzare come strumenti la scimitarra e l'ascia bipenne. e allora sia.
il paradosso è che questi passaggi sono già stati fatti (vedi sopra; le aggressioni con denuncia per abuso della professione medica alle aziende sanitarie e ai tecnici che hanno applicato la teleradiologia sono infatti finite tutte con assoluzioni), ma vista la durissima opposizione della categoria, cui si accodano proprio coloro che si vorrebbe difendere, e cioè gli ignari pazienti, non si agisce di conseguenza (anzi, ovviamente il parlamento "sensibilizzato" ritorna sui suoi passi emanando direttive retrograde).
ah, l'appropriatezza, la madre di tutte le battaglie.
che nessuno combatte, per mancanza di armi con cui combatterla. perchè l'appropriatezza sta nella scelte mediche, e le scelte mediche non possono essere questionate più di tanto sennò si lede l'autonomia del medico. vedi per esempio l'uso dei generici, che dovrebbe essere imposto e invece si mantiene la possibilità per i medici di non prescriverli. o la protesica cui si dovrebbero porre limiti di età per tipologie di intervento (il 95% dei pazienti ultraottantenni operati per protesi all'anca non si rialza più dal letto, ma le protesi sono troppo remunerative per non operare tutti gli operabili, qualcuno ricorderà il primario brega massone e la sua clinica degli orrori, vi si applicava questo metodo a tappeto per gonfiare i rimborsi).
e altri millemila casi in tutti i settori. è come dire che la questione principale nella lotta alla corruzione è l'onesta: è evidente che se tutti fossero onesti, la corruzione avrebbe perso. ma appunto occorre convincere ad essere onesti uno per uno TUTTI gli operatori; per l'appropriatezza è lo stesso.
poichè non si può controllare il singolo operatore (si lede l'autonomia del medico), se si vogliono ottenere risparmi occorre applicare altre metodologie, principalmente di stampo logistico ed organizzativo. oltre a stroncare gli abusi, quello sì.
ne possiamo parlare diffusamente, se volete.
come noto a tutti, nel sud mediamente le cose funzionano un po' peggio della media, specie nel pubblico :bua: . in particolare al sud:
- sono percentualmente molto più rilevanti le voci di spesa per il personale (per via del numero maggiore di primari per posto letto, fino al caso limite di un ospedale romano con 17 primari e 25 pl...., per via dei minori controlli sull'intramoenia che fanno sì che si sfori molto di più la quantità di ore ammesse in libera professione e quindi salgono di conseguenza i redditi mentre le liste di attesa si allungano, un problema generale ma al sud più marcato, e anche per via del fatto che al sud si è esternalizzato meno attività mantenendo spesso sacche di inefficienza per i dipendenti non sanitari, non solo amministrativi ma anche nei servizi intermedi ad es. mensa lavanderia pulizie vigilanza)
- sono molto più rilevanti i costi della medicina privata convenzionata (che in dosi controllate è un bene perchè fa concorrenza e riduce le liste di attesa; ma se fatta senza controllo "assorbe" risorse per le prestazioni più remunerative, quelle che i privati svolgono, a scapito di quelle meno remunerative, che i privati non svolgono, sicchè poichè le risorse sono assegnate con i costi "più o meno" standard, si generano squilibri nell'offerta che depauperano i servizi di base facendo la felicità dei privati ma impoverendo il pubblico fino ad impedirgli di fornire il servizio; un fenomeno non solo del sud, ma più accentuato. tutte o quasi le regioni del nord stipulano infatti accordi con la convenzionata per limitare il numero di prestazioni che verranno rimborsate durante l'anno, in modo da contenere queste spese; al sud di mia conoscenza non lo fa nessuno, qualcuno magari lo farà non sono certo onnisciente, ma il problema è più accentuato)
- sono molto più alti i costi della farmaceutica (ne abbiamo già parlato: se un farmaco necessario lo fornisce la farmacia privata, il SSR rimborsa il prezzo di listino, se invece lo fornisce la farmacia ospedaliera il SSR rimborsa il prezzo di gara, con sconti dal 40% al 70%), sicchè ne deriva una contrazione delle spese di investimento (e infatti le strutture sono mediamente più vecchie e malridotte): questo divario negli ultimi anni si sta molto attenuando, e purtroppo non per maggior virtù della sanità del sud :bua:
- in compenso al sud hanno trovato il modo di risolvere il malaffare che si svolge in segreto in tutti i reparti mortuari del centro-nord (dove i malati terminali sono "prenotati" dagli infermieri del mortuario per essere "girati" alle agenzie di pompe funebri dando ai parenti affranti dal dolore "consigli" su a chi rivolgersi per le esequie); il malaffare c'è lo stesso, ma almeno la gestione è esternalizzata con offerta a salire per le agenzie funebri (cioè le agenzie funebri pagano per gestire la camera mortuaria dell'ospedale), così almeno una parte degli introiti viene restituita alla collettività come canone di concessione
bisogna anche dire, a parziale scusante, che molte regioni del sud sono sottofinanziate perchè nonostante una popolazione mediamente giovane, si trovano con problemi ambientali che inducono vasta incidenza di patologie sanitarie croniche (es. la campania della terra dei fuochi, in cui si muore per tumore il doppio della media nazionale). una forma di "punizione" per chi ha sempre preferito chiudere gli occhi di fronte alla criminalità che potrà anche apparire "equa" nella sua brutalità, ma che nella costituzione non c'è.
le mie capacità soporifere fanno invidia a quelle della strega malefica! :bua:
meanwhile
http://www.repubblica.it/sport/vari/...dra-170846005/
Parlando seriamente, quanto sono pericolose le famose malattie "se le fai da piccolo sei a posto" (morbillo, parotite, rosolia e varicella) da adulti?
Per la varicella mi sembra ci sia anche rischio di sterilità. :asd:
In poche parole bisogna mettere cartelli bio-hazzard su tutti i luoghi frequentati da bambini e toccarsi sperando di non beccarsi niente.
la bandiera secessionista è stata dichiarata simbolo d'odio :snob:
(http://www.corriere.it/esteri/15_giu...e180b2ac.shtml così tanto per ricordare)
non lo so, dimmelo tu, sembri conoscerli tutti :snob: