tanto non saprei usarli efficacemente
ah, non l'ho mica aperto io il thread di chi ha capito tutto della finanza, ma poi non c'ha niente in mente su cosa fare
per come la vedo io la società capitalista non si suicida, più che altro nel capitalismo a tempi regolari succede qualcosa che separa i soldi dai creduloni (semicit.). ciò non impedisce che il banco salti involontariamente causa errore degli apprendisti stregoni, ovviamente.
la (parziale) soluzione passa per il mondo reale, per quanto mi riguarda: ho fatto l'esempio della casa in cui vivi, quella anche se perde di valore nominale perchè l'euro(pa) va a ramengo è comunque un tetto sopra la testa e un involucro che ti difende dalle intemperie. sotto sotto, io non credo che l'esito delle future crisi sarà tale da toglierci la possibilità di avere la luce elettrica, il riscaldamento, l'acqua corrente, quindi investire in soluzioni che riducono queste spese per me è investimento sicuro, come lo è nell'istruzione e nell'abitazione dei figli: non avendo ancora finito, sono sostanzialmente all'interno del cuscinetto di (ragionevole) sicurezza.
nel frattempo ci si sceglie un lavoro che va nella direzione di sostenerla, la civiltà: talvolta faccio esempi che mi riguardano, e non perchè io sia un esempio eccezionale, al contrario, proprio perchè sono un esempio alla portata di molti, molti che però vedo disperdere grandi energie tra vittimismo, solipsismo, egoismo e una solitudine disperata e spaventosa, per paradosso amplificata da mezzi che dovrebbero consentirci di comunicare come mai prima, e purtroppo stiamo usando per lacerare un tessuto sociale che pure esiste e resiste.
Ultima modifica di Ronin; 08-01-18 alle 23:30
Io sono nella tua stessa identica situazione, e pure il tuo ottimismo non ce l'ho.
Ho casa di proprietà, riusciamo a mettere da parte qualcosa per il futuro, spero di riuscire a costruire un futuro per mia figlia ma...
...mi guardo attorno e vedo una classe dirigente degna del peggior Luigi XV, il mondo della politica che si circonda di Yes man abominevoli, signori dirigenti dello stato la cui unica occupazione è lo scarica barile, e carriere costruite sul lecchinaggio più abbietto a prescindere dall' esistenza di un minimo di capacità.
Onestamente, nonostante il mio stipendio sia assolutamente dignitoso (per quanto notevolmente più basso di quello degli uscieri di Palazzo dei Normanni e Palazzo Madama), non riesco a non essere incazzato e a non vedere un futuro plumbeo...
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Ultima modifica di Edward Green; 13-04-24 alle 13:19
vedo che hai capito tutto![]()
il settore pubblico comprende milioni di persone, e ben poche di loro sono alfano junior.
tutte le altre hanno mogli, mariti, figli, fratelli, padri, madri, anche soltanto amici che lavorano nel privato. così come questi a loro volta hanno mogli... amici che lavorano nel pubblico. sono solo gli hater del web, che sono soli con il loro monitor.
se c'è una cosa che mi è rimasta addosso dalle mie letture comuniste giovanili, è la passione per la frase di gramsci "pessimismo della ragione, ottimismo della volontà".
vedi davvero soltanto quello? io vedo un enorme numero di persone (e non soltanto nel pubblico), che si danna l'anima per curare gli ammalati, per trasmettere conoscenze agli alunni/studenti, per ripulire le strade, per proteggere le persone dai malviventi, per produrre ricchezza e prodotti utili ai clienti, per competere a viso aperto sui mercati, per spegnere gli incendi, per costruire ponti e strade (non solo fisiche), e per mille altre attività che ci rendono società. ne vedo a milioni, e generano l'ottimismo della mia volontà. e poi vedo anche quello che vedete tu, ed edward, e genera il pessimismo della ragione. ma quest'ultimo deve servire a rendere più efficace l'altro, non a spegnerlo![]()
Infatti io mi alzo ogni giorno alle 6:00 per mandare avanti una baracca che dà da mangiare a 11 famiglie (ottimismo della volontà) ma al contempo so che mi converrebbe mandare tutto alla malora perchè consapevole della presenza degli eredi di Gramsci e di altre correnti politiche che negli anni si sono magnati qualsiasi cosa possibile (pessimismo della ragione -> consapevolezza).
Cosa credi, che il resto del mondo fuori dal tuo ufficio sia una manica di fancazzisti che aspettano l'intervento di qualcuno come nelle campagne dell'ex URSS? Non esiste solo il settore pubblico anzi, gli stati vanno avanti grazie al settore privato perchè senza quello sarebbero paragonabili a buchi neri che fanno debito con regimi esponenziali. Son quasi 40 anni che continuo a guardare casini su casini creati da professionisti del settore bancario che fanno spallucce ogni volta e purtroppo mi rendo conto che l'unica mia alternativa al guardare è... riparami.
come si vede, non lo credo affatto, e se avessi davvero letto quello che ho scritto non ti sarebbe neanche venuto il dubbio.
che tu ti alzi alle 6.00 o che io tiri tardi portandomi il lavoro a casa fino all'1.30 di notte (come ieri sera) a me non sembra il punto: anche hitler dormiva 4 ore al giorno. il punto a me sembra che solo col tuo monitor vivi un mondo ectoplasmatico popolato solamente di traditori, vigliacchi, arraffoni e soverchianti orde comuniste immaginarie: nel fuhrerbunker, appunto. chiuso lì dentro perdi di vista l'esistenza di una società di rapporti, di un bene comune, di legami tra le persone, di amor proprio anche, oltre che di impegno civile e sociale che è esperienza di tanti. e rimani solo, in attesa della falce e martello che sventola sul reichstag.
io non sono un trascinatore di folle e pertanto non sono nelle condizioni di indicare una via risolutiva. ma so riconoscere un mantra consolatorio con cui si identifica un nemico esterno (nel tuo caso i banchieri, per altri la UE, per altri ancora i migranti) come chiodo cui appendere tutti i mali.
chiaro, ma permettimi di non condividerlo.
vuoi una nuova caporetto, eppure la storia che tu stesso riporti insegna che la caporetto precedente è stata soltanto una parentesi. se vogliamo rimanere nel paragone la tua posizione mi sembra quella di falkenhayn, vuole concentrare la battaglia a verdun per fiaccare il morale francese, ma perchè verdun diventi la trappola che cerca occorre che la francia ci butti dentro tutto quello che ha, che è l'esatto opposto di quello che farebbe qualcuno col morale fiaccato: una contraddizione decisiva, il cui risultato sarà gettare via risorse con cui si poteva vincere la guerra. allo stesso modo tu desideri un nuovo showdown nella convinzione che esso sarà risolutivo, quando invece proprio quanto accaduto dopo lo showdown precedente dimostra che non sarà così.
se vuoi un cambiamento duraturo non c'è altra strada che l'occupazione caparbia, un posto dopo l'altro, di quel sistema che hai descritto, da parte di giovani eticamente non corrosi, che questo sistema clientelare e corruttivo non lo accettano più (anche se talvolta devono chinare il capo di fronte all'ordine gerarchico): perchè le guerre moderne si vincono con la produzione massiva e continuata dei mezzi bellici, non con la scorciatoia di uno scontro rapido e decisivo (che era appunto la grande illusione già della WWI e poi della WWII); scommetto che lì dentro ce ne sono già altri oltre a te.
Ultima modifica di Ronin; 09-01-18 alle 10:21
Quale parte de "il sistema si autoalimenta" non è chiara?
Sempre per parlare di cose che conosco.
Nel lontano anno 1999, su un corso di accademia di 52 allievi ufficiali dei carabinieri c'erano 4 figli di colonnello dei carabinieri.
Nel meno lontano 2009 su un corso da 30 allievi ufficiali ce ne erano più di una decina.
Ad oggi si viaggia su questi ultimi numeri.
Ora, delle due l'una: o il QI dei figli degli ufficiali superiori è schizzato negli ultimi anni, oppure abbiamo un problema di selezione.
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Allora, io ho una visione limitata al mio settore...
...ed al ministero della cultura e degli esteri, per tutta una serie di situazioni, e da una posizione privilegiata a Roma la sensazione è che il settore pubblico vada avanti per la buona volontà di un numero limitato di dipendenti, ancor più limitato di funzionari e quasi nullo di dirigenti.
E la cosa più agghiacciante è che dai tempi di Cadorna va questa parte non è cambiato nulla.
Il sistema di selezione della dirigenza che ha portato a Caporetto, rivoluzionato in fretta e furia solo in funzione di Caporetto (giusto perché sennò non esisteva più l'Italia) è sopravvissuto a Caporetto, è sopravvissuto alla Seconda Guerra mondiale, nonostante i danni che ha creato (leoni guidati da asini), ed è sopravvissuto anche alla lotta alla lotta alla mafia (dopo aver patito vittime illustri, i cui sforzi ed integrità morale sono oramai pura retorica).
È un sistema guidato da asini che tengono esclusivamente al proprio tornaconto personale, che si circondano di loro simili per non avere nessuno che rompa loro le palle nel gestirsi i cazzi propri, che inevitabilmente li seguiranno in futuro per riprodurre all'infinito un sistema che, a causa dei tagli di bilancio, assume sempre più tirapiedi piuttosto che gente capace.
Questo comporta che, nell'ordine:
- Il carico di lavoro permane invariato, il numero di onesti lavoratori assunti "casualmente" diminuisce, chi lavora oggi lavorerà di più domani;
- chi non lavora non sbaglia, gli errori vengono commessi solo da chi viene mandato a lavorare, con inevitabili ripercussioni sulla carriera;
- quei pochi capaci che per fortuna, capacità, raccomandazioni o congiunture astrali favorevoli, raggiungono i massimi livelli si piegano al sistema per non essere buttati fuori.
Ora, l'unico momento della storia d'Italia in cui questo sistema di cose si sia magicamente interrotto è la citata Caporetto, in cui o si metteva ai vertici qualcuno capace o finiva l'Italia.
Se permetti io spero nel merdazzone assoluto, in una nuova Caporetto (economica, perché di guerre all'orizzonte non se ne vedono) in cui o si salva l'Italia o si muore, perché non voglio che mia figlia cresca nel paese in cui sono vissuto, e sto vivendo, io.
Chiaro il concetto?
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Ultima modifica di caesarx; 09-01-18 alle 09:24
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Ultima modifica di Edward Green; 13-04-24 alle 13:19
abbiamo un problema di selezione, che si risolve solo ingollando il doppio di guano da parte di quelli che raccomandati non sono, di modo che pian piano occupano livelli elevati, da cui fra vent'anni saranno LORO a fare i selezionatori, e avranno l'occasione di dimostrare che si meritano la meritocrazia.
tu speri in uno showdown purificatore che per quanto mi riguarda tutte le altre volte che c'è stato non ha purificato niente, anzi semmai ha chiesto il sacrificio proprio di alcuni tra i migliori, salvando tutti i raccomandati e gli imboscati salvo capri espiatori troppo in vista per essere salvati.
io preferisco lavorare per allontanare quello showdown, che ti devo dire. semmai ricordati di me, se sarò ancora vivo dopo![]()
Questo si chiama "mantenere lo status quo".
Il problema è che lo status quo attuale non solo non va bene ma promette i disastri. Disastri che già ci sono stati e che ogni volta son stati sempre più pesanti.
E nuovamente, qui non si parla del lavoro di un singolo ufficio o di una singola provincia, regione, stato, si parla di finanza mondiale. Qualcosa che va al di là delle capacità/impegno del singolo ma che dovrebbe essere nelle mani di chi dovrebbe governarli quei singoli. E di nuovo, non intendo dire che il politico xxx ci salverà, dico solo che dovrebbe essere nel comune interesse fra nazioni tenere a bada un settore autoreferenziale che si finanzia a spese delle nazioni stesse.
nient'affatto. semmai si chiama non stare con le mani in mano.
allontanare lo showdown significa lavorare non solo per generare ricchezza (o per usare alla massima efficienza quella che ci hanno dato in mano), ma anche per correggere i guasti di cui parli: ci sono interi settori dell'economia (e non solo il terzo settore) che lavorano con lo scopo di limitare e correggere i danni del "mainstream", dalle bonifiche di siti inquinati all'efficienza energetica, dalla riqualificazione del costruito alla valorizzazione degli spazi industriali dismessi potrei farti esempi a decine, e non certo solo nel pubblico. è questo che intendevo con lo "scegliersi un lavoro che sostiene la società".
anche non facendone parte, pretendere attivamente che le leggi della comunità li sostengano è un buon modo per impegnare il tempo, ad esempio: ogni mattone preso singolarmente è un'inezia che non fermerà la valanga, quando la valanga cadrà, ma un livello in cui i mattoni tutti insieme formano un muro impenetrabile esiste, anche se non lo sappiamo calcolare. c'è chi impegna il tempo libero a spiegare che non c'è mattone che tenga, e chi lo impegna ad accumulare mattoni (non necessariamente io e te, dico in generale). quando sarà il momento della verità, potremmo anche scoprire che ci sono abbastanza mattoni nel muro.
o magari no, ma in ogni caso questa divisione per cui il pubblico è un altro mondo fuori dal mondo è deleteria prima di tutto per chi non ne fa parte (ancora una volta: traditori e orde comuniste dappertutto, per quanto immaginarie); oggi le imprese evolute parlano di corporate social responsibility, e gli enti pubblici evoluti parlano di new public management (e anche oltre, ma qui in italia già è avanzato): i mondi sono comunicanti, sempre più dirigenti pubblici applicano le tecniche di management dell'impresa e sempre più imprese applicano i principi etici dello stato. non si vede perchè la lente dei media mainstream punta altrove, e perchè il sistema ha tutto l'interesse a far credere di essere inattaccabile, ma proprio voi che vi piccate di essere i più lungimiranti forse dovreste ogni tanto guardare meno lontano, ma più in profondità
è un criterio che non ho mai usato per scegliere da che parte stare, e invecchiando non si diventa certo più flessibili
bene o male questo sporco sistema squilibrato garantisce a miliardi di persone un tenore di vita (non solo come comodità fisiche, anche come possibilità di sviluppo culturale) che 100 anni fa non si sarebbero potuti permettere neppure una manciata di re ed imperatori. lo fa tenendo ai margini fasce imponenti della popolazione mondiale, per carità. ma anche il tenore di vita di tanti paesi "poveri" emergenti è superiore a quello dei ricchi di 100 anni prima.
inoltre non credo che la cricca dei potentati offshore abbia interesse a una vittoria di annientamento: hanno comunque bisogno di lavoro che crei un minimo di ricchezza distribuita, per prelevarne un pochetto da ciascuno. i pericoli di tracollo del sistema non vengono da scelte volontarie, perchè nessuna volpe vuol sterminare il pollaio che le garantisce di avere da mangiare.
Ultima modifica di Ronin; 09-01-18 alle 11:20
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Ultima modifica di Edward Green; 13-04-24 alle 13:19
Ronin, tu continui a ragionare sul fatto che non bisogna pensare continuamente alla crisi altrimenti si arriva alla crisi quindi è meglio a ragionare sul come fare per allontanare la crisi. Ok, l'ho capito.
Il problema della crisi imminente però rimane.
E' come pensare di evitare gli scontri in Israele puntando a mantenere lo status quo. Rispettabilissima come idea ma se in 50 anni di mantenimento dello status quo non è cambiato nulla FORSE è il caso di rivedere qualcosa in quel processo di pace tanto sbandierato per riempirsi la bocca senza però sporcarsi le mani e scaricare le rogne agli altri.
Nella finanza mondiale funziona allo stesso modo, i casini si ripetono ciclicamente perchè si mantiene lo status quo. Puoi pensare di alzare muri sperando che reggano ma se la valanga è via via più grande (perchè dopo la crisi del 2008 le soluzioni attuate non hanno affatto portato a miglioramenti, hanno di fatto aumentato le dimensioni della possibile valanga successiva) tu che fai? Speri che il muro regga o cerchi di scansarti?
quello che hai scritto in precedenza è ragionevole oltreché condivisibile. Però da questo reply, e non voglio assolutamente offenderti, sembri un sognatore.
Chi ingoia il doppio del guano prima o poi esaurisce le energie. O, sic et simpliciter, nonostante gli sforzi profusi non riuscirà mai a raggiungere un obiettivo per fattori esterni non dominabili.
non è disfattismo, ma realismo riconducibile alla consapevolezza della difficoltà di dare attuazione agli strumenti rimediali fin qui proposti.
Quello che personalmente noto, è la volontà di scaricare la responsabilità di quanto succede su chi ne ha subito/subisce le conseguenze.
Disoccupazione giovanile --->I giovani hanno poca voglia di lavorare/Non hanno spirito di sacrificio.