[Elezioni Politiche 2018] Che gioia! [Elezioni Politiche 2018] Che gioia! - Pagina 23

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    0 0%
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    16 18,18%
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    5 5,68%
  • Casa Pound

    0 0%
  • Vadano alla malora. Voglio i punk con le lame!!

    31 35,23%
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Discussione: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

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  1. #1
    Senior Member L'avatar di anton47
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Frappo Visualizza Messaggio
    stupendoh!
    praticamente un manuale di come far fallire il 90% delle imprese in cinque minuti e di portare il tasso di disoccupazione al 99% in altri cinque!
    ma l'articolo dimentica di citare la loro attrazione erotica per le "patrimoniale", con la quale riuscirebbero a convincere gli ultimi investitori qui attivi a correre anche loro alle cayman
    (adesso capisco l'interesse che dimajo nutriva per loro, l'avrebbero aiutato benissimo nell'orchestrare l'apocalisse finale)

  2. #2
    Cacacazzi L'avatar di Talismano
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Ma io volevo votare 5s solo per contribuire ai punk leccasciabole, ma proprio non ce la faccio. Veramente sono in crisi... sempre che il plico non mi venga fregato e votino ad cazzum i soliti furbetti

  3. #3
    The Baluba L'avatar di Frappo
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    boh a dell’utri forse forse andrebbe anche data.
    ennesima perla del leader dei kompagni a 35ore:



  4. #4
    Senior Member L'avatar di Necrotemus
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Ma come fa un obbligo ad essere una scelta volontaria?


  5. #5
    Senior Member L'avatar di anton47
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Necrotemus Visualizza Messaggio
    Ma come fa un obbligo ad essere una scelta volontaria?
    forse cerca di recuperare il rapporto con dimajjo....

  6. #6
    Senior Member L'avatar di Lo Zio
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Necrotemus Visualizza Messaggio
    Ma come fa un obbligo ad essere una scelta volontaria?
    è l'equivalente del femminile "fai quello che vuoi"

  7. #7
    Il Drago Dormiente L'avatar di Zhuge
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Lo Zio Visualizza Messaggio
    è l'equivalente del femminile "fai quello che vuoi"

    https://www.worldoftrucks.com/en/onl...e.php?id=92274
    Corsair iCue5000X RGB - Asus ROG-STRIX Z690 F-GAMING ARGB - Intel Core i7 12700K - Corsair iCue H150i Capellix RGB - 2X Corsair Dominator Platinum RGB DDR5 5600MHz 16GB - Samsung 980PRO M.2 1TB NVMe PCIe - PCS 1TBe SSD M.2 - Seagate Barracuda 2TB - Corsair 1000W RMx Series MOD. 80PLUS GOLD - Asus ROX-STRIX GEFORCE RTX3070Ti 8GB - Kit 4 ventole Corsair LL120 RGB LED - Windows 11 64bit

  8. #8
    Senior Member L'avatar di abaper
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Necrotemus Visualizza Messaggio
    Ma come fa un obbligo ad essere una scelta volontaria?
    È un obbligo ma bisogna educare la gente a non viverlo come un obbligo. Deve diventare una scelta consapevole.
    Non mi pare difficile ed è condivisibile come idea.

    Inviato dal mio ASUS_Z00AD utilizzando Tapatalk

  9. #9
    Senior Member L'avatar di iWin uLose
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da abaper Visualizza Messaggio
    È un obbligo ma bisogna educare la gente a non viverlo come un obbligo. Deve diventare una scelta consapevole.
    Non mi pare difficile ed è condivisibile come idea.
    Non nel mondo degli haters politici, dove qualsiasi esponente detestato dice per forza cose inconcepibili, anche se in realtà sono facilmente comprensibili.

    Anche Di Maio e Salvini ormai sono novax, anche se hanno proposto un sistema tra l'altro simile a quello previsto dalla legge vigente, ovvero obbligo fisso per alcune malattie e per altre obbligo quando si supera la soglia di pericolo, pur non essendovi ancora epidemia - che per l'ebete e per il webete medio, grazie anche alla più grande fabbrica di fake news esistente e cioà i principali TG nazionali, è diventato "eh, ma quando l'epidemia è scoppiata che cosa serve l'obbligo, ah ah che idioti" - e molta più informazione di quanta non ve ne sia oggi.

  10. #10
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da iWin uLose Visualizza Messaggio
    Non nel mondo degli haters politici, dove qualsiasi esponente detestato dice per forza cose inconcepibili, anche se in realtà sono facilmente comprensibili.

    Anche Di Maio e Salvini ormai sono novax, anche se hanno proposto un sistema tra l'altro simile a quello previsto dalla legge vigente, ovvero obbligo fisso per alcune malattie e per altre obbligo quando si supera la soglia di pericolo, pur non essendovi ancora epidemia - che per l'ebete e per il webete medio, grazie anche alla più grande fabbrica di fake news esistente e cioà i principali TG nazionali, è diventato "eh, ma quando l'epidemia è scoppiata che cosa serve l'obbligo, ah ah che idioti" - e molta più informazione di quanta non ve ne sia oggi.
    Io sono per l'abolizione dell' obbligo dell'interruttore differenziale negli appartamenti, che è chiaramente un regalo alla lobby degli elettricisti. Del resto in casa fulminato non ci muore più nessuno da anni.
    Sai a chi posso rivolgermi per levare l'obbligo?



  11. #11
    The Baluba L'avatar di Frappo
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Chiwaz Visualizza Messaggio
    Io sono per l'abolizione dell' obbligo dell'interruttore differenziale negli appartamenti, che è chiaramente un regalo alla lobby degli elettricisti. Del resto in casa fulminato non ci muore più nessuno da anni.
    Sai a chi posso rivolgermi per levare l'obbligo?

    genio

  12. #12
    Il Drago Dormiente L'avatar di Zhuge
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Chiwaz Visualizza Messaggio
    Io sono per l'abolizione dell' obbligo dell'interruttore differenziale negli appartamenti, che è chiaramente un regalo alla lobby degli elettricisti. Del resto in casa fulminato non ci muore più nessuno da anni.
    Sai a chi posso rivolgermi per levare l'obbligo?



    - - - Aggiornato - - -

    Citazione Originariamente Scritto da Ronin Visualizza Messaggio
    Ok la battuta, ma le vittime per elettrocuzione sono il 6% degli 8mila decessi l'anno per incidenti domestici (quasi 500 persone l'anno)
    mainagioia eh

    - - - Aggiornato - - -

    Citazione Originariamente Scritto da sacramen Visualizza Messaggio
    Visto che ci siamo, considerando che percentualmente la maggior parte degli incidenti sul lavoro avvengono il lunedì (mattina) ed il venerdì (pomeriggio) potremmo eliminarli dai giorni lavorativi...

    molti lo hanno già fatto; ultimamente Milano, a guardare la gente che c'è in giro, s'è plafonata sull'attività parlamentare, nel senso che dal giovedì pomeriggio al martedì mattina c'è in giro la metà della gente che c'è tra martedì pomeriggio e giovedì mattina

    https://www.worldoftrucks.com/en/onl...e.php?id=92274
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  13. #13
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da abaper Visualizza Messaggio
    È un obbligo ma bisogna educare la gente a non viverlo come un obbligo. Deve diventare una scelta consapevole.
    Non mi pare difficile ed è condivisibile come idea.

    Inviato dal mio ASUS_Z00AD utilizzando Tapatalk
    Son andato a vedere il messaggio originale:

    Con i vaccini si salvano milioni di persone. Chi afferma il contrario dice pericolosissime falsità. Negli ultimi anni - complice una drammatica e strumentale disinformazione - tantissimi non hanno più vaccinato i propri bambini e la soglia di sicurezza è scesa pesantemente sotto la linea di guardia. Su certi temi, il “fai da te” offerto dal web, è molto pericoloso.
    Ci sono due strade per tornare oltre la soglia di sicurezza del 95% di vaccinati, la cosiddetta “immunità di gregge” che garantisce protezione anche a chi non può essere vaccinato. Nel caso del morbillo l’Italia, con quasi 5000 casi nel 2017, rischia di far fallire lo sforzo europeo di eradicare totalmente la malattia. Risultato già raggiunto da molti Paesi.
    La prima strada è quella dell’informazione capillare ed efficace, che porta ad una scelta volontaria consapevole e responsabile. Sarebbe la più auspicabile ma non garantisce risultati nel breve periodo.
    Quando questa via non produca gli effetti attesi, come è evidente sia successo nel nostro Paese, penso sia giusto adottare misure più drastiche e, personalmente, ritengo necessario mantenere l’obbligatorietà dei vaccini - affiancata da una costante e trasparente informazione sulla vaccinovigilanza - fino a quando non raggiungeremo la giusta soglia di sicurezza per tutti. Solo in quel momento e puntando su informazione e consapevolezza si potrà, eventualmente rivedere l’obbligo per alcuni specifici vaccini. Ma fino a quel momento la protezione dei nostri figli, e di quelli degli altri, deve essere il nostro faro nelle scelte da compiere.
    Tolta la parte della sensibilizzazione delle persone sulla natura degli obblighi, che a questo punto vale anche per le tasse, le cinture e la distanza di sicurezza, etc, alla fine Grasso, dopo aver riconosciuto che l'informazione non garantisce risultati nel breve periodo (quindi dove sono le basi per il lungo?) apre ad ogni modo a una possible riduzione dell'obbligo.
    Mettendo la frase in altro modo, come viene quantificata questa informazione e consapevolezza per determinare che l'obbligo non serve piu'?
    Peche' non mantenere l'obbligo sulle vaccinazioni avendo al contempo la gente consapevole della necessita' della cosa?

    A me pare solo un discorso ambivalente, belle parole per tenere i piedi in 2 scarpe diverse.


  14. #14
    Senior Member L'avatar di anton47
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Necrotemus Visualizza Messaggio
    Ma come fa un obbligo ad essere una scelta volontaria?
    può, è come essere liberi di non poter essere diversi
    ...oh! wait!....forse mi sono perso

  15. #15
    The Baluba L'avatar di Frappo
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    da uno che vuol mettere un tetto agli stipendi dei manager delle aziende (private ) non aspettiamoci troppo

  16. #16
    Senior Member L'avatar di caesarx
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Frappo Visualizza Messaggio
    da uno che vuol mettere un tetto agli stipendi dei manager delle aziende (private ) non aspettiamoci troppo
    WTF?
    ...there's no need to say thank you, the best way to say it is beeing here and fight with us. - Skip

  17. #17
    Senior Member L'avatar di abaper
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da caesarx Visualizza Messaggio
    WTF?
    Ma no. È il frappo che scherza. Non ti preoccupare.

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  18. #18
    The Baluba L'avatar di Frappo
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da abaper Visualizza Messaggio
    Ma no. È il frappo che scherza. Non ti preoccupare.

    Inviato dal mio ASUS_Z00AD utilizzando Tapatalk

    Roma, 14 gennaio 2018 - Cancellazione del Jobs Act. Ma anche della non nominata legge Biagi e magari qualche pezzo del pacchetto Treu del primo governo Prodi. Con il ripristino integrale dell’articolo 18, una drastica stretta sui contratti a termine, l’eliminazione o la riduzione al minimo di ogni altra formula contrattuale precaria o flessibile, compreso il part-time. E, al contrario, con il lancio di un mega piano di assunzioni nel pubblico impiego, la riduzione dell’orario a parità di salario (le famose 35 ore). Addirittura l’obbligo per le imprese private di stabilire un tetto agli stipendi dei manager. Insomma, manca solo il ripristino della vecchia "scala mobile" abolita dal decreto Craxi (con il referendum che confermò la scelta e spaccò la sinistra e il sindacato). Per il resto, il programma sul lavoro di Liberi e Uguali sembra preso in toto da qualche documento del Pci o della Cgil degli anni Settanta-Ottanta. In sostanza, si chiede, anche nel linguaggio usato, di riavvolgere la pellicola delle riforme degli ultimi decenni e, in una sorta di ritorno al futuro, riportare le regole del mercato del lavoro al tardo Novecento inoltrato.

    Il presupposto del programma del movimento di Grasso è che «la via maestra per la redistribuzione della ricchezza è quella della piena e buona occupazione, da garantire attraverso un piano straordinario per il lavoro e gli investimenti, che inverta radicalmente una politica economica fondata su bonus e sconti fiscali». Non basta: «Crediamo sia indispensabile tornare a investire sul lavoro pubblico, con lo sblocco del turnover». E già questo è un ritorno alle politiche del compromesso storico modello Prima Repubblica: una valanga di miliardi di spesa pubblica aggiuntiva. Ma siamo anche ben oltre. «Da troppi anni il ricatto della precarietà ha eroso la civiltà del lavoro», la premessa. Dunque: «È quindi necessario intervenire con decisione, superando il Jobs Act e tutte le forme contrattuali che alimentano il peggiore sfruttamento. La nostra proposta è tornare a considerare il contratto a tempo indeterminato a piene tutele, con il ripristino dell’articolo 18, come la forma normale di assunzione».

    Non basta: bando al lavoro a termine. Possono essere utilizzati il «contratto a tempo determinato e il lavoro in somministrazione, esclusivamente con il ripristino della causale, che giustifichi la necessità di un’assunzione a scadenza. Va superata, di conseguenza, la giungla di forme contrattuali precarie introdotte nell’ultimo ventennio, che decreto Poletti e Jobs Act hanno contribuito a rafforzare». Ma la ricetta d’antan va oltre: si va dal contrasto dei cosiddetti «falsi contratti part-time» all’aumento del costo degli straordinari, fino all’applicazione integrale del contratto collettivo di lavoro nazionale, «senza alcuna possibilità di deroga». Per non parlare delle sanzioni alle imprese che delocalizzano, del no agli accordi internazionali di libero scambio, la riduzione «ineludibile» dell’orario di lavoro a parità di salario, fino alla previsione di un tetto agli stipendi dei manager privati. Alla fine, una postilla in stile anni ’70: «I benefici derivanti dalla maggiore produttività devono essere un patrimonio collettivo e non un extraprofitto per le imprese».

    -----

    Tra le tante perle trovate anche quella

  19. #19
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

    Citazione Originariamente Scritto da Frappo Visualizza Messaggio
    Roma, 14 gennaio 2018 - Cancellazione del Jobs Act. Ma anche della non nominata legge Biagi e magari qualche pezzo del pacchetto Treu del primo governo Prodi. Con il ripristino integrale dell’articolo 18, una drastica stretta sui contratti a termine, l’eliminazione o la riduzione al minimo di ogni altra formula contrattuale precaria o flessibile, compreso il part-time. E, al contrario, con il lancio di un mega piano di assunzioni nel pubblico impiego, la riduzione dell’orario a parità di salario (le famose 35 ore). Addirittura l’obbligo per le imprese private di stabilire un tetto agli stipendi dei manager. Insomma, manca solo il ripristino della vecchia "scala mobile" abolita dal decreto Craxi (con il referendum che confermò la scelta e spaccò la sinistra e il sindacato). Per il resto, il programma sul lavoro di Liberi e Uguali sembra preso in toto da qualche documento del Pci o della Cgil degli anni Settanta-Ottanta. In sostanza, si chiede, anche nel linguaggio usato, di riavvolgere la pellicola delle riforme degli ultimi decenni e, in una sorta di ritorno al futuro, riportare le regole del mercato del lavoro al tardo Novecento inoltrato.

    Il presupposto del programma del movimento di Grasso è che «la via maestra per la redistribuzione della ricchezza è quella della piena e buona occupazione, da garantire attraverso un piano straordinario per il lavoro e gli investimenti, che inverta radicalmente una politica economica fondata su bonus e sconti fiscali». Non basta: «Crediamo sia indispensabile tornare a investire sul lavoro pubblico, con lo sblocco del turnover». E già questo è un ritorno alle politiche del compromesso storico modello Prima Repubblica: una valanga di miliardi di spesa pubblica aggiuntiva. Ma siamo anche ben oltre. «Da troppi anni il ricatto della precarietà ha eroso la civiltà del lavoro», la premessa. Dunque: «È quindi necessario intervenire con decisione, superando il Jobs Act e tutte le forme contrattuali che alimentano il peggiore sfruttamento. La nostra proposta è tornare a considerare il contratto a tempo indeterminato a piene tutele, con il ripristino dell’articolo 18, come la forma normale di assunzione».

    Non basta: bando al lavoro a termine. Possono essere utilizzati il «contratto a tempo determinato e il lavoro in somministrazione, esclusivamente con il ripristino della causale, che giustifichi la necessità di un’assunzione a scadenza. Va superata, di conseguenza, la giungla di forme contrattuali precarie introdotte nell’ultimo ventennio, che decreto Poletti e Jobs Act hanno contribuito a rafforzare». Ma la ricetta d’antan va oltre: si va dal contrasto dei cosiddetti «falsi contratti part-time» all’aumento del costo degli straordinari, fino all’applicazione integrale del contratto collettivo di lavoro nazionale, «senza alcuna possibilità di deroga». Per non parlare delle sanzioni alle imprese che delocalizzano, del no agli accordi internazionali di libero scambio, la riduzione «ineludibile» dell’orario di lavoro a parità di salario, fino alla previsione di un tetto agli stipendi dei manager privati. Alla fine, una postilla in stile anni ’70: «I benefici derivanti dalla maggiore produttività devono essere un patrimonio collettivo e non un extraprofitto per le imprese».

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    Tra le tante perle trovate anche quella
    Hai dimenticato l'abolizione delle tasse universitarie, il grande piano verde che renderà legali solo le energie rinnovabili ( con palazzi stile blade runner) e il piano donna della boldrinA.

    Ecco, adesso Caesarx o si spara o organizza un golpe

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  20. #20
    Senior Member L'avatar di caesarx
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    Re: [Elezioni Politiche 2018] Che gioia!

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    Roma, 14 gennaio 2018 - Cancellazione del Jobs Act. Ma anche della non nominata legge Biagi e magari qualche pezzo del pacchetto Treu del primo governo Prodi. Con il ripristino integrale dell’articolo 18, una drastica stretta sui contratti a termine, l’eliminazione o la riduzione al minimo di ogni altra formula contrattuale precaria o flessibile, compreso il part-time. E, al contrario, con il lancio di un mega piano di assunzioni nel pubblico impiego, la riduzione dell’orario a parità di salario (le famose 35 ore). Addirittura l’obbligo per le imprese private di stabilire un tetto agli stipendi dei manager. Insomma, manca solo il ripristino della vecchia "scala mobile" abolita dal decreto Craxi (con il referendum che confermò la scelta e spaccò la sinistra e il sindacato). Per il resto, il programma sul lavoro di Liberi e Uguali sembra preso in toto da qualche documento del Pci o della Cgil degli anni Settanta-Ottanta. In sostanza, si chiede, anche nel linguaggio usato, di riavvolgere la pellicola delle riforme degli ultimi decenni e, in una sorta di ritorno al futuro, riportare le regole del mercato del lavoro al tardo Novecento inoltrato.

    Il presupposto del programma del movimento di Grasso è che «la via maestra per la redistribuzione della ricchezza è quella della piena e buona occupazione, da garantire attraverso un piano straordinario per il lavoro e gli investimenti, che inverta radicalmente una politica economica fondata su bonus e sconti fiscali». Non basta: «Crediamo sia indispensabile tornare a investire sul lavoro pubblico, con lo sblocco del turnover». E già questo è un ritorno alle politiche del compromesso storico modello Prima Repubblica: una valanga di miliardi di spesa pubblica aggiuntiva. Ma siamo anche ben oltre. «Da troppi anni il ricatto della precarietà ha eroso la civiltà del lavoro», la premessa. Dunque: «È quindi necessario intervenire con decisione, superando il Jobs Act e tutte le forme contrattuali che alimentano il peggiore sfruttamento. La nostra proposta è tornare a considerare il contratto a tempo indeterminato a piene tutele, con il ripristino dell’articolo 18, come la forma normale di assunzione».

    Non basta: bando al lavoro a termine. Possono essere utilizzati il «contratto a tempo determinato e il lavoro in somministrazione, esclusivamente con il ripristino della causale, che giustifichi la necessità di un’assunzione a scadenza. Va superata, di conseguenza, la giungla di forme contrattuali precarie introdotte nell’ultimo ventennio, che decreto Poletti e Jobs Act hanno contribuito a rafforzare». Ma la ricetta d’antan va oltre: si va dal contrasto dei cosiddetti «falsi contratti part-time» all’aumento del costo degli straordinari, fino all’applicazione integrale del contratto collettivo di lavoro nazionale, «senza alcuna possibilità di deroga». Per non parlare delle sanzioni alle imprese che delocalizzano, del no agli accordi internazionali di libero scambio, la riduzione «ineludibile» dell’orario di lavoro a parità di salario, fino alla previsione di un tetto agli stipendi dei manager privati. Alla fine, una postilla in stile anni ’70: «I benefici derivanti dalla maggiore produttività devono essere un patrimonio collettivo e non un extraprofitto per le imprese».

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