Mondo Lavoro - Pagina 2

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Discussione: Mondo Lavoro

  1. #21
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    Re: Mondo Lavoro

    A cosa sono servite le battaglie "Più università per tutthiiii!!!"? A salvaguardare le lauree?
    Ormai in molti settori i neolaureati sono costretti a svendersi che tanto di gente libera ce n'è...

  2. #22
    Senior Member L'avatar di TeoN
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    Re: Mondo Lavoro

    Non ho salvato un annuncio bellissimo per una figura entry level che aveva requisiti ahahahahah tipo 4 lingue fluenti e conoscenze per tre lauree in tre campi. La gente è scema

    Inviato dal mio SM-G920F utilizzando Tapatalk



    Un Uomo non educato dal dolore rimane sempre bambino
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  3. #23
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da sacramen Visualizza Messaggio
    A cosa sono servite le battaglie "Più università per tutthiiii!!!"? A salvaguardare le lauree umanistiche?

  4. #24
    Senior Member L'avatar di stuckmojo
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da sacramen Visualizza Messaggio
    A cosa sono servite le battaglie "Più università per tutthiiii!!!"? A salvaguardare le lauree?
    Ormai in molti settori i neolaureati sono costretti a svendersi che tanto di gente libera ce n'è...
    A tenere gente fino a 30 anni fuori dalle liste dei disoccupati ed a carico di genitori che vivono della rendita dei nonni del dopoguerra. Easy.

  5. #25
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da stuckmojo Visualizza Messaggio
    A tenere gente fino a 30 anni fuori dalle liste dei disoccupati ed a carico di genitori che vivono della rendita dei nonni del dopoguerra. Easy.
    Quanta verità.
    ...there's no need to say thank you, the best way to say it is beeing here and fight with us. - Skip

  6. #26
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da sacramen Visualizza Messaggio
    A cosa sono servite le battaglie "Più università per tutthiiii!!!"? A salvaguardare le lauree?
    Ormai in molti settori i neolaureati sono costretti a svendersi che tanto di gente libera ce n'è...
    Qualche politico (è caterve di NON laureati) aveva pensato: la laurea ha un valore, se le lauree vengono rese più facili si distribuisce quel valore a tanti. Il risultato ovviamente è stato che quel valore si è disperso diventando sostanzialmente pari a zero.

  7. #27
    Si sbrighi, coglionazzo! L'avatar di Lo Zio
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    Re: Mondo Lavoro

    e grasso propone di togliere le tasse universitarie

    cosa potrà andare storto


  8. #28

    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Ronin Visualizza Messaggio
    Qualche politico (è caterve di NON laureati) aveva pensato: la laurea ha un valore, se le lauree vengono rese più facili si distribuisce quel valore a tanti. Il risultato ovviamente è stato che quel valore si è disperso diventando sostanzialmente pari a zero.
    Il problema dell'istruzione non sono certo lauree troppo facili.
    Il problemi sono:
    - il costo della formazione umanistica, che secondo me non dovrebbe neanche sobbarcarsi lo stato, ma rimanere una roba appannaggio di ricchi nullafacenti
    - i numeri chiusi che servono da misura di protezione per stipendi elevati (e quindi una mancanza sistemica e voluta di offerta)
    - la formazione delle scuole superiori, agghiacciante e ferma a 70 anni fa e fuori da ogni buon senso (questo é a mio parere uno delle cause principali della scarsa produttività degli italiani)
    - le performance tutt'altro che straordinarie, al di là dei proclami farlocchi, dell'Università italiana in diversi aspetti, ad esempio il tto.

    In Italia abbiamo una mancanza totale di nuova imprenditorialità, che poi é crescita economica e nuovi posti di lavoro.
    Dove sono le Spotify, SoundCloud, Deliveroo italiane?
    Negli Stati uniti gran parte della crescita economica degli ultimi 20 anni é stata causata dalla crescita di nuove società che poi hanno preso la consistenza di Uber, Google e Tesla.
    In Italia ricercatori e individui sono completamente avulsi dalle logiche imprenditoriali e di mercato, forse per un impostazione che arriva dalle superiori, e ci troviamo con un sacco di ricerca a basso valore aggiunto (mille mila brevetti per mercati e bisogni insignificanti).
    Ultima modifica di dinofly; 18-01-18 alle 09:41

  9. #29
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    Re: Mondo Lavoro

    Numero chiuso e costi sono legati tra loro: fino a che le tasse universitarie coprono solo una parte della spesa, accettare studenti vuol dire perdere soldi, e quindi può essere fatto soltanto nell'ambito delle risorse rese disponibili dallo stato, che sono finite.
    L'alternativa è il sistema usa: costi 20x e università private ad accesso illimitato.

    Francamente non mi sembra il caso di adottare una rivoluzione completa del sistema, è anche la visione high tech o morte mi pare alquanto sbilanciata rispetto alla realtà (alla balla della New economy come nuovi posti di lavoro a prescindere comunque non credo, guarda proprio Uber e i servizi delivery quanto precariato e sottooccupazione semmai nuove opportunità per i consumatori).
    Non so giudicare la qualità della ricerca scientifica italiana, ma è un fatto che nel settore tecnico c'è stato un tempo in cui un laureato era il risultato di una selezione che aveva già scartato il 90% dei candidati e faceva emergere non soltanto competenze culturali o professionali ma anche proprio capacità auto-organizzative indipendenti senza le quali non si superavano le difficoltà, mentre oggi la % è rovesciata sicché forniamo sì competenze, ma non più quella capacità di resilienza se così posso dire. Probabilmente è stato un passaggio anche giusto e necessario per adeguarsi alla modernità che sempre più richiede team di specialisti mono-disciplina (non perché non piacciano le capacità multidisciplinari, ma semplicemente perché non c'è il tempo materiale di seguire l'evoluzione di più discipline).
    Non ho la pretesa di avere "soluzioni", né tantomeno penso che si possa tornare a un passato ormai passato in modo definitivo. Mi limito a constatare che è illusorio attendersi un riconoscimento economico e sociale pari a quello di quel passato, perché la selezione che all'epoca si faceva dentro l'università non è certo scomparsa, semplicemente oggi la si fa fuori, mentre invece vedo troppi (anche se per fortuna non tutti) che da laureati pensano di aver finito, invece di dover cominciare.
    Sull'esagerata preponderanza di laureati umanistici sono d'accordo, non li ritengo uno sfizio da ricchi ma è indubbio che i numeri attuali siano eccessivi e finiscano per diventare forme di parcheggio per chi se lo può permettere (e che quindi lo stato non dovrebbe favorire).

  10. #30
    Senior Member L'avatar di stuckmojo
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da dinofly Visualizza Messaggio
    Il problema dell'istruzione non sono certo lauree troppo facili.
    Il problemi sono:
    - il costo della formazione umanistica, che secondo me non dovrebbe neanche sobbarcarsi lo stato, ma rimanere una roba appannaggio di ricchi nullafacenti
    - i numeri chiusi che servono da misura di protezione per stipendi elevati (e quindi una mancanza sistemica e voluta di offerta)
    - la formazione delle scuole superiori, agghiacciante e ferma a 70 anni fa e fuori da ogni buon senso (questo é a mio parere uno delle cause principali della scarsa produttività degli italiani)
    - le performance tutt'altro che straordinarie, al di là dei proclami farlocchi, dell'Università italiana in diversi aspetti, ad esempio il tto.

    In Italia abbiamo una mancanza totale di nuova imprenditorialità, che poi é crescita economica e nuovi posti di lavoro.
    Dove sono le Spotify, SoundCloud, Deliveroo italiane?
    Negli Stati uniti gran parte della crescita economica degli ultimi 20 anni é stata causata dalla crescita di nuove società che poi hanno preso la consistenza di Uber, Google e Tesla.
    In Italia ricercatori e individui sono completamente avulsi dalle logiche imprenditoriali e di mercato, forse per un impostazione che arriva dalle superiori, e ci troviamo con un sacco di ricerca a basso valore aggiunto (mille mila brevetti per mercati e bisogni insignificanti).
    Fuck me sideways, sono d'accordo. Gelera' l'inferno.

    A parte la questione degli studi umanistici. Da una parte capisco il principio: se non fa business, non e' universita', che si fotta la cultura. Dall'altra, vedendo come i social justice warriors stanno prendendo piede e addirittura dominando in certi campi, direi che e' auspicabile che anche gli studi umanistici vengano tenuti ad alto livello ed accessibili a tutti.

    Che poi ce n'e' di gente al top con lauree umanistiche:

    http://time.com/3964415/ceo-degree-liberal-arts/

    (non dico solo perche' la mia prima laurea e' in lingue e letterature straniere eh)

  11. #31
    The Baluba L'avatar di Frappo
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    Re: Mondo Lavoro

    piccolo dettaglio: se c'è un paese ostico per fare impresa è proprio l'Italia, per i soliti n motivi che è noioso elencare.

    A prescindere dalle mentalità fallimentari e/o dalla scarsa preparazione qui sono cazzi acidi per chiunque.
    Al netto degli alibi e delle lamentele tout court, ce la puoi fare (solo) se hai un margine oltre la media

  12. #32
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Ronin Visualizza Messaggio
    Numero chiuso e costi sono legati tra loro: fino a che le tasse universitarie coprono solo una parte della spesa, accettare studenti vuol dire perdere soldi, e quindi può essere fatto soltanto nell'ambito delle risorse rese disponibili dallo stato, che sono finite.
    L'alternativa è il sistema usa: costi 20x e università private ad accesso illimitato.

    Francamente non mi sembra il caso di adottare una rivoluzione completa del sistema, è anche la visione high tech o morte mi pare alquanto sbilanciata rispetto alla realtà (alla balla della New economy come nuovi posti di lavoro a prescindere comunque non credo, guarda proprio Uber e i servizi delivery quanto precariato e sottooccupazione semmai nuove opportunità per i consumatori).
    Non so giudicare la qualità della ricerca scientifica italiana, ma è un fatto che nel settore tecnico c'è stato un tempo in cui un laureato era il risultato di una selezione che aveva già scartato il 90% dei candidati e faceva emergere non soltanto competenze culturali o professionali ma anche proprio capacità auto-organizzative indipendenti senza le quali non si superavano le difficoltà, mentre oggi la % è rovesciata sicché forniamo sì competenze, ma non più quella capacità di resilienza se così posso dire. Probabilmente è stato un passaggio anche giusto e necessario per adeguarsi alla modernità che sempre più richiede team di specialisti mono-disciplina (non perché non piacciano le capacità multidisciplinari, ma semplicemente perché non c'è il tempo materiale di seguire l'evoluzione di più discipline).
    Non ho la pretesa di avere "soluzioni", né tantomeno penso che si possa tornare a un passato ormai passato in modo definitivo. Mi limito a constatare che è illusorio attendersi un riconoscimento economico e sociale pari a quello di quel passato, perché la selezione che all'epoca si faceva dentro l'università non è certo scomparsa, semplicemente oggi la si fa fuori, mentre invece vedo troppi (anche se per fortuna non tutti) che da laureati pensano di aver finito, invece di dover cominciare.
    Sull'esagerata preponderanza di laureati umanistici sono d'accordo, non li ritengo uno sfizio da ricchi ma è indubbio che i numeri attuali siano eccessivi e finiscano per diventare forme di parcheggio per chi se lo può permettere (e che quindi lo stato non dovrebbe favorire).
    Diciamo pure che nel corso del progresso tecnologico l'impatto di 1000 laureati sul mercato di 40 anni fa si faceva sentire, adesso molto meno oppure in un modo talmente elevato da andare completamente OLTRE.
    Faccio un paio di esempi di laureati tecnici:
    1- Qui a Vicenza c'è un'acciaieria che tiene a libro paga circa una ventina di ingegneri pensionati. Questi ogni mattina vanno in ufficio, timbrano il cartellino e si mettono a giocare a briscola o chiacchierare fra loro. Perchè? Perchè sono quelli che 30/40 anni fa hanno fatto fare fortuna a questa azienda sperimentando leghe che non c'erano nel mercato e che adesso la fanno da padrone. Saran pure vecchi ma mica rimbambiti e piuttosto che vadano dalla concorrenza se li tengono sul groppone fino a seppellirli. Gli altri nuovi ingegneri in proporzione servono ad un cazzo perchè ATTUALMENTE all'azienda non serve chissà cosa e vive di rendita di quanto fatto dai vecchi.
    2- Un mio amico dopo le superiori ed un paio di anni di lavoro nell'azienda di famiglia s'è inventato di fare ingegneria meccanica a Padova. Dopo un altro paio di anni sceglie di specializzarsi nelle nano-tecnologie, sfancula Padova e punta per Lancaster. Le cose prendono una piega assurda, si ritrova in un laboratorio con altri 4 studenti e 2 tecnici e si mettono a "giocare" col grafene. Dopo 10 anni doveva ancora prendere il dottorato ma in compenso aveva ben 7 pubblicazioni scientifiche di ricerche proprio sul grafene mai scoperte prima (roba che molti fanno fatica ad ottenerne 1 di pubblicazione).
    Un paio di anni fa porta a termine il dottorato ma....... nonostante un curriculum della madonna si trova a non avere sbocchi lavorativi in quel campo perchè le loro ricerche sono talmente avanti che attualmente non hanno alcuna applicazione pratica se non alla NASA (un pò lo stesso discorso dei laboratori IBM/Intel/AMD che facevano ricerche sulle tecnologie da immettere nel mercato 10 anni dopo).

    30 anni fa se guardiamo bene era un altro mondo: c'era il tubo catodico, la telefonia era fissa, i computer iniziavano la miniaturizzazione, le automobili erano ancora senza elettronica e progettate per non disintegrarsi dopo tot anni. Al giorno d'oggi si punta alla figheria, il tubo catodico è scomparso, i computer sono ovunque, i telefoni sono diventati una comoda opzione di oggetti progettati per fare qualsiasi cosa tranne che telefonare, le automobili girano ancora con motori concettualmente di 100 anni fa (però puoi collegarci i telefoni), ecc....

    Insomma il vero balzo tecnologico è già stato fatto 20 anni fa e adesso ci si ritrova nella posizione di aver poco da sviluppare. Senza considerare che i giovani che 20 anni fa hanno fatto il balzo sono ancora lì, mica sono scomparsi, e i nuovi arrivati si trovano a dover attendere che i vecchi se ne vadano...

  13. #33
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    Re: Mondo Lavoro

    l'esempio 2 ovviamente è destinato a una carriera nel mondo universitario (o comunque in settori con grandi aziende con grandi reparti R&S tipo 3M insomma), dopo esserci rimasto per più di 2-3 anni dopo la laurea era inevitabile

    per il resto il mondo non si esaurisce con l'hardware/ICT e la grande industria che lo produce, in realtà la maggior parte degli occupati è occupata in attività di piccola/media dimensione.
    in queste attività la sola capacità di prendere l'innovazione degli ultimi 20 anni (mica solo tecnologica di prodotto: anche organizzativa, di processo, ambientale, ecc.) e portarla a sistema è uno sbocco rilevante. a livello di media impresa (50-500 dipendenti) c'è lo spazio per figure dedicate che entrino in staff permanentemente, a livelli inferiori c'è comunque lo spazio per figure consulenziali (temporary manager o simili), ovviamente un consulente ogni N*100 aziende, ma in questo settore le aziende sono appunto centinaia di migliaia.

    è vero che hanno già inventato gli smartphone, insomma, ma la percentuale di aziende che ha gli smartphone dei propri agenti direttamente collegata all'ERP aziendale per ordini real-time con verifica delle scorte e dei tempi della produzione programmata (per dire un esempio relativamente "basico") non è poi così alta, e anche se fosse maggioritaria, nella minoranza ci sarebbero comunque migliaia di aziende e/o professionisti organizzati (=cioè con studi con dipendenti) che avrebbero vantaggio a farlo ed ancora non lo fanno.
    scommetto che perfino l'acciaieria vicentina ha processi dove lean, 6sigma, kanban, JIT, TOC e altre forme riorganizzative (anche più moderne, non ho la pretesa di essere up-to-date nel campo) della moderna logistica possono portare dei vantaggi economici rilevanti, anche senza bisogno di inventare una nuova lega della quale non c'è necessità perchè quelle attuali sono già ottimizzate a livello di costo/prestazioni, o che comunque ha spazi per progetti di energy/waste management che 30 anni fa sarebbero stati scartati perchè inutili o comunque non remunerativi e coi prezzi energetici di oggi invece sono diventati essenziali (e che quindi non fanno parte del patrimonio di competenze della "vecchia scuola").

    avremo forse poco da sviluppare nel senso di "innovare radicalmente con una nuova scoperta/invenzione". ma da sviluppare nel senso di "applicare razionalmente a un livello organizzativo ottimizzato" ce n'è a iosa. il problema è che, tra giovani senza autonomia e vecchi con mentalità da specchietto retrovisore ("abbiamo sempre fatto così") manchiamo delle persone in grado di cogliere queste potenzialità.
    Ultima modifica di Ronin; 18-01-18 alle 12:23

  14. #34
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    Re: Mondo Lavoro

    mentalità da specchietto retrovisore ("abbiamo sempre fatto così")

    questa te la copio

  15. #35
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Ronin Visualizza Messaggio
    l'esempio 2 ovviamente è destinato a una carriera nel mondo universitario (o comunque in settori con grandi aziende con grandi reparti R&S tipo 3M insomma), dopo esserci rimasto per più di 2-3 anni dopo la laurea era inevitabile

    per il resto il mondo non si esaurisce con l'hardware/ICT e la grande industria che lo produce, in realtà la maggior parte degli occupati è occupata in attività di piccola/media dimensione.
    in queste attività la sola capacità di prendere l'innovazione degli ultimi 20 anni (mica solo tecnologica di prodotto: anche organizzativa, di processo, ambientale, ecc.) e portarla a sistema è uno sbocco rilevante. a livello di media impresa (50-500 dipendenti) c'è lo spazio per figure dedicate che entrino in staff permanentemente, a livelli inferiori c'è comunque lo spazio per figure consulenziali (temporary manager o simili), ovviamente un consulente ogni N*100 aziende, ma in questo settore le aziende sono appunto centinaia di migliaia.

    è vero che hanno già inventato gli smartphone, insomma, ma la percentuale di aziende che ha gli smartphone dei propri agenti direttamente collegata all'ERP aziendale per ordini real-time con verifica delle scorte e dei tempi della produzione programmata (per dire un esempio relativamente "basico") non è poi così alta, e anche se fosse maggioritaria, nella minoranza ci sarebbero comunque migliaia di aziende e/o professionisti organizzati (=cioè con studi con dipendenti) che avrebbero vantaggio a farlo ed ancora non lo fanno.
    scommetto che perfino l'acciaieria vicentina ha processi dove lean, 6sigma, kanban, JIT, TOC e altre forme riorganizzative (anche più moderne, non ho la pretesa di essere up-to-date nel campo) della moderna logistica possono portare dei vantaggi economici rilevanti, anche senza bisogno di inventare una nuova lega della quale non c'è necessità perchè quelle attuali sono già ottimizzate a livello di costo/prestazioni, o che comunque ha spazi per progetti di energy/waste management che 30 anni fa sarebbero stati scartati perchè inutili o comunque non remunerativi e coi prezzi energetici di oggi invece sono diventati essenziali (e che quindi non fanno parte del patrimonio di competenze della "vecchia scuola").

    avremo forse poco da sviluppare nel senso di "innovare radicalmente con una nuova scoperta/invenzione". ma da sviluppare nel senso di "applicare razionalmente a un livello organizzativo ottimizzato" ce n'è a iosa. il problema è che, tra giovani senza autonomia e vecchi con mentalità da specchietto retrovisore ("abbiamo sempre fatto così") manchiamo delle persone in grado di cogliere queste potenzialità.
    Guarda, mi sono fermato alla parola "JIT".
    Perchè dopo "Lean" e "kanban" stavo per mollare due cristi in ufficio
    Lavoro per 2 aziende con quasi 500 dipendenti l'una, entrambe organizzate secondo lean management e gestite da plotoni di ingegneri che hanno come unico modo di mantenere il posto di lavoro il "troviamo fuori un problema".
    L'ultima volta che ne ho avuto a che fare (poi hanno capito che è meglio evitarmi) abbiamo perso 7 mesi 7 di tempo per stabilire come dovevamo procedere per la realizzazione di una staffa di alluminio che doveva sorreggere un dispositivo nascosto in alcuni impianti da installare in Cacatoiostan. Prezzo di vendita 3,5 euro compreso materiale, lavoro e trattamento. Non andavano bene perchè erano rigate...
    Quando si sono trovati con 700 dispositivi da assemblare e mancavano queste staffe hanno iniziato a rompere i coglioni perchè "dovevamo farle bene". Io ho risposto che se non sono a disegno mi facciano pure la non conformità. Loro hanno risposto che "a volte dobbiamo andare oltre il disegno". Io ho risposto che faccio quello che mi chiedono secondo disegno tecnico e che se vogliono un soprammobile al posto di una staffa pagata a prezzo di fame facciano pure rischiesta di modifica al loro ufficio tecnico e commerciale visto che avevano pure il preventivo per tutte le lavorazioni extra richieste.
    IL GIORNO DOPO arriva mail del direttore ufficio qualità che accetta le staffe così come sono sempre state fatte.

    Indovina che fine ha fatto quel personaggio lì?

    Non per vantarmi ma negli ultimi 5 anni ho già fatto fuori 4 ingegneri che si credevano fenomeni

  16. #36
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    Re: Mondo Lavoro

    tutti gestionali, non ingegneri



    ormai ogni ing ha almeno 2-3 gest sopra di lui che gli dicono cosa e come
    Ultima modifica di Lo Zio; 18-01-18 alle 14:03

  17. #37
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Lo Zio Visualizza Messaggio
    tutti gestionali, non ingegneri



    ormai ogni ing ha almeno 2-3 gest sopra di lui che gli dicono cosa e come
    No no, sto parlando di ingegneri meccanici. Fossero stati gestionali mi mettevo il cuore in pace

    Altro esempio sempre della stessa azienda: mio zio ci lavorava dentro da 40 anni ed era caporeparto. Un anno prima della pensione gli hanno chiesto di visionare i lavori di "miglioramento" del suo reparto, un modo elegante per dire "controlla che non facciano troppi casini". Insomma, doveva controllare i controllori
    Ad un certo punto gli chiesero di eliminare un'attrezzatura per un lavorazione perchè "Se si usa una volta l'anno allora occupa solo spazio e si può buttare via". Lui gli chiese un'autorizzazione firmata dallo stesso per eliminare l'attrezzatura visto che quando sarebbe servita (e serviva) dovevano rifarla da zero.
    D'un tratto è tornata utile ed è rimasta là

  18. #38
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da sacramen Visualizza Messaggio
    ingegneri che si credevano fenomeni
    non mi sembra che siamo particolarmente in contraddizione con quello che diciamo.
    peraltro la presenza di uno o più deficienti (in italia!) non sminuisce la validità di un sistema adottato da decine di migliaia di industrie a livello mondiale: anche sulla qualità si possono raccontare innumerevoli aneddoti da approccio "ISO 8000" (per dire, di chi se ne è persi 1000 per strada prima di arrivare a 9000, e per cui l'approccio alla qualità rappresenta soltanto un modulo da compilare pedissequamente): quelle sono storture di chi non ha capito, non difetti sistematici; poi ci sarà anche il limite del sistema-paese (del tipo che se il 90% dei fornitori italiani buca la data di consegna, non è che ti puoi intestardire col JIT perchè sì), ma quelli sono aspetti specifici che l'esperto deve saper padroneggiare, il JIT è una cosa tra molte di quelle che si possono implementare (peraltro non è una religione neppure per i gestionali: vedi l'approccio TOC), e il kanban non è che sia poi così "ingegneristico" nel senso di astruso, semmai il contrario, è alquanto basico come metodo di ordine, ed è per quello che funziona.
    l'errore dei casi che racconti non è nel Lean, è nel mandare avanti un pischello che ha solo letto "lean for dummies in 24 hours" e non ha capito niente di come si fa un audit

    abbiamo un po' deragliato dal topic, ma credo rimanga il senso che lo spazio per nuove professionalità c'è, purchè il nuovo non pensi di stare dettando ai miscredenti un libro sacro, ovviamente (alla fine il sapere logistico è un po' come quello del sommelier: se credi a tutte le str*nzate del sapore fruttato e retrogusto di colline in fiore sei un demente, ma che il bicchiere vada roteato per vedere se il vino è troppo giovane e "lascia il segno alle pareti" ha una sua verità di base).
    Ultima modifica di Ronin; 18-01-18 alle 14:54

  19. #39
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    Re: Mondo Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Ronin Visualizza Messaggio
    non mi sembra che siamo particolarmente in contraddizione con quello che diciamo.
    peraltro la presenza di uno o più deficienti (in italia!) non sminuisce la validità di un sistema adottato da decine di migliaia di industrie a livello mondiale: anche sulla qualità si possono raccontare innumerevoli aneddoti da approccio "ISO 8000" (per dire, di chi se ne è persi 1000 per strada prima di arrivare a 9000, e per cui l'approccio alla qualità rappresenta soltanto un modulo da compilare pedissequamente): quelle sono storture di chi non ha capito, non difetti sistematici; poi ci sarà anche il limite del sistema-paese (del tipo che se il 90% dei fornitori italiani buca la data di consegna, non è che ti puoi intestardire col JIT perchè sì), ma quelli sono aspetti specifici che l'esperto deve saper padroneggiare, il JIT è una cosa tra molte di quelle che si possono implementare (peraltro non è una religione neppure per i gestionali: vedi l'approccio TOC), e il kanban non è che sia poi così "ingegneristico" nel senso di astruso, semmai il contrario, è alquanto basico come metodo di ordine, ed è per quello che funziona.
    l'errore dei casi che racconti non è nel Lean, è nel mandare avanti un pischello che ha solo letto "lean for dummies in 24 hours" e non ha capito niente di come si fa un audit

    abbiamo un po' deragliato dal topic, ma credo rimanga il senso che lo spazio per nuove professionalità c'è, purchè il nuovo non pensi di stare dettando ai miscredenti un libro sacro, ovviamente (alla fine il sapere logistico è un po' come quello del sommelier: se credi a tutte le str*nzate del sapore fruttato e retrogusto di colline in fiore sei un demente, ma che il bicchiere vada roteato per vedere se il vino è troppo giovane e "lascia il segno alle pareti" ha una sua verità di base).
    Il problema del JIT è semplice: se lo fanno i giapponesi è un conto, se lo facciamo noi italiani diventa una porcata.
    Magari non è così ovunque, magari sono l'unico sfigato che lavora per aziende che l'hanno modificato il JITAC (Just In Time A Cazzo), però è proprio grazie a certi geni della produttività creativa (convinti che fare 10 volte 10 pezzi costa meno che farne 100 una volta sola) se si sono incasinati l'esistenza e la incasinano pure a me.
    Perchè se siamo passati dall'esportare il "Modello Veneto" a chiudere baracca in meno di un amen è per quel motivo lì...

  20. #40
    Chiù pilu pi tutti! L'avatar di gmork
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    Re: Mondo Lavoro


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