Si ma a Londra ci sono anche Uber e taxi privati in competizione con i black cabs. L'ultima volta che ho preso un black cab a Londra e' stato nel 1997. Ma come dici tu, guadagnano bene e usano questa roba atavica del "knowledge", che e' un difficilissimo test di memoria per codici postali etc. Un po' superfluo nell'era di Google maps e waze.
i liberisti votatori del centrodestra vengono sempre a mancare nel momento del bisogno
in tutte le cose è una questione di rapporti di forza: voi tassisti/farmacisti/ecc. siete i forti, quelli che hanno la rendita di posizione garantita dalla legge. legittimamente fate pressioni perchè la legge vi difenda. difendervi però implica che si viola il diritto di chi sarebbe perfettamente in grado di svolgere la stessa vostra attività, ma non può, e ciò è evidentemente ingiusto.
ma è altrettanto evidente che a liberalizzare si dovrebbe cominciare dalle attività molto ricche (come le farmacie, o le concessioni demaniali turistiche, o le autostrade, o...), e che nel caso dei tassisti essendoci stato il mercimonio delle licenze fino a ieri si dovrebbe prevedere una forma di indennizzo parziale e apertura progressiva.
d'altro canto non risolvere il problema conviene a tutte le forze politiche (che lucrano sul voto difensivo o viceversa sulle generiche dichiarazioni cui non seguono mai le "condizioni politiche" per tradurle in pratica).
Ultima modifica di Ronin; 20-02-18 alle 12:40
Perché i tassisti dovrebbero finire in mezzo ad una strada?In Irlanda la licenza si compra liberamente, rispetti i vincoli (patente, assicurazione, revisione, etc) e lavori. Ho avuto decisamente più problemi a prendere il taxi a Roma.
Non vedo tassisti disperati e nemmeno clienti insoddisfatti, anzi.
E se 10 bar aprono sulla stessa piazza, sticazzi, chiuderanno quelli meno frequentati. Come succede con qualunque cosa in tutto il mondo ma sempre meglio di avere da elemosinare una licenza e chiedere il favore di poter lavorare.
Tra l'altro con la concorrenza di internet come la mettiamo?
Quindi la soluzione potrebbe essere un sistema senza quote contigentate ma con il requisito di una certificazione da rispettare?
il problema ,tornando seri, è prima di tutto ideale. O meglio, dell'idea di Stato, inteso come comunità sociale, che si vuole creare.
Se ci si vuole ispirare a principi liberali, dove ad essere premiata è la libera iniziativa economica e la proprietà è vista come una manifestazione della libertà individuale.
O a logiche socialiste.
Dove a risultare preminente è l'interesse della collettività, nonché i diritti fondamentali dell'individuo.
Il sistema senza quote contingentate, ma con il requisito di una certificazione, sarebbe conciliabile con un atteggiamento liberale. Ma solo laddove la certificazione fosse strumentale all'esigenza di tutela accordata ad un interesse di rilievo pubblico. E, quindi, non deve diventare un modo per limitare la concorrenza attribuendo un indebito vantaggio a chi la certificazione la ottiene, ma deve essere teso a garantire la qualità di un servizio.
Si pensi, ad esempio, all'esame di stato per l'accesso a talune carriere. Non vi è un numero massimo predeterminato dal legislatore, ma un giudizio di idoneità a numero aperto
Il problema è che il sistema attuale è un ibrido. Dove, ad essere tutelati non sono gli interessi della collettività
Quoto tutto
E io sono d'accordo con te. E sono il primo che quando mia moglie non trovava lavoro siamo stati a un passo da cambiare città, non siamo di quelli che aspettano il biscotto dallo stato, dal babbo o dal signore.
Il problema è che per certa gente l'impegno non basta, perché è lo Stato stesso con le sue leggi (vedi appunto liberalizzazione selvaggia) a impedirti di farcela, e tra l'altro a impedirlo a tanti altri stronzi come te illusi che aprire un'attività identica ad altre duecento confinanti possa portarli a fare i $$$$$
lo shdado aiuterà chi non ce la fa... ma prima devi almeno provarci con mezzi tuoi
Dai, quella dei negozi e bar a licenza fa ridere oggi.
Perché nella maggior parte dei casi la concorrenza non arriva tanto dal negozio che apre sul marciapiede di fronte ma dal sito di e-commerce che offre prezzi (e spesso servizi) migliori.
Per bar e ristoranti sticazzi. Non voglio nemmeno pensare a come funzioni il meccanismo di assegnazione quando si tratta di scegliere a chi dare la licenza dei bar davanti al Vittoriano![]()
Ok ma lasciano che sia il mercato a deciderlo, e non la tua cricca.
Tanto è inevitabile, avete scampato, ingiustamente, Uber.
Ma con le auto autonome come credete di fare?
La quota contingentati non garantisce nessuna qualità, perché i criteri di selezione sono scorrelati dalla stessa, ma finalizzati unicamente a proteggere gli incumbent.
Non c'è nessun vantaggio "socialista" nelle quote o nei mercati contingentati. Ma solo una limitazione della concorrenza che compromette qualità, efficienza e surplus dei consumatori.
Ultima modifica di dinofly; 21-02-18 alle 09:29
Sicuramente ne avrete già parlato o anche no. Che ne pensate della vicenda Embraco/Whirlpool? Io avendo ora i murican in azienda ho chiesto il loro parere, vediamo se indovinate cosa hanno risposto![]()
nella mia ex azienda dopo l'acquisizione dei mangiamerda alla fine degli anni 90 ci hanno fatto fondere un paio di volte con altre due loro aziende acquisite, da circa 2500 sono rimasti in circa 800, l'ultima procedura di mobilità lo scorso anno compreso il sottoscritto.
adesso hanno aperto una nuova azienda parallela dove assumono gente a quattro soldi, immagino la fine che farà la vecchia.
chi sono i murican?
Mah, sostanzialmente non capiscono per quale ragione, se un'attività è in perdita oppure se potrebbe essere più profittevole spostandola in altro sito, non sono liberi come proprietà di effettuare le azioni del caso. Ma, vi giuro, non lo capiscono seriamente ehconoscono e comprendono benissimo le normative nostrane, ma gli riesce difficile immaginare un business redditizio e duraturo nel tempo tranne pochi casi eclatanti.
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Domandona: la tua ex azienda era fiorente ed è andata in malora dopo fusione con relitti oppure essa stessa navigava in acque tristi?