Politici ladri: the collection - Pagina 4

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Discussione: Politici ladri: the collection

  1. #61
    Senior Member L'avatar di iWin uLose
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    Re: Politici ladri: the collection

    Sala sotto inchiesta per Expo

    "Mi autosospendo da sindaco"




    L'inchiesta sul più ricco e discusso appalto di Expo, quello per la piastra, avocata dalla Procura generale per porre rimedio alle inerzie della Procura della Repubblica, riparte a pieno regime. Altri nomi finiscono nel registro degli indagati, nomi che finora erano stati tenuti al riparo dalle asprezze degli avvisi di garanzia. E tra questi nomi c'è il più importante di tutti: quello di Beppe Sala, commissario straordinario di Expo, e oggi sindaco di Milano. La mossa della Procura generale ha conseguenze pesantissime, in nottata il sindaco decide di fare un passo indietro: «Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del Prefetto di Milano».
    A decidere di iscrivere Sala nel registro degli indagati è stato Felice Isnardi, il procuratore generale che si è impadronito dei ventuno faldoni di inchiesta che la Procura della Repubblica aveva chiesto nel febbraio scorso di archiviare. La richiesta della Procura era stata respinta dal giudice preliminare Andrea Ghinetti. E un mese fa la Procura generale, cui per legge spetta intervenire quando la Procura della Repubblica si mostra inerte, era scesa in campo avocando il fascicolo. L'altro giorno, Isnardi chiede altri sei mesi di proroga delle indagini. E ora si scopre che nel mirino c'è Sala.
    Al sindaco gli inquirenti contestano il ruolo diretto che avrebbe avuto nel garantire una lunga serie di aumenti di spesa concessi alla Mantovani, l'azienda che si era aggiudicata i lavori per la piastra con un ribasso clamoroso, il 42 per cento sulla base d'asta fissata in 149 milioni di euro. Subito dopo avere ottenuto i lavori, l'azienda aveva cominciato a protestare sostenendo che il ribasso da lei stessa praticato non le consentiva di rientrare nei costi. E dai vertici di Expo le era arrivata la garanzia di altri soldi, senza gare e senza appalto. Nelle carte dell'inchiesta, quella che la Procura voleva archiviare con un nulla di fatto, il nome di Sala compariva varie volte come il più alto in grado tra i personaggi che avevano autorizzato la pratica di «rialzo concordato» del contratto con Mantovani. Ma ai pm che allora gestivano l'inchiesta non era parso sufficiente per metterlo sotto accusa.
    Ora, invece, lo scenario cambia bruscamente. Forse sulla base di nuovi elementi scovati in queste settimane, con le nuove perquisizione disposte da Isnardi negli uffici di Expo, e forse anche su una nuova valutazione delle vecchie frasi che chiamavano apertamente in ballo Sala. C'era un funzionario di Expo, che attribuiva a Sala la decisione, in nome della velocità dei lavori, di non verificare la congruità dell'offerta Mantovani. E c'era la testimonianza del direttore generale Rognoni: «Sono stato testimone del fatto che Sala ha intrattenuto rapporti con il figlio di Chiarotto (proprietario dell'azienda) e con il presidente di Mantovani, in cui Sala gli ripeteva che in questo contesto l'unica cosa che non manca sono i soldi, facendo chiaramente capire che vi era disponibilità della stazione appaltante a deliberare risorse in favore dell'appaltatore». Quando si era appreso che la Procura generale aveva riaperto l'inchiesta a suo carico, Sala aveva cercato di minimizzare la portata della sua frase, «sono cose che è normale dire».
    La Procura generale, a quanto pare, è di diverso avviso.

  2. #62
    Senior Member L'avatar di abaper
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    Re: Politici ladri: the collection

    Ma tu fai apposta. Ti piace essere perculato

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  3. #63
    koba44
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da abaper Visualizza Messaggio
    Ma tu fai apposta. Ti piace essere perculato

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    Hahhah grazie a dio ho smesso di leggere il *
    Ultima modifica di Salgari; 19-12-16 alle 14:24 Motivo: offese

  4. #64
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    Re: Politici ladri: the collection


  5. #65
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    Re: Politici ladri: the collection

    Sala, dopo sali, terme, yoga e training autogeno, ha deciso democraticamente in modo autonomo di ritirare l'autosospensione.
    come se dice a roma "se la canta e se la sona".





  6. #66
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    Re: Politici ladri: the collection

    Processo Maugeri: Formigoni condannato a 6 anni



    L'ex Governatore della Lombardia e senatore di Ncd Roberto Formigoni è stato condannato oggi a Milano a 6 anni di carcere. Lo ha deciso la decima sezione penale del Tribunale nel processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale l'ex numero uno del Pirellone è imputato per associazione per delinquere e corruzione con altre 9 persone. La sentenza letta nella maxi aula della Prima Corte d'Assise d'Appello, la stessa dei processi a carico di Silvio Berlusconi.


    I giudici della decima sezione del Tribunale penale di Milano hanno anche deciso l'interdizione per 6 anni dai pubblici uffici nell'ambito del processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale l'ex numero uno del Pirellone è imputato per associazione per delinquere e corruzione con altre 9 persone.

    Il tribunale di Milano ha condannato Formigoni in solido con Pierangelo Daccò e l'ex assessore Antonio Simone a versare una provvisionale complessiva alla Regione Lombardia di 3 milioni di euro nell'ambito del processo per cui oggi l'ex Governatore è stato condannato a sei anni di carcere per il caso Maugeri-San Raffaele.

    Il tribunale di Milano ha disposto anche la confisca di circa 6,6 milioni di euro, tra cui la quota del 50% di proprietà di una villa in Sardegna il cui acquisto era stato uno dei punti al centro dell'inchiesta. I giudici hanno deciso il trasferimento di quelle quote in capo allo storico amico di Formigoni, Alberto Perego, assolto stamani

    L'ex governatore lombardo è stato condannato nel processo sul caso Maugeri per due capi di imputazione di corruzione che gli venivano contestati, mentre il tribunale ha deciso di proscioglierlo dal capo di imputazione di associazione per delinquere. I pm avevano chiesto per il senatore 9 anni di reclusione.

  7. #67
    Marotta Vattene L'avatar di MrVermont
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    Re: Politici ladri: the collection

    Anche il Formi è uno competente che credi

  8. #68
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da iWin uLose Visualizza Messaggio
    Processo Maugeri: Formigoni condannato a 6 anni



    L'ex Governatore della Lombardia e senatore di Ncd Roberto Formigoni è stato condannato oggi a Milano a 6 anni di carcere. Lo ha deciso la decima sezione penale del Tribunale nel processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale l'ex numero uno del Pirellone è imputato per associazione per delinquere e corruzione con altre 9 persone. La sentenza letta nella maxi aula della Prima Corte d'Assise d'Appello, la stessa dei processi a carico di Silvio Berlusconi.


    I giudici della decima sezione del Tribunale penale di Milano hanno anche deciso l'interdizione per 6 anni dai pubblici uffici nell'ambito del processo sul caso Maugeri e San Raffaele per il quale l'ex numero uno del Pirellone è imputato per associazione per delinquere e corruzione con altre 9 persone.

    Il tribunale di Milano ha condannato Formigoni in solido con Pierangelo Daccò e l'ex assessore Antonio Simone a versare una provvisionale complessiva alla Regione Lombardia di 3 milioni di euro nell'ambito del processo per cui oggi l'ex Governatore è stato condannato a sei anni di carcere per il caso Maugeri-San Raffaele.

    Il tribunale di Milano ha disposto anche la confisca di circa 6,6 milioni di euro, tra cui la quota del 50% di proprietà di una villa in Sardegna il cui acquisto era stato uno dei punti al centro dell'inchiesta. I giudici hanno deciso il trasferimento di quelle quote in capo allo storico amico di Formigoni, Alberto Perego, assolto stamani

    L'ex governatore lombardo è stato condannato nel processo sul caso Maugeri per due capi di imputazione di corruzione che gli venivano contestati, mentre il tribunale ha deciso di proscioglierlo dal capo di imputazione di associazione per delinquere. I pm avevano chiesto per il senatore 9 anni di reclusione.
    Ma non aveva solo 18 euro sul conto corrente ? Come li hanno confiscati 6.6 mln è un pezzo di villa ?
    Non puoi insegnare la fotografia, devono imparare da soli come farla meglio che si può, guardando ottime fotografie e facendone di pessime. (Cit. Cecil Beaton)
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  9. #69
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    Re: Politici ladri: the collection

    La domanda è come li abbia fatti 6 milioni di euro

  10. #70
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    Re: Politici ladri: the collection

    Appalti Consip, anche Luca Lotti è indagato. E l’inchiesta passa a Pignatone

    Favoreggiamento e rivelazione di segreto contestati al braccio destro di Renzi La caccia alle cimici ha allertato gli investigatori. Inquisito pure Saltalamacchia



    di Marco Lillo | 23 dicembre 2016


    | 20


    Luca Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Napoli sulla corruzione in Consip. Il fascicolo contenente le ipotesi di reato sulle fughe di notizie è stato stralciato dal filone principale sulla corruzione (che vede indagati Alfredo Romeo e il dirigente della Consip Marco Gasparri) ed è finito a Roma per competenza territoriale. A decidere il destino dell’uomo più vicino al segretario del Pd ora sarà il procuratore Giuseppe Pignatone.
    Il braccio destro di Renzi, già sottosegretario alla Presidenza del consiglio, attuale ministro allo sport e aspirante alla delega sui servizi segreti con Gentiloni, è indagato a seguito delle dichiarazioni del suo amico Luigi Marroni. L’ex assessore alla sanità della Regione Toscana, promosso da Renzi a capo della Consip, nel suo esame come persona informata dei fatti, ha tirato in ballo anche il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana, indagato per le stesse ipotesi di reato.
    A far partire gli accertamenti che hanno portato a indagare tre persone, oltre a Lotti e Saltalamacchia c’è anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, è stata una bonifica contro le microspie. L’amministratore della Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, Luigi Marroni, poche settimane fa incarica una società di rimuovere eventuali cimici dai suoi uffici. La caccia va a segno. Le microspie vengono rimosse, Marroni e compagni azionano mentalmente il rewind, cercano di pensare a discorsi, incontri e parole dette.
    Martedì i carabinieri del Noe e i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli entrano in via Isonzo per acquisire i documenti in Consip per l’inchiesta relativa al più grande appalto in corso in Europa, il facility management 4, una torta enorme da 2,7 miliardi di euro divisa in lotti, tre dei quali prossimi a finire anche alle società di Alfredo Romeo. Lo stesso giorno i pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo sentono a sommarie informazioni anche l’ad Marroni: all’inizio minimizza, ma quando intuisce che i pm potrebbero avere elementi precisi, grazie a pedinamenti e intercettazioni ambientali, fa i nomi.
    Dice di avere saputo dell’indagine dal presidente di Consip Luigi Ferrara che a sua volta era stato informato dal comandante Tullio Del Sette. Poi aggiunge altri nomi. I più importanti sono Lotti e il generale Emanuele Saltalamacchia, suoi amici. Entrambi lo avrebbero messo in guardia dall’indagine che ora si scopre essere imbarazzante per Tiziano Renzi. Entrambi sono amici di Matteo Renzi. Entrambi sono indagati. Sembra difficile immaginare una corsa a chi avvertiva la Consip dell’indagine. Stiamo parlando del comandante e di uno dei generali più stimati del Corpo, oltre che del sottosegretario più vicino all’ex premier, l’uomo incaricato di tenere per lui i rapporti più delicati con le forze di polizia. Sembra davvero difficile immaginarli intenti a svelare il segreto di un’indagine. Però la bonifica c’è stata ed è andata a segno.
    L’indagine richiederà alla Procura di Roma estrema cautela. Il ministro Luca Lotti alla specifica domanda: “Ha mai parlato dell’esistenza di un’indagine su Consip con Marroni?”, ci ha risposto con un secco: “No”. Il comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia (già in corsa per diventare numero due dei Servizi segreti Aisi, stimato da Renzi che lo ha conosciuto da sindaco quando era comandante provinciale a Firenze), contattato dal Fatto, non rilascia commenti. Dando per scontata la medesima risposta (“nessuna soffiata”) si pone un bivio logico.
    Marroni potrebbe anche avere travisato le frasi dei suoi interlocutori o potrebbe ricordare male. Come si spiega, però, il suo ritrovamento delle cimici dopo i colloqui con gli amici toscani? In questa storia le cose sono due: o Marroni ha capito male ed è stato molto “fortunato” a pescare le cimici o qualcuno mente.
    In questa seconda ipotesi la domanda a cui dovrà rispondere il procuratore Pignatone è: perché tante persone così vicine a Renzi erano così allarmate per l’indagine sulla Consip? L’ipotizzato favoreggiamento di Lotti e dei carabinieri chi voleva favorire?
    L’indagine che potrebbe essere stata danneggiata dalle presunte soffiate vede al centro Alfredo Romeo, imprenditore napoletano, finanziatore nel 2012, con contributi leciti, della Fondazione di Matteo Renzi. L’inchiesta però riguarda anche, in posizione molto più defilata, un imprenditore 33enne di Scandicci di nome Carlo Russo. Russo, secondo quanto risulta al Fatto, è in stretti rapporti con Romeo e ha incontrato sia l’amministratore di Consip Luigi Marroni sia Tiziano Renzi. Proprio il suo ottimo rapporto con il babbo dell’allora premier potrebbe avere indotto l’amministratore di Consip a incontrarlo.
    Tiziano Renzi non è indagato. Luca Lotti e compagni sono innocenti fino a prova contraria. Però resta una domanda: Marroni è amico dei Renzi, padre e figlio; perché l’amministrazione di una società nominato dal governo Renzi dovrebbe accusare gli amici di Matteo Renzi di avergli rivelato l’esistenza di un’indagine nelle cui carte potrebbero esserci elementi imbarazzanti su Tiziano Renzi? Anche a questa domanda dovranno rispondere i pm romani.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/prem...a-a-pignatone/

  11. #71
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    Re: Politici ladri: the collection

    Recidivo qualche tempo fa mi chiedeva "un elenco di tutti i politici ladri come dici te". Direi che gli basta aprire il giornale ogni giorno

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  12. #72
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    Re: Politici ladri: the collection

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    Recidivo qualche tempo fa mi chiedeva "un elenco di tutti i politici ladri come dici te". Direi che gli basta aprire il giornale ogni giorno

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    Caro MrVermonte, avrai notato che quell'articolo del misFatto e' un cumulo di merda fumante, o no?

  13. #73
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    Re: Politici ladri: the collection

    Cosentino condannato a 7 anni con i fratelli per estorsione e illecita concorrenza





    Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha condannato l’ex sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl) a 7 anni e sei mesi di carcere al termine del processo di primo grado («Carburanti») in cui era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l’aggravante mafiosa.

    La Corte ha emesso condanne rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 5 anni e 4 mesi anche a carico dei fratelli, Giovanni e Antonio Cosentino. Prescritto il reato contestato all’ex prefetto di Caserta ed ex deputato Pdl, Maria Elena Stasi.

  14. #74
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    Re: Politici ladri: the collection

    Appalti truccati nella sanità: nove arresti a Roma

    Tra i dieci indagati anche il senatore Angelucci




    Corruzione e turbativa d’asta per appalti nella sanità. Queste le accuse per cui sono state arrestate nove persone: due dirigenti, sei dipendenti di una Asl di Roma e un gestore di un laboratorio di analisi. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nas di Roma coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Corrado Fasanelli. Nell’ambito della stessa inchiesta sono state indagate altre dieci persone tra dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori privati e altre persone ritenute coinvolte in una ramificata rete di reciproche facilitazioni affaristiche finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali, perpetrate mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.

    I nomi e il sequestro di beni
    Per turbativa d’asta sono indagati Claudio Cascarino e Maurizio Ferraresi, entrambi pubblici ufficiali e dirigenti della Asl. L’innesco dell’indagine è dato dall’ex fidanzata di Ferraresi che denuncia a Tivoli un giro di mazzette nel quale sarebbe coinvolto anche l’ex compagno, a quel punto l’indagine passa a Roma per competenza. Disposti sequestri di 330 mila euro a Ferraresi (pubblico ufficiale in commissione patenti), 4 milioni e 140 mila euro sequestrati alla società di Mario Dionisi. Sono due le corruzioni contestate dagli inquirenti: La prima corruzione si trascina dal 2010 e Ferraresi (medico in commissione patenti) percepiva 5 mila euro al mese per segnalare ai soggetti lo studio di Dionisi per fare le analisi. La ragione del pagamento è: Dionisi ha un accordo con la società in questione. Ferraresi ha già avuto a suo carico un procedimento penale. Pur trovando microspie e telecamere la corruzione non si ferma, e Dionisi parlando con la figlia fa proprio riferimento ad una “mazzetta” da 5000 euro al mese, ed a 5000 globuli bianchi da consegnare.

    Il coinvolgimento del senatore Angelucci
    C’è anche una seconda ipotesi corruttiva: tentativo non riuscito di corruzione per una sentenza in Cassazione. L’interessato è il senatore Antonio Angelucci che si rivolge a Ferraresi per farsi aggiustare il processo. A quel punto Ferraresi si rivolge a Franco Amedeo (ex magistrato di Cassazione). Amedeo spinge su un magistrato che però gli risponde di no. Angelucci aveva spinto su Ferraresi promettendo l’assunzione delle fidanzate dei figli di Ferraresi. Angelucci è infatti indagato con l’accusa di traffico di influenze e non per corruzione. Ferraresi invece è accusato di corruzione insieme ad Amedeo.

    Ai domiciliari sono finiti: Alessandro Federici, Nello Delli Castelli, Domenico Francia, Carlo Maria Martino, Fabrizio Romaino, Rossella Dionisi (sorella di Mario)

  15. #75
    Filastrocchiere di STOCAZ L'avatar di Skywolf
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da Jaqen Visualizza Messaggio
    Io sono ultragarantista, e fiero di esserlo.
    Ma sono anche draconiano e per fare processi rapidi - non è che si può buttare via un principio fondante (il garantismo, "il bambino") perchè il meccanismo in cui è inserito (il sistema giudiziario, "la nostra acqua sporca") è rotto.
    cosa proponi per avere il bambino asciutto?
    Anche se le filastrocche non vi piacciono, beccatevi lo stesso il Link! ( )

  16. #76
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da Skywolf Visualizza Messaggio
    cosa proponi per avere il bambino asciutto?
    Io lo so. Io lo so.
    Però la mia idea non piace...

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  17. #77
    Filastrocchiere di STOCAZ L'avatar di Skywolf
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    Re: Politici ladri: the collection

    sentiamo
    Anche se le filastrocche non vi piacciono, beccatevi lo stesso il Link! ( )

  18. #78
    Senior Member L'avatar di abaper
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da Skywolf Visualizza Messaggio
    sentiamo
    Bloccare la prescrizione quando inizia il processo, eliminare la legge che vieta di aumentare le pene se è la difesa che chiede il ricorso ( e se giudicato colpevole anche in appello in automatico saltano tutte le attenuanti)
    Lato pm, si guarda quante volte ha fatto ricorso, quante volte un innocente ha avuto la doppia assoluzione o una condanna minore rispetto al primo grado e, superata una certa soglia, bye bye pm.
    Lato pene, se uno è condannato va in galera. Sia che sia condannato all'ergastolo che ad un giorno di galera


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  19. #79
    Senior Member L'avatar di anton47
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da abaper Visualizza Messaggio
    Bloccare la prescrizione quando inizia il processo, eliminare la legge che vieta di aumentare le pene se è la difesa che chiede il ricorso ( e se giudicato colpevole anche in appello in automatico saltano tutte le attenuanti)
    Lato pm, si guarda quante volte ha fatto ricorso, quante volte un innocente ha avuto la doppia assoluzione o una condanna minore rispetto al primo grado e, superata una certa soglia, bye bye pm.
    Lato pene, se uno è condannato va in galera. Sia che sia condannato all'ergastolo che ad un giorno di galera


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    ma + una bella responsabilità penale per i giudici e almeno un arretramento di carriera (e di stipendio) quando sbagliano

  20. #80
    koba44
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    Re: Politici ladri: the collection

    Citazione Originariamente Scritto da abaper Visualizza Messaggio
    Bloccare la prescrizione quando inizia il processo,
    Non so se si possa, per lo meno non del tutto causa principio di durata ragionevole del processo che ci è imposta dalla Convenzione per i Diritti dell'Uomo (Corte di Strasburgo).

    Vorrei commentare le altre modifiche (scusa se le chiamo forcaiole, ma lo sono). Forse dopo...
    Ultima modifica di koba44; 21-03-17 alle 09:49

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