http://www.corriere.it/politica/17_m...fae0a63e.shtml
Chissà cosa intende luiCome propone di ridurre questa frattura?
«Così Erasmus spetta a una piccola quota della popolazione, una parte di quelli che vanno all’università. Perché invece non portare progetti del genere nella scuola superiore, per raggiungere l’intera popolazione?».![]()
Ma guarda, personalmente sono molto contrario al centralismo portato all'estremo, il problema è che non si sono fissati paletti e "procedure" appropriate. Io credo che un buon piano sarebbe stato abolire le regioni, lasciare una cinquantina di province e qualche migliaio di comuni, accorpando coattamente quelli più piccoli e dare ampia autonomia fiscale a queste entità. Lo stato avrebbe dovuto occuparsi solamente di istruzione e pubblica sicurezza, due cose che non "decentralizzerei" mai. Poi sarebbe stato compito delle province creare strutture adeguate.
voglio specificare meglio questo tema che ritengo essenziale.
nelle società moderne ci sono un sacco di tematiche tecniche che sfuggono alla classificazione per grandi temi "politici".
parlo per esempio di quanti NOx possono emettere le caldaie a biomassa, quanto COD è permesso negli scarichi industriali in fognatura, quanti dB possono venire emessi da un macchinario a 10 metri, quanti mm2 di sezione devono avere i cavi elettrici e innumerevoli altri parametri. non è che la democrazia è in pericolo e i diritti civili violati se condividiamo che il livello massimo di cloriti nell'acqua è 700 ppm, o che la trasmittanza massima ammessa sulle chiusure vetrate è 1,7 W/m^2*K.
tutti questi parametri infatti vengono unificati a livello europeo tramite le direttive: si condividono in tutta UE, così sono uguali dappertutto, e si ottengono vantaggi di efficienza imponenti SENZA rinunciare ad alcuna sovranità (perchè la fisica è uguale dappertutto):
- basta impararli una volta, e sei esperto in tutta la UE;
- basta progettare un prodotto rispettandoli, e lo puoi vendere in tutta la UE;
- puoi comporre componenti di tutti i produttori che vuoi, perchè sono normalizzati e quindi intercambiabili: il bullone fatto da uno si avvita nel dado fatto da un altro;
bene, tutti questi parametri (e le relative procedure, con cui questi parametri vengono calcolati, e le relative soglie, che devono venire verificate) in italia sono stati messi nelle mani delle regioni, con la demenziale riforma federalista del 2001. è QUESTO che condanna l'italia al sottosviluppo: in burundi e guinea bissau NON SONO RIUSCITI a creare un caos del genere. in sostanza l'italia (unico paese al mondo) ha aderito al sistema UE che come sostanziale vantaggio ha quello dell'unificazione degli aspetti tecnici, e poi ha messo nelle mani di 20 enti la potestà di cambiarli a piacimento in modo incontrollato.
enti locali che usano questa potestà come clava anticoncorrenziale, in modo da creare piccoli orticelli in cui la casta locale ha un vantaggio di posizione (perchè è l'unica che ne conosce gli orpelli): così ci ritroviamo 20/21 della pubblica amministrazione che si occupa di riscrivere leggi che ci sono già, dove i nostri concorrenti recepiscono la direttiva europea e hanno finito, e le loro imprese operano tranquille da lisbona a kiev, mentre le nostre tra piacenza, mantova e verona si trovano tre leggi diverse per ogni aspetto (3 per i rifiuti, 3 per l'energia, 3 per l'inquinamento luminoso, 3 per l'acustica, ecc.).
il risultato non poteva che essere il disastro completo. e così è stato, e così sarà sempre: i nostri problemi sono INTERNI, perchè aderendo alla UE ci siamo organizzati in modo tale da mettere tutti gli ostacoli possibili tra noi e i vantaggi della UE (mentre gli svantaggi ce li becchiamo tutti). lo vedi per esempio sull'edilizia, che è uno degli ambiti dove le leggi regionali sono più complesse, ed è parallelamente il settore che è più in crisi di tutti (anche per altri motivi: ma questa è una grossa mano).
perciò agli enti locali va tolta la potestà su TUTTI gli aspetti tecnici che sono coperti dalle direttive UE; e gli vanno anche tolte le decisioni basilari in tema di diritti dei cittadini (livelli di assistenza sanitaria, istruzione). ciò corrisponde sostanzialmente a svuotarne quasi del tutto NON il livello politico (dove si esercita la democrazia), ma i livelli amministrativi e burocratici, salvo poche cose residue (es. il trasporto pubblico locale), lasciando all'assemblea legislativa il solo compito di distribuire i fondi UE (che per legge son regionali, e quindi così vanno gestiti), e liberando migliaia di persone (letteralmente) da trasferire a settori dove ce n'è un bisogno enorme, come ad es. la giustizia (NON per fare i giudici: ma gli uscieri, i cancellieri, e altri ruoli operativi di livello medio o basso, dove le persone possono tranquillamente essere riqualificate con un po' di formazione mirata).
così otterrai un triplo vantaggio: imprese più efficienti, costi più bassi e più risorse per gli ambiti dove i servizi pubblici servono davvero.
SENZA rinunciare ad alcuna autonomia dei cittadini e SENZA licenziare nessuno.
le nostre sacche di inefficienza NON sono riserve di diritti civili da difendere, sono pozzi petroliferi da trivellare e pompare.
Ultima modifica di Ronin; 23-03-17 alle 12:37
perchè le regioni in questo modo producono posti di lavoro per chi segue queste trafile burocratiche. e scampoli di potere per i professori universitari che redigono le leggi regionali (perchè poi qualcuno di esperto che le rediga ci vuole). e la sicurezza che se anche qualche incarico grosso lo prendono gli studi da fuori regione, poi devono appoggiarsi ad un professionista locale che conosca gli uffici e faccia da consulente.
coi comuni è lo stesso. o ti affidi a uno dei geometri che bazzicano il nostro ufficio (e che a pasqua, natale, ecc. si fanno vivi), o ti devi leggere 700 pagine di regolamento edilizio in cui reinventiamo la ruota e riscopriamo il fuoco da zero, ma con piccole variazioni rispetto ai comuni limitrofi (o anche no, magari tal quale, ma intanto per saperlo devi leggerle tutte e 700). poi va bene la concorrenza, ma prova a essere più competitivo con quella zavorra lì.
gli italiani hanno votato no a una riforma che nei contenuti non avrebbe riformato alcunchè.
perchè avrebbe sì eliminato la competenza concorrente, ma avrebbe introdotto al suo posto le materie suddivise: i principi generali allo stato, le indicazioni operative alle regioni. e come si fa a distinguere tra i principi generali e le indicazioni operative? (ad es. che si va a scuola alle elementari per 5 anni è un principio generale o un'indicazione operativa?) boh, nessuno ne aveva la minima idea. quindi sarebbe continuato esattamente come ora, anzi i ricorsi alla corte costituzionalesarebbero anche aumentati.
lo stesso ragionamento si può ripetere per quasi tutti gli aspetti della riforma (se volete copio e incollo un WOT già pronto![]()
).
perciò gli italiani, che mantengono secondo me un certo "istinto" nel cogliere la sostanza, hanno votato sull'unico contenuto sostanziale della riforma, e cioè sul fatto che renzi dovesse rimanere o no.
ma tu prova a presentare una riforma di 4 righe: abolito il senato (lasciamo solo i collegi elettorali, per dimezzare i deputati), abolite le regioni a statuto speciale (per vent'anni avranno ancora il surplus di trasferimenti, da ridurre del 5% ogni anno), abolito il titolo quinto (stop competenza concorrente, le leggi le fa lo stato) e abolita la conferenza stato regioni (le regioni come detto rimangono, ma per distribuire i fondi europei): vedrai il plebiscito.
nella situazione attuale non può accadere, perchè se provi a toccare questi potentati locali, un governo come il nostro che è sempre appeso a uno/due senatori di vantaggio, rischia di cadere e cambia subito idea. l'unica speranza è una forza politica di persone nuove che sparigli il quadro. e come si vede non deve neanche essere troppo competente. bastano poche pagine di WOT perchè tutti capiscano cosa va fatto.
lo dicevo io!![]()
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Ultima modifica di Ronin; 23-03-17 alle 17:28
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Su questo non posso che quotarti di brutto.bene, tutti questi parametri (e le relative procedure, con cui questi parametri vengono calcolati, e le relative soglie, che devono venire verificate) in italia sono stati messi nelle mani delle regioni, con la demenziale riforma federalista del 2001. è QUESTO che condanna l'italia al sottosviluppo: in burundi e guinea bissau NON SONO RIUSCITI a creare un caos del genere. in sostanza l'italia (unico paese al mondo) ha aderito al sistema UE che come sostanziale vantaggio ha quello dell'unificazione degli aspetti tecnici, e poi ha messo nelle mani di 20 enti la potestà di cambiarli a piacimento in modo incontrollato.
enti locali che usano questa potestà come clava anticoncorrenziale, in modo da creare piccoli orticelli in cui la casta locale ha un vantaggio di posizione (perchè è l'unica che ne conosce gli orpelli): così ci ritroviamo 20/21 della pubblica amministrazione che si occupa di riscrivere leggi che ci sono già, dove i nostri concorrenti recepiscono la direttiva europea e hanno finito, e le loro imprese operano tranquille da lisbona a kiev, mentre le nostre tra piacenza, mantova e verona si trovano tre leggi diverse per ogni aspetto (3 per i rifiuti, 3 per l'energia, ecc.).
è colpa dell'euro![]()
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Nel mio settore questa frammentazione normativa non c'è. Sarà un'isola felice.
Ti faccio l'esempio sulle autorizzazioni per le emissioni atmosfera in via generale. Qua in Toscana fino a fine 2015 ogni cazzo di provincia aveva la sua delibera con le sue attività e con i suoi limiti emissivi (limiti oltretutto non presi dal 152/2006 ma da leggi regionali antecedenti e si aveva il paradosso che per il 152 una sostanza era in una tabella e relativa classe, mentre nella legge regionale aveva una classificazione diversa) e prescrizioni da rispettare. E si aveva l'assurdità che 2 attività a pochi km di distanza avevano:
- una da fare analisi periodiche ogni 2 anni, registri da vidimare in provincia e contabilità dei prodotti acquistati da stampare ogni anno entro il 28/02 dell'anno successivo.
- l'altra da tenere un registro non vidimato su cui registrare questa fantomatica contabilità dei prodotti
Inoltre: una provincia permetteva di inserire il titolo all'interno dell'AUA, un'altra no (andando quindi pure contro a quanto prescritto nel DPR AUA).
Per fortuna a fine 2015 le delibere provinciali son state abolite e le prescrizioni da rispettare son quelle del DPR AUA uguali per tutti.
E non voglio neanche entrare nel discorso delle acque meteoriche contaminate che qua in Toscana stiamo raggiungendo vette assurdità inimmaginabili![]()
Ultima modifica di MrVermont; 23-03-17 alle 14:51
E' tutto bellixximo![]()
la gente ha semplicemente seguito i minus habens che se ne sbattevano alquanto del contenuto del referendum...però vuoi mettere aver mandato a casa renzieehhh!111!11one!!11![]()
io ho sostenuto il SI![]()
l'avete voluto voi
era una riforma di secondo livello, nella sostanza ininfluente, nonostante i toni da fine del mondo delle due opposte propagande.
non a caso il vituperato pueblo non è caduto nella barzelletta della riforma epocale, ma ha votato sull'unica questione sostanziale posta dalla riforma, e cioè sulla sopravvivenza di Renzi come premier
io mi sono astenuto![]()
Io me ne sono sbattuto di Renzi, ed ho votato NO per mantenere le Regioni così com'erano.
Mi dispiace Ronin![]()