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Ultima modifica di Edward Green; 13-04-24 alle 12:59
Io sto a Londra e da quanto leggo a giro, i remain e gli exit si aggirano intorno al 42-45%. C'è un 10-13% di indecisi però che secondo me (mia opinione personale) saranno il vero ago della bilancia. Storicamente, gli indecisi votano per mantenere lo status quo, ma in questo caso sto vedendo parecchia schizzofrenia a giro. Se dovessi puntare dei soldi, io darei il remain vincente con un 55% di voti alla fine. Se canno, potete deridermi quanto volete
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ma chi se ne frega di Londra, pensiamo a far uscire l'italia dall'Europa
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Ultima modifica di Edward Green; 13-04-24 alle 13:00
L'Italia non porterà mai avanti una campagna di exit per prima. Troppo comodo usare l'EU come capro espiatorio, perché uscire e poi assumersi delle responsabilità? Nessuno dei politici italiani spingerà mai per un itexit.
si è vero hai ragione, ma non tanto per un discorso di responsabilità, altrimenti certe leggi scandalo non le approverebbero, non credi?
Io penso che il vero motivo è che i nostri bei politici, vanno in politica perché hanno ben altri interessi rispetto a quelli che dovrebbero avere, in primis, rappresentare il popolo.
Sta settimana sono in UK (La prossima in Italia a bere Nebbiolo fino al collasso).
secondo me BRemain al 60%.
Gli indecisi andranno sul sicuro all'ultimo momento.
Ma occhio che come political forecaster non sono granche'.
Oggi a Londra ho visto gente davanti alla fermata della metro con dei volantini che invitano a votare per rimanere in Europa. Stanno facendo veramente una campagna serrata
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enjoy ue!È un classico, quando i governi diventano balneari, le Banche centrali sonnecchiano in attesa del meeting di Jackson Hole e i mercati vedono i volumi abbassarsi ancora di più, basta che un solo player faccia una mossa di un certo rilievo e il tonfo è assicurato. Oltretutto, in un contesto politico di assoluto caos: domani la Gran Bretagna decide per il Brexit, domenica la Spagna va alle urne, tra una settimana esatta dovrebbe partire il regime di visti liberi per la circolazione nell'Ue dei cittadini turchi (ipotesi cui se l'Ue non darà corso potrebbe vedere Erdogan sospendere l'accordo sui migranti, aprendo i confini verso la Grecia e la Macedonia), fino al 10 luglio la Francia rimarrà ostaggio di hooligans e minaccia terroristica per gli Europei e, se qualcuno di voi non se ne fosse accorto, in Austria il presidente eletto non ha ancora giurato perché la destra dell'Fpo ha fatto ricorso per brogli e si attende il pronunciamento dell'Alta corte. Insomma, un delirio.![]()
Considera che in Occidente sono molti più i perdenti che i vincenti quando si parla di globalizzazione. Basta guardare dove va a pescare i voti Trump (la Rust Belt) o la Le Pen (ex-zone industriali) e giustamente auspicano il ritorno ad un sistema più razionale come era quello del consenso post-bellico.
Tutti parlano degli aspetti più folkoristici di questi politici, e pochi si soffermano sulle loro politiche economiche. Quelle di Trump, per dire, hanno molto in comune con quelle di Sanders. Quelle della Le Pen le ha scritte un economista marxista.
E sarebbe un fatto positivo?
Gli economisti marxisti spesso sono gente delirante rimasta alla seconda rivoluzione industriale che ripete la pappardella col pugno alzato.
Inoltre non mi stupisce affatto, il fascismo e il nazismo sono in effetti una delle tante schegge impazzite del socialismo formatesi quando il movimento cominciò a diventare un minimo rispettabile, lo stesso Mussolini era un socialista che fu espulso dal partito.
"I pity the poor shades confined to the euclidean prison that is sanity." - Grant Morrison
"People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor
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