l'unico sistema meritocratico seriamente implementabile è quello che punisce progressivamente in maniera sempre più dura l'insuccesso.
come abbiamo visto è difficilissimo effettuare scelte corrette a priori (i 100 metri li puoi provare in allenamento; ma in molti ruoli è più simile ad un incontro di pugilato: ti puoi allenare, puoi sapere qual è la tua categoria, ma non saprai chi è il pugile migliore finchè non ti prendi a pugni con gli avversari). valutare i risultati a posteriori è molto più facile (purchè li si sia definiti prima in modo chiaro). è una delle cose che in italia manca in fin troppi settori, e non è per caso che siamo ridotti come siamo ridotti.
@diabolik: lo vedi? ipotizzi che esista un metodo per cronometrare la capacità politica e ordinare quello che corre i 100 in 9'89" prima di quello che li corre in 9'91".
questo metodo di selezione NON c'è, disponiamo di strumenti MOLTO più grossolani. e peraltro non viene neanche usato, perchè in politica non fornisce garanzie di resa, perchè la politica è un altro paio di maniche rispetto all'amministrazione tecnica (infatti la regola delle "quote" nella dirigenza dei ministeri, dove invece la competenza conta, non c'è).
Quindi la soluzione per controbilanciare è discriminare la categoria (ex-)"forte"? Per controbilanciare la polizia che picchia i neri nel Sud degli USA la soluzione è che inizi a picchiare di più i bianchi?(a parte che lo fa già...
)
Ma va benissimo, dove non ci sono, per volontà o impossibilità, criteri precisi ho già detto che si potrebbe bilanciare pure per colore degli occhi se lo si ritiene necessario. Sicuramente la valutazione delle capacità politiche di un individuo non è una scienza esatta.
Però questo non significa che sia la regola, ci sono ambiti in cui si può (o quantomeno si potrebbe) valutare il livello esatto (banalmente, se devi svolgere delle prove e/o presentare una documentazione per accedere ad un ruolo, ad un finanziamento pubblico eccetera, e queste prove/documentazioni vengono valutate con un punteggio...), e che quindi l'idea di quota rosa in quanto tale sia auspicabile aprioristicamente, in linea generale.
Ultima modifica di Diabolik; 18-05-17 alle 18:48
DK
nota che l'esempio "muscolare" stesso dei 100 metri rivela un approccio maschio alla questione: ma la politica richiede soft skills, assomiglia più allo scopone scientifico che all'atletica (nel senso che è un gioco di squadra, non basato sulla forza ma sull'abilità, e comunque con un contenuto di imponderabile legato alle carte che ti vengono in mano).
è proprio perchè non basta correre più forte degli altri per essere più bravo, che occorrono voci che ragionino con parametri mentali differenti.
hai in mente qualcuno in particolare quando dici così? perchè NESSUNO sostiene ciò (e non solo nel forum: anche nel mondo proprio, perfino Boldrini dice che le quote sarebbe meglio non fossero necessarie ma ci vogliono in questa situazione contingente di arretratezza, non che sono un imperativo morale a prescindere).
peraltro l'argomento è iniziato parlando di macron, la cui scelta è indiscutibilmente la scelta "giusta", politicamente parlando: perchè agendo come agisce si fa apprezzare da chi apprezza (quelli come me, per cui il pluralismo è un valore, il cui voto va cercando tra i delusi dei partiti di centro sinistra), non si aliena chi si atteggia come "superiore al marketing" (che lo valuterà comunque sui risultati economici e non sull'approccio etico, al quale è sostanzialmente indifferente) e quelli che lo criticano sono solo gli sconfitti di estrema destra, che lo criticherebbero comunque a prescindere, come lo hanno criticato con sprezzo del ridicolo per qualunque inezia per quanto irrilevante possa essere (dalla moglie tardona alla presunta omosessualità latente, dall'assenza di partito alla giovane età, in un perfetto campionario dell'odio cieco e miserabile dei frustrati che la gente non ha capito un c@zzo perchè non ha votato come dicevo io).
Ci mancava l'esempio dall'approccio maschio...
effigurati che la mia prima idea era di farlo farlo usando il QI (che si può misurare per tutti e senza tante discussioni), ma poi ho pensato "no, per carità, poi zompa su qualcuno a dire che starei insinuando che le donne sono meno intelligenti, Dio mi scampi... andiamo su qualcosa di più neutro come lo sport"
Però continui a limitarti alla politica. OK, mettiamo che Macron abbia ragione, perché le soft skills richieste in politica non sono misurabili e blablabla. OK, mettiamo che abbia fatto bene. E negli altri ambiti? Francamente in altri settori non mi pare che ci siano molte difficoltà a stilare una classifica precisa. Se dai una prova scritta dando da risolvere una serie di problemi che ti troverai tipicamente ad affrontare se otterrai quel dato impiego, questa avrà una valutazione esattamente come fosse un esame. Sosterresti anche in questo caso l'equità delle quote rosa?hai in mente qualcuno in particolare quando dici così? perchè NESSUNO sostiene ciò (e non solo nel forum: anche nel mondo proprio, perfino Boldrini dice che le quote sarebbe meglio non fossero necessarie ma ci vogliono in questa situazione contingente di arretratezza, non che sono un imperativo morale a prescindere).
peraltro l'argomento è iniziato parlando di macron, la cui scelta è indiscutibilmente la scelta "giusta", politicamente parlando: perchè agendo come agisce si fa apprezzare da chi apprezza (quelli come me, per cui il pluralismo è un valore, il cui voto va cercando tra i delusi dei partiti di centro sinistra), non si aliena chi si atteggia come "superiore al marketing" (che lo valuterà comunque sui risultati economici e non sull'approccio etico, al quale è sostanzialmente indifferente) e quelli che lo criticano sono solo gli sconfitti di estrema destra, che lo criticherebbero comunque a prescindere, come lo hanno criticato con sprezzo del ridicolo per qualunque inezia per quanto irrilevante possa essere (dalla moglie tardona alla presunta omosessualità latente, dall'assenza di partito alla giovane età, in un perfetto campionario dell'odio cieco e miserabile dei frustrati che la gente non ha capito un c@zzo perchè non ha votato come dicevo io).
(che poi possono essere rosa, nere, gialle, extracomunitarie... il discorso vale per qualsiasi minoranza)
DK
che l'esempio sia inutilmente muscolare è un dato di fatto. e al contrario di quanto pensi, c'è ormai un consenso piuttosto ampio tra gli psicologi del fatto che la misura del QI è in parte fuorviante, perchè legata a stilemi del pensiero e costrutti mentali tipicamente occidentali, che penalizzano chi è cresciuto in culture differenti, e che quindi rappresenta un metodo di selezione efficace solamente tra persone della medesima comunità.
no, in quel caso non sosterrei le quote rosa. le quote rosa servono dove i metodi di selezione sono sostanzialmente arbitrari e c'è un riconosciuto problema di pregiudizio storico (non a caso ci sono solamente in politica, nei consigli di amministrazione delle società quotate e delle società pubbliche). d'altro canto il metodo di selezione che tratteggi (usatissimo, eh, per carità) premia principalmente l'esperienza, più che la generica "capacità" delle persone. non a caso i concorsi tipicamente li vincono coloro che hanno per anni lavorato nel medesimo posto come precari, e non è perchè sono pilotati (salvo casi minoritari), ma è perchè hanno già fatto l'esperienza che serve a vincerli.
anche nelle aziende private di solito le selezioni di ingresso si tengono con criteri completamente differenti (non vogliamo fare in poche righe di forum un corso da selezionatore HR vero? io comunque non ne avrei le doti di sintesi necessarie), test attitudinali, domande mirate a far emergere la capacità di lavoro in team e altre disponibilità/indisponibilità (a viaggiare/vivere all'estero, ad es.), mentre per le competenze è molto più efficace il cursus scolastico pluriennale (mediato con la serietà delle scuole sostenute) che una prova che per forza di cose è di breve durata (poi viene il periodo di prova, che è la vera forma di meritocrazia).
comunque le culture che sono più avanti nella valutazione sono anche quelle che non hanno bisogno delle quote, perchè appunto SONO GIA' pienamente meritocratiche. le quote servono nelle situazioni dove il merito NON vince, perchè la competizione è alterata (dal fatto che non si parte tutti sulla stessa linea del traguardo, ma alcuni partono più indietro, per adottare il tuo esempio) o perchè i giudici sono prevenuti.
dire che le quote sono contro il merito è un paradosso indice appunto di pregiudizio razzista (in generale, sul sesso, razza o quel che ti pare), che impedisce di vedere che lo status quo NON è equo: un po' come selezionare in base all'altezza senza guardare i tacchi delle scarpe che si indossano: un criterio solo falsamente obiettivo.
e poi per carità, nessuno dice che ci vanno le quote rosa nel selezionare i sommozzatori che riparano le piattaforme petrolifere (per dire: o lo sai fare, oppure no, e metterci qualcuno che non sa farlo è un rischio che non si può correre). ma perfino sulle piste di atletica un paese ha diritto di portare un certo numero di atleti suoi alle olimpiadi anche se in USA ci sono 30 o 40 che corrono più svelti: perchè in determinati ambiti la partecipazione E' un valore che mitiga la prestazione (come requisito di accesso, fatto salvo il risultato finale, per cui a posteriori i migliori vengono riconosciuti e premiati).
in tutti quegli ambiti in cui le prestazioni estreme non sono necessarie, ma è sufficiente un dignitoso livello medio (ad es. no nei piloti di jet, sì tra i magazzinieri), le quote a favore delle minoranze svantaggiate (purchè ci sia un'evidenza di tale svantaggio legato a fattori pregiudiziali) sono perfettamente ammissibili e complessivamente vantaggiose per la società, perchè non fanno altro che accelerare un processo di adeguamento che avverrebbe comunque.
è una domanda senza risposta, perchè il pool da cui Macron può scegliere è composto nelle moderne democrazie occidentali (e in particolare in quelle come la francia, che hanno scuole deputate a sfornarne centinaia l'anno) da migliaia se non decine di migliaia di persone. nessuno può conoscerle tutte, nè può pensare di organizzare un "concorsone" da cui trarre una super-classifica (anche ammesso di volerle classificare in base a un parametro numerico come il QI, un criterio che in politica è semmai controproducente). perciò avrà fatto quel che farebbe ognuno di noi: scegliere persone di livello riconosciuto medio-alto (lo ripeto: secondo i parametri politici richiesti dal ruolo), nella cerchia che i legami relazionali che ha gli permettono di conoscere.
se anche sui 30.000 potenzialmente selezionabili che abbiamo ipotizzato ci fossero che so 20.000 maschi e 10.000 femmine solamente, ragionevolmente nei tempi disponibili non si può esaminare più di un paio di centinaia di candidati, perciò non fa alcuna differenza, perchè il processo di selezione è comunque arbitrario e non può che essere così a quel livello.
è proprio perchè una certa arbitrarietà è ineliminabile che chi è sensibile al tema vi inserisce elementi di equità e pluralismo.
Ultima modifica di Ronin; 18-05-17 alle 22:15
insomma: se un sistema meritocratico è impossibile e quello esistente è inefficiente e raffazzonato, l'unico modo possibile per correggerlo è renderlo dipendente dalla conformazione dei genitali?
sono un po' "timido" e resto sconcertato
ma una dooooooooooooooona (non prostituta) che viene promossa deve essere orgogliosa di dovere il tutto al fatto di detenere una vagina?
non capisco questa vostra insicurezza che vi porta a dover trollare in questo modo. ad ogni modo avete avuto ampie spiegazioni del fatto che la metodica è diametralmente opposta: le quote rosa sono riservate a determinati ambiti apicali dove i criteri di selezione sono prettamente politici (PRIMA si seleziona un elenco di papabili: ciò viene effettuato paritariamente in base ai criteri di appartenenza politica che lasciano una rosa di candidati di entrambi i sessi; DOPO si scelgono tra questi i prescelti, con un bilanciamento 50% e 50%, percui una donna selezionata non viene selezionata SOLO perchè una donna, ma viene scelta DOPO aver superato il medesimo criterio selettivo politico degli uomini).
peraltro per vostra definitiva smentita, tutte le leggi che implementano le quote rosa non parlano di "donne", bensì di "genere meno rappresentato", cui va garantita una quota minima (ad es. anche una società quotata ultra-femminista dovrebbe garantire un numero minimo di uomini nel suo cda), perciò non c'è nessuna riserva indiana, la legge è perfettamente equa nel trattare i due sessi.
e non bastasse abbiamo anche studi che dimostrano che si alza la qualità media degli eletti (in termini di livello di istruzione e occupazione prima dell'elezione):
http://27esimaora.corriere.it/artico...-degli-eletti/
sia perchè le donne candidate sono mediamente più istruite, sia perchè per far loro spazio restano fuori gli uomini meno qualificati.
Ultima modifica di Ronin; 18-05-17 alle 21:04
guarda che non è insicurezza, è il buon senso più elementare, l'insicurezza è quella che costringe a costruire contorti sofismi per puntellare concetti bislacchi
poi, se uno vive in una dimensione parallela e del tutto fuori dal mondo (come spesso accade negli uffici pubblici) il problema è suo
A quanto pare si
Lo stesso ragionamento potrebbe easere fatto per i maschi, con la differenza che ci sono molti più maschi che godono dell'attuale stato dlle cose (avere una corsia preferenziale in base ai propri genitali) che non viceversa
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Ultima modifica di Ray; 18-05-17 alle 20:56
Se devi scegliere 10 persone e nella classifica per merito/capacità dei primi venti posti ci sono 10 donne e dieci uomini, ma nei primi 10 ci sono 8 uomini e 2 donne, come fai a giustificare che 3 uomini devono lasciare il posto a 3 donne che nella classifica erano posizionate ampiamente sotto questi 3 uomini ?
Questo è il problema delle quote rosa imposte. Viene premiato l'avere la vagina invece che il merito
e ricominciamo da capo, come se non avessimo scritto niente sul fatto che la classifica non si riesce a stabilire con precisione a livello della singola posizione, come volevasi dimostrare. tieniti pure i tuoi pregiudizi![]()
Tu pensi che sia una cosa solo legata alla politica quando noi ti stiamo dicendo che è un discorso a livello più ampio e in qualunque contesto le quote prestabilite sono sbagliate. Ma continua pure a pensare di aver ragione.
@talismano: stai appunto parlando da solo, perchè non c'è NESSUNO (nel mondo, non nel forum, nemmeno la Boldrini in persona) che sostenga che le quote rosa vadano introdotte "a livello più ampio" e "in qualunque contesto".
sono una soluzione temporanea per accelerare in determinati contesti apicali particolarmente sessisti un processo che è comunque lentamente in atto da tempo (e già completato in alcune società più avanzate).
Ultima modifica di Ronin; 18-05-17 alle 22:49
Un esempio pratico:
da quest'anno la mia Alma Mater, l'Université Pierre et Marie Curie di Parigi, ha introdotto le quote rosa per la composizione della giuria di dottarato, ragion per cui il numero di giurati donne deve circa eguagliare quello degli uomini. Sfortunatamente, a causa di decenni di sessismo accademico, la maggioranza delle persone qualificate per svolgere questo incarico, ossia direttori di unità di ricerca, appartengono al sesso "sbagliato". Questo sbilanciamento verrà molto probabilmente corretto già con la mia generazione, per ora, pero', anno di grazia 2017, gli aspiranti dottori, specialmente quelli impegnati in filoni d'indagine di nicchia, si trovano con lo stress aggiuntivo di dover inserire a forza esperti di sesso femminile nonostante non abbiano le conoscenze necessarie a pareggiare il livello di esperienza dei parigrado maschi (semplicemente perché questi ultimi sono più numerosi).