Non lo credo perchè un partito si presenta con un programma ed un programma non è una legge costituita dai suoi articoli e dai suoi commi.
Io posso essere d'accordo con il mio gruppo (partito o movimento) sulla linea guida con cui mi presento alle elezioni, ma poi essere contrario in seguito ad una particolarità e quindi essere in disaccordo con quella (ovvero se il mio partito entra promettendo l'abolizione dei voucher e poi fa quello che sta facendo il PD ora... beh, io mi oppongo e magari vado in TV a dire che il capo del mio partito ha tradito ANCHE le mie aspettative. Ma io resto nel mio partito e nessuno mi può allontanare/cacciare per questo).
Un partito con le idee troppo allineate per me è pericoloso: si deve dare una certa elasticità di scelta ai singoli parlamentari. Che naturalmente ci devono mettere la faccia e spiegare perchè loro sono in disaccordo su quel punto.
Se la soluzione è l'allontanamento dal partito, il gruppo misto, la formazione di un altro partito (in un parlamento GIA' ELETTO) o lo scambio di poltrone allora ci riduciamo al solito puttanaio all'italiana a cui ci hanno abituato e che ci spacciano per democrazia. In realtà è solo confusione causata da persone immature.
Analogamente un partito non può presentarsi con un programma e poi fare ben altro solo perchè i suoi vertici scendono a compromessi non con gli altri partiti ma addirittura con le lobby: in quel caso se i vertici di partito decidono di cambiare programma al volo, il parlamentare dovrebbe avere il diritto di combattere all'interno del proprio partito certe decisioni inventate di sana pianta quando prima non erano nemmeno contemplate.








Rispondi Citando

, "il vincolo di mandato lede le libertà fondamentalih" 






