I dati forniti nei giorni scorsi dalla SEB (Skandinaviska Enskilda Banken, banca di sviluppo scandinavo, uno dei grandi istituti di credito del Nord) confermano il quadro generale positivo. SEB prevede una “robusta crescita in ogni comparto”,
un aumento del Pil del 3,1 per cento quest´anno e di minimo il 2,6 per cento l´anno prossimo. Sono prognosi quasi doppie a quelle per la Germania.
Non è tutto: con l´aumento delle entrate fiscali il governo rossoverde del premier socialdemocratico Stefan Loefvén (dove poi le vere voci che contano sono ancora due donne, le ministre degli Esteri e dell´Economia, Margot Wallström e Magdalena Andersson) - dopo anni di deficit al 2 per cento del prodotto interno lordo usato però per finanziare non vecchi debiti bensí istruzione superiore e ricerca scientifica –
vanta ora un avanzo primario dello 0,6 per cento. Mentre il debito pubblico (che negli anni Settanta e Ottanta era a livelli pressoché italiani) cala al 38 per cento del pil. Il prossimo bilancio sarà “espansionista” per accelerare la crescita. Con una politica che la ministra delle Finanze Magdalena Andersson definisce “anti-Trumpista”:
alte tasse per i ricchi, in totale il carico tributario è al 43 per cento del pil contro il 26 negli Usa, alte spese per istruzione, sanità, ricerca, eccellenze. “
Comunque la nostra crescita media è doppia di quella Usa negli ultimi anni