Ma davvero siete convinti che l'ostacolo principale siano le differenze culturali e/o linguistiche? Oggi?
L'ostacolo principale è la differenza di cultura necessaria per stare al mondo oggi è 50 anni fa...
Mi spiego ieri per stare al mondo bastava sapere leggere e scrivere per in quel percentile di persone con un'istruzione sufficiente...
Oggi se non sai una seconda lingua, usare il pc e molto altro in quel percentile non ci entri...
E nessuno si è preoccupato di capire come fare a far rientrare la popolazione esclusa da quel percentile.
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Non puoi insegnare la fotografia, devono imparare da soli come farla meglio che si può, guardando ottime fotografie e facendone di pessime. (Cit. Cecil Beaton)
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ma davvero vogliamo dare lezioni al popolo britannico?
ora rischiano loro?
vincitori delle due guerre, strafottenti con la loro sterlina in mano, una potenza economica mondiale... e poi arriviamo noi (da me ora incendiano i bidoni della spazzatura ad ogni angolo ed i topi camminano sui marciapiedi al fianco dei passanti) a dire loro che ora sono fottuti?
forse non abbiamo capito molto che questa europa non funziona e quelli sono segnali forti.
e finchè mandiamo in Europa gente senza volontà di cambiare le cose... che dio ci salvi. Intanto loro lì stavano, da secoli (e noi no) e lì staranno.
Giusto perche' si diceva che Proooodi non era male come presidente del consiglio ed europeista convinto.....
La ‘complicità’ tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quando Prodi viene nominato presidente dell’IRI, il più grande ente economico dello Stato, in casa di Carlo De Benedetti (proprietario del gruppo Repubblica e L’Espresso e di altre 30 riviste/quotidiani/settimanali/mensili in tutta Italia).
L’attività di Prodi dal 1982 al 2007 è stata concentrata principalmente in un solo unico compito: svendere (o regalare) tutti gli enti pubblici dello Stato al suo alleato Carlo De Benedetti a un prezzo irrisorio con bandi truccati.
De Benedetti, dal canto suo, si è poi puntualmente affrettato a rivendere immediatamente tali società al loro reale valore di mercato (di solito 20 volte il loro prezzo d’acquisto) a gruppi stranieri (o addirittura allo Stato stesso, che li ricomprava a prezzi folli), realizzando guadagni incalcolabili a danno degli italiani.
Prodi, per 7 anni guidò l’ IRI dello Stato, concedendo tra l’altro incarichi miliardari alla sua società di consulenza “Nomisma“, con un evidente conflitto di interessi.
Al termine di questi 7 anni il patrimonio dell’ IRI risultò dimezzato per la cessione di importanti gruppi quali Alfa Romeo e FIAT, passando da 3.959 a 2.102 miliardi. La Ford aveva offerto 2.000 miliardi in contanti per l’Alfa Romeo, ma Prodi la regalò alla FIAT per soli 1000 miliardi a rate e, nel frattempo, lottizzò ben 170 nomine dei quali ben 93 diessini.
Le privatizzazioni dell’IRI fatte da Romano Prodi sono state delle vere e proprie svendite del patrimonio economico italiano a gruppi privati della sinistra (De Benedetti, Coop Rosse) complici del professore, anche se “svendere” un ente pubblico a un decimo del suo valore quando ci sono altri gruppi privati che offrono il doppio, più che una “svendita” fu un regalo o, per essere ancora più precisi, una serie incredibile di furti colossali a danno dello Stato e degli italiani perpetrata impunemente per anni.
Giocando sulle parole e sull’interpretazione dello statuto dell’Ente, Romano Prodi vantò utili inverosimili (12 miliardi e 400 milioni nel 1985), ma la Corte dei Conti, magistratura di sorveglianza, portò alla luce l’enorme falso in bilancio di Prodi: «Il complessivo risultato di gestione dell’Istituto IRI per il 1985, cui concorrono… sia il saldo del conto profitti e perdite sia gli utili e le perdite di natura patrimoniale, corrisponde a una perdita di 980,2 miliardi, che si raffronta a quella di 2.737 miliardi consuntivata nel 1984». La Corte, inoltre, segnalava che le perdite nette nel 1985 erano assommate a 1.203 miliardi contro i 2.347 miliardi del 1984.
Romano Prodi si vanta tantissimo che durante i suoi 7 anni alla presidenza dell’ IRI riuscì a far guadagnare utili stratosferici, mentre la verità, come chiarito dalla Corte dei Conti, è che invece di utili stratosferici realizzo perdite stratosferiche, regalando il patrimonio dello Stato e degli Italiani ai suoi amici. Prodi uscì indenne dai processi perché le aziende erano S.P.A. di diritto privato e ,quindi, i dirigenti non erano qualificati come pubblici ufficiali.
La conferma di tutto questo si trova nell’indebitamento dell’Istituto, salito dal 1982 al 1989 da 7.349 a 20.873 miliardi (+184 per cento), e quello del gruppo IRI da 34.948 a 45.672 (+30 per cento). Lo stesso Massimo D’Alema, intervistato da Biagi in televisione, affermò che Romano Prodi, da lui scelto per guidare la coalizione contro Berlusconi, era un «uomo competente» perché quando lasciò l’IRI nel 1989 il bilancio dava un «più 981 miliardi». Fu facile confutare queste affermazioni, facendogli notare che la cifra reale, tenendo contro delle perdite siderurgiche transitate soltanto nel conto patrimoniale, era di «meno» 2.416 miliardi. Il buco reale non fu mai contestato dai diretti interessati.
La vera abilità di Romano Prodi è sempre stata di riuscire a prendere soldi dallo Stato a costo zero. La conferma viene da un articolo di Paolo Cirino Pomicino, nel quale rileva che dei 28.500 miliardi erogati dallo Stato a titolo di fondo di dotazione dalla data di nascita dell’IRI, Romano Prodi ne ottenne ben 17.500!
Va poi ricordato anche che, nel 1986, Romano Prodi svendette il più grande gruppo alimentare dello Stato, la SME alla Buitoni sempre a Carlo De Benedetti per soli 393 miliardi, mentre il valore globale della SME, che già soltanto nelle casse aveva più di 600 miliardi di denaro liquido, ma il suo valore globale era di 3.100 miliardi. A Prodi e De Benedetti fu dato torto in primo grado, in Corte d’appello e in Cassazione da ben 15 magistrati, all’unanimità.
Come presidente dell’IRI, svendette anche la Italtel alla Unilever nonostante un conflitto di interessi evidente, essendo consulente di quest’ultima.
Come se tutto questo non bastasse, durante il suo governo nel 1996, regalò 5.000 miliardi alla Fiat per fare una rottamazione e durante i fallimenti Parmalat e Cirio e difese i banchieri che truffarono i risparmiatori e loro ricambiarono, e ricambiano ancora, il favore con i loro giornali schierati
Ultima modifica di citizen5; 24-06-16 alle 15:46
Sia ben inteso, sono stati tutti pessimi, ma per colpa del caro Prodi mi è toccato pagare la successione sui beni di mio padre, con cui vivevo,lavoravo e che ho assistito, mentre il caro stronzone ha provveduto a donare i propri beni ai famigliari pochi giorni prima di far approvare la legge. Mi ricordo la famosa tassa europea mai restituita e vari aumenti iva, nonché bilanci di stato truffaldini per avere i conti in regola per entrare in Europa. Prodi è da fucilare assieme a Monti(che ha fatto meno danni rispetto a mortadella), gli altri Presidenti del consiglio invece sarebbero da rinchiudere all'ergastolo
Quindi il plenipotenziario italiano dal 1982 al 2015 era Prodi ?
Suvvia non diciamo cavolate...Prodi han fatto male e bene ma rimane il miglior presidente del consiglio che abbiamo avuto fatti un po' un'idea di cosa c'è stato...
Tutto quello che hai elencato a carico di Prodi si potrebbe tranquillamente mettere a carico di qualunque politico dal 1982 ad oggi.
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Il problema dell'era Berlusca non era Berlusca stesso da solo (che tanti oggi odiano, ma che hanno la memoria corta): chi doveva controllare, denunciare e ostacolare ci faceva gli accordi invece...
A volte si facevano i teatrini, ma spesso inutili, per la continuazione del balletto e per dare la sensazione di contrapposizione in un bipolarismo. Mai esistita davvero.
Si grida al cattivo Berlusconi, quello che distrusse l'italia, ma quando all'epoca si andava a votare a "sinistra" non si accorgeva che in realtà andava a votare "sinistra"+Berlusconi, ovvero il balletto del ventennio.
È assurdo il conflitto generazionale i vecchi bacucchi han votato leave probabilmente in ricordo dello splendore del vecchio impero i giovani praticamente tutti remain...
E qui si capisce la stupidità un referendum simile il futuro deciso da chi un futuro non ha, fossi nei giovani inglesi sarei incazzato come una biscia.
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Ultima modifica di Firestorm; 24-06-16 alle 16:26
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Boh che dire, bella merda... stamattina i capi ci hanno riuniti tutti in sala riunioni e ci hanno detto "il 52% ha votato per uscire, non so quale sia la vostra opinione ma vi consigliamo caldamente di stare zitti"ad Edimburgo oggi dovrebbe esserci una manifestazione a supporto dell'UE e dei migranti regolari, ad ogni modo non potrò esserci.
La questione per me è molto chiara da una parte e molto scura dall'altra.
Io cosa avrei votato? Non lo so, ma non perchè non abbia le idee chiare, ma perchè non vivo nel Regno Unito per cui non conosco l'aria che si respira.
Cosa avrei fatto in Italia, in un eventuale referendum? Avrei votato l'uscita.
Questa domanda ora è legittima, ma secondo me è anche superficiale se si pone tutto sotto la sua ottica: cosa succederà ora?
Possibile che non ci si chiede: ma perchè siamo arrivati a tanto?
Ci chiediamo del perchè qualcuno faccia scelte scellerate, ma nessuno, tranne i populisti, i nazisti e i lupi cattivi, ci spiega dove stiamo andando.
L'Europa... già il fatto che esista una Eurozona e poi una Unione Europea indica la completa confusione in un cantiere perennemente aperto, in cui non si capisce che opera si sta mettendo su, ma che non può nemmeno avanzare perchè i soldi NON TE LI DIAMO, non fai parte del circolino magico.
Quale è l'Europa che ci dipingono: io se vado in Germania incontro normative tedesche, una lingua di cui non so un cazzo e non so manco dove e se posso curarmi... Cambio paese e mi ritrovo in Spagna... idem.
Vado in Inghilterra e devo cambiare valuta (pagando il triplo una margherita surgelata). Se poi voglio guidare... buon per me che mi ci abitui in 2 minuti...
Parliamo di immigrazione, i cattivi inglesi che vogliono cacciare il mondo. Io ricordo che a Cambridge a lavorare nelle università un inglese non lo trovavi manco a pagarlo quasi.
Da me (nella nostra Italia filoeuropea) nelle università vedevo solo raccomandati italiani su raccomandati e oggi all'uscita di un supermercato posso finalmente vedere un pò di integrazione. Mai visto da piccolo un africano in Italia. Oggi sì: a chiedere l'elemosina.
Ok, è immigrazione, esagero, noi siamo vicino le coste libiche. Ok: dove stanno i tedeschi, gli inglesi, i francesi a lavorare dalle mie parti?
Europa? What? In che senso?
Ecco perchè voterei l'uscita: accendo la TV, certi politicanti mi prendono per il culo, per cui io li scalzo a calci in culo da quelle poltrone. Semplice. Non è populismo: è presa di coscienza.
L'alternativa qual è? E' più facile ed auspicabile da una parte, ma difficile da attuare dall'altra.
Perchè significa CAMBIARE un sacco di cose. Difficile da attuare perchè per farlo bisogna CACCIARE letteralmente la gente che ora ha il potere decisionale.
Sono esperti, gli altri non ne capiscono? No, non vedo i risultati: sono esperti di sta ceppa. Via, hai fallito. Se mi chiamano per realizzare un acquedotto e sbaglio a valutare le pressioni mi prendono a calci in culo, con tutto che vado in TV a giustificarmi che tengo la laurea e faccio lezioni di idraulica: sono solo un quaqquaraqua. Quello che sono oggi i burocrati europei. E chi ci rappresenta.
Io l'uscita dall'UE da parte del Regno Unito lo vedo come una OPPORTUNITA': un segnale di cambiamento, di richiesta. Un segnale forte.
La soluzione NON PUO' essere il ricatto. E' come se il Governo ora ricattasse la Raggi a Roma: qualcuno la pagherebbe, ah come la pagherebbe.
La soluzione è una spinta propositiva, dimostrare a loro che DA OGGI CAMBIANO LE COSE, e farlo davvero (non il semestre europeo delle chiacchiere): e questo comporterebbe benefici a chi oggi è ancora dentro l'Europa (Eurozona o UE) ma anche verso chi ha deciso di uscirne. Magari potrebbe rientrare: sarebbe un segnale ancora più forte.
Oggi l'Europa è solo Banche, Finanza, Norme (UNI quello che volete, che al pensiero uno impazzisce soltanto, perchè poi in Italia fai anche mischia a mischia con la normativa locale).
Per il resto ci si muove a vista. Ieri Letta ha detto che l'Europa ha portato anche grandi vantaggi come la possibilità di viaggiare a prezzi bassi con gli aerei. Rispetto il suo pensiero (ma non la ripetizione delle stesse frasi di Scalfarotto stamane, indice che questi politici vanno in giro solo per sentito dire dai compagni più preparati).
Tutto qui? Un biglietto aereo? A casa mia i cassonetti vanno a fuoco, ma posso viaggiare a 100 euro verso Londra. Eppure noi siamo in Europa, loro no: anche lì vanno a fuoco?
Ma secondo te uscirne a cosa serve ?
A nulla anzi indeboliscono quello da cui esci e te stesso è i dubbio che 500 mln di persone che possono spendere 100 a testa sono più ascoltate di 440 che possono spendere 95 a testa o 60 che possono spendere 105 a testa.
Più andiamo avanti più gli stati che si mettono alla finestra sono grossi enpieno abitanti con manodopera al limite dell'infinito e e magari 1 laureato su 100 che però è l'elite dell'elite...
Possiamo dire quello che vogliamo ma è una tendenza normale più sei grande e ricco e più hai potere quindi suddividere l'Europa è stupido e controproducente.
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penso che sia un segnale di rinnovamento.
Nel 2013, quando si andò a votare i soliti partiti parlarono di rinnovamento... e non si è visto nulla.
Lo stesso alle europee: cambieremo tutto... e non si è visto nulla.
Al contrario delle parole (che servono solo a prendere voti per poi trovare le scuse più inimmaginabili "è colpa di quello che grida", "è colpa degli assenteismi", "è più difficile di quello che si creda", per arrivare alla presa per il culo "abbiamo cambiato tutto, non ve ne siete accorti?") penso che servano queste botte TREMENDE.
Prima la questione della Grecia, ora addirittura gli UK. Il clima in fermento anche da NOI. In Francia scendono in piazza per il Jobs Act (roba locale, certo, ma rimane sempre la questione: l'Europa a che serve?).
L'UK che manda a fare in culo il mondo (che poi finisca male o meno non mi interessa, ma poco ci credo, quelli sono in grado di vivere bene pure di sole patate, non chiedono elemosina a nessuno) è cosa ben diversa.
Stare dentro probabilmente avrebbe significato questo:
.............................................
ti ricordi l'anno scorso, 2 anni fa, 3 anni fa?
Bene, linea piatta. Questo è anche un bene? No.
Quando parli di suddividere l'Europa... ma te l'ho scritto: quale Europa? Io non la vedo. Quella finanziaria? E che razza di animale sarebbe?