Il referendum di indirizzo del 1989 in Italia si è tenuto il 18 giugno 1989 per sondare la volontà popolare in merito al conferimento o meno di un ipotetico mandato costituente al Parlamento europeo, i cui rappresentanti italiani venivano eletti contestualmente.
È stato il primo, e finora unico, referendum statale di indirizzo nella storia dell'Italia repubblicana.
Poiché la Costituzione italiana prevede testualmente, oltre ai referendum regionali (art. 123), solo tre tipi di referendum, quello abrogativo (art. 75), quello costituzionale (art. 138, c. 2) e quello territoriale (art. 132), l'indizione del referendum fu possibile con la preventiva approvazione della legge cost. 3 aprile 1989, n. 2[1], votata all'unanimità da entrambe le Camere.[2]
Privo di efficacia giuridica vincolante e ad oggetto impossibile, il referendum ha avuto una forte valenza plebiscitaria.[3]