non mi sembra un'argomentazione molto valida al limitare le politiche ambientaliste, semmai serve a ribadire che non e' abbastanza
Io dico che le politiche le devono fare tutti altrimenti chi le fa scarica le proprie emissioni su chi non le fa. Che è il sistema attuale.
Dire "In Europa dobbiamo fare maggiori sforzi per l'ecosostenibilità", quando forse siamo al top sul pianeta, e fottesegare chi scarica merda in mare perché è là che vado a spostare la mia produzione inquinante, è di un'ipocrisia grande come un pianeta...
Si ok, ma non capisco quindi vuoi aspettare che iniziano gli indiani e finché non lo fanno vuoi vivere in una discarica come a Delhi?
È stato fatto un voto EU non un voto Asia Union, hanno detto senza troppe discussioni: tra le tante cose esistono certe buste biodegradabili da oggi usate solo quelle.
E eliminate pure quel cazzo di cavo che per noi europei crea spazzatura e fa solo Apple ci fa cassa, che ha rotto il cazzo da quel dì (e l'abbiamo pure multata ciclicamente).
Ma cosa c'entra l'India in questo discorso? È polemica da cittadino che a parole da la colpa agli altri poi non fa un cazzo e butta le cicche per terra.
Il modello industriale è in finale lo stesso in tutto il mondo, anche se in EU è più rifinito, le porcate che fanno in Asia sono le stesse che fanno in EU e soprattutto USA fidati.
È vero sono tutti paraculi che fanno finta di essere green che altro, ma certe cose come queste leggi sono concrete, non puoi fare il paraculo se ti vietano di importare buste indistruttibili o cavetti lightning, cioè qualcosa tocca fare e non ci puoi dare addosso sulle basi dell'altro continente che sta ancora indietro
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se per fare un bicchiere qua devo rispettare 750 norme ambientali, il bicchiere mi costa 20. Se per lo stesso bicchiere fatto in india non devo rispettare mezza norma ambientale, produrre il bicchiere costa 0,5. Risultato: importiamo il bicchiere dall'india perchè costa 0,5, il bicchiere prodotto qua va fuori mercato, le aziende chiudono, si perdono posti di lavoro e per assurdo per produrre gli stessi bicchieri si inquina molto di più.
Ad oggi tutte le normative ambientali europee ed americane hanno avuto questi brillanti risultati.
La soluzione: mi vanno benissimo una serie di norme anti inquinamento, però mi devi mettere dei dazi del 2000% per i prodotti che arrivano da paesi dove con l'ambiente ci si puliscono il culo.
Ma chiaramente gli stessi che si masturbano con l'ambiente son gli stessi che gridano al fascismo se uno propone di mettere dei dazi sulla merce prodotta in paesi di merda come sono buona parte di quelli asiatici.
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Se avessero le nostre stesse normative ambientali fidati che non converrebbe più ordinare dall'altra parte del mondo.
E lo dico perché un mio amico lavora molto coi cinesi nel settore della moda, non appena hanno messo una stretta sulla concia delle pelli (scaricavano diretti in fiume/mare senza depurare) hanno chiuso praticamente tutto…
Si ma qua c'è una confusione di fondo. Sono d'accordo anche io che sto sistema di mercato globale sia una cagata pazzesca.
La legge sul cavo non c'entra un caz, non parla di made in eu o fabbriche ecologiche (lol)
Il voto sul caricatore elimina una roba tecnologicamente superflua e tipica da azione antitrust sulle basi della riduzione di spazzatura ovviamente in Europa.
Oggetto su cui abbiamo tutti una tassa, quindi concettualmente non vedo proprio dove lamentarmi se per una volta esce un qualcosa per snellire un processo che in finale è interamente pagato da noi
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Ultima modifica di ZaeN; 09-02-20 alle 18:55
menamago fassino a questo gli fa una pippa.
Per capire chi abbiamo lasciato decidere le sorti della nostra moneta, del nostro paese e delle nostre vite riportiamo alcune frasi tratte da un’intervista di una giovanissima Lucia #Annunziata a Beniamino #Andreatta, fautore del fallimentare divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro.In quegli anni la lira vinceva “l’oscar” come moneta più forte e responsabile del boom economico che Andreatta chiamava invece una “moneta di scarsa reputazione“.L’intervistato proponeva inoltre di “scaricare a 2000 chilometri dal parlamento italiano” – e quindi dal controllo del popolo italiano – “quella politica monetaria“.Secondo il ragionamento di Andreatta con l’euro avremmo risolto i problemi di svalutazione, con conseguenti problemi riguardo gli alti tassi d’interesse degli investitori. Sappiamo bene che è accaduto esattamente il contrario.Ci siamo ritrovati infatti con le sorti del nostro paese in mano allo #spread, che è proprio quel differenziare di rendimento dei tassi d’interesse che secondo Andreatta esisteva con la lira e sarebbe poi scomparso entrando nell’unione monetaria.“L’economia italiana avrà una grossa pressione a investire di più“, disse inoltre a Lucia Annunziata: non è mai successo; “le famiglie acquisteranno case e produrranno una domanda aggiuntiva nell’edilizia“, il settore edilizio è oggi quello che ha subito maggiormente le nefaste conseguenze dell’euro, “i comuni avranno più flussi di cassa per poter fare opere pubbliche“, il patto di stabilità interno ha totalmente cancellato questa possibilità come hanno denunciato diversi sindaci.Andreatta conclude l’intervista annunciando uno sviluppo di stabilità. Come pensate che sia andata?Non ne azzeccò nemmeno una, ma un motivo c’era.In seguito rivelò infatti la sua malafede da Bruno #Vespa, svelando che nel mirino ci sono i lavoratori, i loro salari e proponendo regole europee per limitare il posto fisso e promuovere la mobilità del lavoro.
https://www.youtube.com/watch?v=OkOAf7lCc_Y
e comunque beniamino una fava, mai nome fu meno azzeccato.![]()
Ultima modifica di Salutava Sempre; 11-02-20 alle 13:40
"Un euro oggi sarà un euro anche domani, il suo valore è stabile." (Nonno Banchiere)
"L'han deciso i ricchioni e io devo accettarlo" EELST
Motus in fine velocior
io non ci vivo nel vicentino. Cosa succede da quelle parti?
Succedevano tutte quelle cose tipiche di un'economia in fortissima espansione senza alcuna vigilanza: un letamaio.
Ricordo il mio prof di disegno tecnico che scherzava dicendo come nella Valle del Chiampo si poteva piantare in terra un palo di acciaio e ne usciva cromatoIl fatto è che in quella zona è pieno di concerie e negli anni '60/70 o anche prima scaricavano tutta la merda direttamente senza depurarla. Che è quello che facevano in Cina fino a l'altro ieri.
Oppure ricordo quando l'ex geometra comunale di Vicenza (pace all'anima sua) bloccò i lavori per la costruzione dei nuovi uffici della Zambon vicino al casello di Vicenza Ovest: durante gli scavi per le fondazioni c'era la gente che si voltava via per le esalazioni dal sottosuolo
Quando parli della Cina è come parlare del Veneto in un futuro distopico, con l'evoluzione tecnologica che avanza ma con metodi di lavoro/mentalità/strutture sociali ferme a 60 anni fa… Qua c'era gente che vendeva i campi e tirava su una fabbrica, guadagnando 100 volte tanto ma coi metodi di quando spalava il letame in stalla. E poi te li vedi al bar alle 17:00 puntualissimi per il torneo giornaliero di briscola: li riconosci perché hanno parcheggiato il Ferrari o l'AMG GT-R in mezzo ai trattori![]()
Ci sarà una bella arietta frizzantina come c'era a Santa Croce sull'Arno fino a metà anni '90...
Ovunque sia Italia o fuori fabbriche = scarti (byproducts) che vanno a zozzare e intossicare tutto il circondario e oltre.
Fuori fanno le stesse cose che fanno in Europa solo che moltiplicato per 5 volte almeno.
Cioè parliamo di EU come un paese avanzato come Olanda dove dall'alto della loro intellettualità vanno in giro in bici wifi ovunque e poi letteralmente pranzano con un sandwich freddo pane e formaggio e cenano con una porzione da 300g di patatine fritte (ne fanno tonnellate quotidianamente dove caz finisce o finiva tutto l'olio marcio? Avoglia te a prendere per il culo lo street food asiatico). E al tramonto di questo Sanremo possiamo fare gli stessi conti in Italia considerando il degrado totale non solo culturale che sta accadendo.
Al massimo (nota: non sono aggiornato sul pezzo) vietano certi processi, es. polli letteralmente di merda degli usa, ma è un giocoforza vuoi un mondo industrializzato per fare $$$ e vendere la nuovissima bassa moda primavera 2020 = crei merda da qualche parte del mondo
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Ultima modifica di ZaeN; 12-02-20 alle 12:03
Piano adesso, le porcate inenarrabili venivano fatte negli anni '70 quando non c'erano le attuali normative ambientali e di conseguenza i controlli. Adesso ancora prima di partire ti controllano anche i peli del culo. Se poi le aziende piccole in qualche modo raggirano i controlli e sganciano in fogna, quello è il classico stile peracottaro…
Giusto l'altra settimana hanno stangato un po' di aziende che fanno spurghi perché svuotavano le cisterne in fognatura quando invece devono smaltire in appositi centri. Robe che si vedono in tutta Italia eh, però alla fine li hanno beccati e spero gli facciano un culo tanto.
Però nel mio paese c'è uno stabilimento dell'AIA dove di merda da depurare e smaltire ne hanno a tonnellate… Qualche mese fa c'era l'acqua dei rubinetti che puzzava di merda, con famiglie che proprio non potevano più farsi la doccia in casa propria perché uscivano che puzzavano più di prima
Quelli delle Acque Vicentine (l'azienda che ha in gestione la rete) sono stati 3 settimane a fare controlli su controlli e manovrare le linee per capire dov'era il problema e la prima che hanno controllato è stata proprio l'AIA…
Nel proprio piccolo TUTTI fanno la propria porcata quotidiana ma a certi livelli no. Se poi le fanno è giusto che si proceda con la distruzione anale.
Brexit: N26, Ford e Honda lasciano il Regno Unito
N26 e due grandi aziende del settore automobilistico lasceranno l’Inghilterra a causa delle conseguenze della Brexit
Sono differenti le ragioni alla base ma il risultato è lo stesso: in seguito alla Brexit Honda, Ford e la banca online N26 lasceranno il Regno Unito. L’incertezza commerciale e la mancanza di legislazione adeguata sono solo alcune delle motivazioni che hanno portato questi grandi nomi nel loro settore di pertinenza a una decisione così drastica.
N26 non potrà operare a causa della Brexit
La banca online tedesca, diffusa in tutta Europa e negli Stati Uniti, ha comunicato ai suoi clienti che lascerà la Gran Bretagna perché una volta entrata in vigore definitivamente la Brexit non possiederà più una licenza per operare in loco. N26 è stata lanciata in Inghilterra nell’ottobre del 2018, circa sei mesi prima della data che era stata inizialmente concordata per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: in quel momento non sembravano sussistere problematiche legate all’indipendenza occupazionale della banca.
Ora, come ha spiegato l’istituto, “con il Regno unito che ha lasciato l’Europa alla fine di gennaio, noi non saremo più in grado di operare sul territorio con la nostra licenza bancaria europea. Quindi vi stiamo scrivendo per condividere il fatto che lasceremo la Gran Bretagna chiudendo le nostre sedi”.
N26 ha poi comunicato che tutte le attività britanniche avranno fine il prossimo 15 aprile, invitando i clienti a trasferire i propri fondi su conti alternativi.
Anche Ford e Honda costretti a rivedere presenza
La banca virtuale non è la sola che si è trovata a doversi destreggiare con la Brexit e l’incertezza commerciale e legislativa che l’accompagna. Anche due grandi nomi del settore delle automobili come Honda e Ford hanno reso noto che lasceranno il Regno Unito: toccherà prima all’azienda americana che ha già fatto sapere che smetterà di produrre nello stabilimento di Bridgend nel settembre del 2020. Lo stesso destino sarà riservato alla Honda per ciò che concerne la sua struttura a Swindon: in questo caso la dismissione è stata annunciata per il 2021.
La Brexit, invocata da molti per riportare la Gran Bretagna ai grandi fasti dell’impero rischia al contrario, se gestita in modo non idoneo, di affossare economicamente il regno di Elisabetta II. La mancanza di certezze e l’impossibilità attuale di riuscire a trovare un valido accordo commerciale tra Regno Unito e Unione Europea sta spingendo molte realtà societarie e industriali a rivedere i loro piani di permanenza sul territorio britannico.
Nel caso delle due aziende automobilistiche la Brexit si è rivelata un nemico duro da combattere fin dall’annuncio dei risultati del referendum, causando numeri drasticamente in discesa sia per ciò che riguarda le vendite che gli investimenti negli ultimi anni.
Per ciò che concerne la banca tedesca il problema è invece di tipo legale: in ogni caso sedi verranno chiuse e persone perderanno il proprio lavoro.
https://www.money.it/brexit-N26-ford...no-regno-unito
Mah.