Allora, la strada può essere anche giusta, il problema sono le tempistiche e le modalità.
Tempistiche, si parla di 12 anni, c'è una rete di ricarica da mettere in piedi (adeguata), in italia si è partiti tardi e si sta facendo con il culo, una rete che è già vecchia...
Oltre che l'energia bisogna produrla, e finchè si produce brucando gas e carbone il problema si sposta di poco.
Un altro problema delle tempistiche "strette", è che si va sull'elettrico, ma l'elettrico che c'è ora...che non è detto sia la soluzione migliore, tempi più lunghi darebbe modo anche di sviluppare tecnologie alternative, per esempio, per ora si da per scontato il sistema di ricarica da colonnina, ma ci sono allo studio soluzioni a batterie intercambiabili che darebbero diversi vantaggi, ma ancora acerba e manca uno standard condiviso...
Tempi più lunghi darebbe modo insomma di affermare anche altre soluzioni...
Oltre che appunto anche portare il limite dell'abbattimento delle emissioni dal 100% al 90% per il 2035 renderebbe il tutto meno "affannoso".
L'idea mia è che come per la transizione energetica per la produzione di elettricità, che si era partiti con una prima impostazione molto estrema (niente gas, niente nucleare niente biomasse ecc), si è poi arrivati a una soluzione molto più "realistica".
Per me si è voluto dare un forte impulso in una direzione per dare un segnale e smuovere l'industria un po' in modo consapevole e e con una buona dose di scelte "idealiste", ma poi nel corso dei prossimi anni la cosa sarà ammorbidita scendendo a patti con la realtà.
Anche perchè il piano funziona se in europa si parte anche con la costruzione delle fabbriche per la produzione di batterie, di microchip (almeno quelli di fascia alta), pannelli solari ecc..
E la cosa andrà finanziata, spinta e tutto il resto, anche in risposta a quello che sta facendo gli USA con IRA.






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