La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare estero"

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Discussione: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare estero"

  1. #1

    La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare estero"

    L'assessore regionale all'Ambiente, Stefano Mai, lancia un appello ai liguri e ai genovesi: "Salvate il latte della Liguria - invoca- acquistate il latte al distributore di latte crudo più vicino a casa, solo così sosterrete la produzione locale e salverete un importante comparto dell'economia ligure".

    L'intervento dell'assessore Mai segue la decisione del mancato rinnovo, da parte di Parmalat, del contratto per l'acquisto di latte dalla Cooperativa Val Polcevera. "Ho seguito le vicende con Parmalat - dice Mai - l’azienda, dopo lunghe trattative, alla fine ha deciso di non prorogare l’accordo precedente con la Cooperativa. È necessario rendere al più presto obbligatoria la tracciabilità delle materie prime utilizzate per i prodotti lattiero-caseari: sarebbe un primo passo, ma la soluzione potrebbe venire da una completa riprogettazione del sistema. Se non sarà invertita l'attuale tendenza, i nostri allevatori saranno destinati ad abbandonare le attività con conseguenze disastrose per la nostra regione, sia sul piano economico-occupazionale, sia per l'abbandono del territorio".

    Dove acquistare, dunque, il latte "nostrano" e sostenere i produttori locali? A Genova il latte dei produttori genovesi è acquistabile nei distributori-erogatori di latte crudo che si trovano a Bolzaneto, nel circolo di acquisto solidale, nei mercati comunali coperti di Terralba, piazza Romagnosi, mercato del Carmine, in via Varenna a Pegli. A Campo Ligure, in via don Minzoni. A Casella, in via Aldo Moro. A Busalla, in piazza Macciò. A Rossoglione, in via Roma.
    A Masone, in via Vittorio Veneto. A Campomorone, in via Martiri della Libertà. E ovviamente presso le aziende zootecniche della Valle Stura, Scriva, Aveto e Polcevera.
    Corre sui social la “rivolta” dei Consumatori alla decisione del colosso del latte Lactalis, proprietaria del marchio Parmalat e Latte Oro, di non acquistare più il latte dagli allevatori della Liguria perchè rifiutano di vendere il loro prodotto a 25 centesimi al litro, meno di quanto costi produrlo.
    Ufficialmente si tratta di un contratto “scaduto” e che va rinnovato ma la condizione per proseguire nel rapporto e per continuare a veder ritirato il latte è quella di accettare i nuovi prezzi.
    I Consumatori stanno diffondendo la notizia della protesta degli allevatori e invitano a boicottare i prodotti anche perchè, se il latte non proviene dalla Liguria, certamente deve essere importato da molto lontano e non può avere le stesse caratteristiche di qualità che avrebbe se provenisse “a chilometro zero”.
    I dubbi si concentrano soprattutto sulla possibilità che il colosso francese acquisti latte nell’Est Europa dove i costi di produzione sono più bassi ma anche dove le garanzie sono inevitabilmente più basse per via di regolamenti e leggi meno “severe” su alimentazione degli animali e provenienza dei mangimi.
    I produttori hanno deciso di aprire una vertenza contro Lactalis e i suoi marchi Parmalat e Centrale del Latte (Latte Oro) e preferiscono gettare il latte nelle concimaie piuttosto che accettare condizioni capestro che ucciderebbero comunque il settore.
    Il latte viene rivenduto con un ricarico di oltre un euro al litro e l’intera filiera della produzione è in rivolta perchè l’azienda non accetta di ripartire più equamente l’incasso delle vendite.
    Al fianco degli allevatori scendono in piazza i rappresentanti dei Comuni e della Regione Liguria ma soprattutto i consumatori finali, le famiglie che acquistano e consumano il latte.
    Su Facebook e sui social si diffondono le notizie della protesta e si invita all’acquisto del latte crudo che è ormai disponibile in tutti i mercati rionali e in molte zone commerciali e che garantisce un ricavo maggiore ai produttori e, soprattutto, maggiori garanzie di qualità e sicurezza del prodotto sotto il profilo alimentare.
    Alcuni siti come Milk map forniscono informazioni sulla rete di distribuzione del latte crudo.

    “Se il latte genovese finisce nel letame, nel vero senso del termine, è grazie alle assurde politiche europee che hanno permesso l’ingresso in Italia di imponenti quantitativi di latte dall’estero a costi molto bassi, innescando una concorrenza sleale che sottopone oggi i nostri produttori a ricatti economici e porta alla distruzione del settore. Con prezzi al litro che raggiungono addirittura i 10 centesimi, cioè neppure la metà del costo di produzione, i nostri produttori non possono andare avanti. È necessario rendere al più presto obbligatoria la tracciabilità delle materie prime utilizzate per i prodotti lattiero-caseari: sarebbe un primo passo, ma la soluzione potrebbe venire da una completa riprogettazione del sistema. Se non sarà invertita l’attuale tendenza, i nostri allevatori saranno destinati ad abbandonare le attività con conseguenze disastrose, oltre che sul piano economico-occupazionale, anche di abbandono del territorio”. Lo dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, intervenendo in merito al mancato rinnovo del contratto da parte di Parmalat per l’acquisto del latte dei produttori della Cooperativa Val Polcevera.
    “In questi giorni ho seguito le alterne vicende sull’accordo commerciale con Parmalat – spiega l’assessore Mai – su cui era parso anche potesse aprirsi uno spiraglio, ma che poi non si è concretizzato. In scadenza di contratto, l’azienda ha infatti deciso di non prorogare l’accordo precedente con la Cooperativa, offrendo una cifra a litro, 25 centesimi, decisamente inferiore rispetto al costo di produzione che si aggira sui 36 a cui se ne devono aggiungere 9 per le spese di trasporto. I produttori soci della Cooperativa Val Polcevera si trovano quindi costretti a gettare letteralmente via il latte delle proprie mucche con un danno incalcolabile.




    Meno male l'itaglia si impegnava nella salvaguardiah del prodottoh italianoh!! 1!
    Rotfl

    Cosa ne pensate?
    Cosa

  2. #2
    Marotta Vattene L'avatar di MrVermont
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Aspetta che ti mando un dinofly a caso che ti elenca la bellezza della globalizzazione e che ti spiega che se non riescono a vendere il latte a quel prezzo senza rimetterci è colpa loro che non sono competitivi

    Inviato dal mio SM-G903F utilizzando Tapatalk

  3. #3

    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da MrVermont Visualizza Messaggio
    Aspetta che ti mando un dinofly a caso che ti elenca la bellezza della globalizzazione e che ti spiega che se non riescono a vendere il latte a quel prezzo senza rimetterci è colpa loro che non sono competitivi

    Inviato dal mio SM-G903F utilizzando Tapatalk
    La globalizzazione, maledetta e benedetta

    Da domani comunque andrò a comprare il latte crudo che tanto ho un distributore vicino

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Pinhead81
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Dato che il problema di fondo è il costo estremamente più basso del latte "estero" rispetto al nostrano, per voi le colpe quanto sono da dividere tra "gli shdadi che pagano poco i lavoratorih senza tutele come cinesi" e "gli itagliani che tra tasse, inefficienze, sindacati hanno aziende con costi produttivi superiori al 99% dei corrispettivi eshderi"?
    Inoltre, a vostro avviso quando è che la concorrenza si può definire *sleale*?
    Ultima modifica di Pinhead81; 10-04-16 alle 11:14

  5. #5
    Disagio&Disagi, Inc. L'avatar di Moloch
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    si invita all’acquisto del latte crudo che è ormai disponibile in tutti i mercati rionali e in molte zone commerciali e che garantisce un ricavo maggiore ai produttori e, soprattutto, maggiori garanzie di qualità e sicurezza del prodotto sotto il profilo alimentare.
    no dai, cristosanto

  6. #6
    Senior Member L'avatar di Pinhead81
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Ah, non avevo letto quel passaggio. Tutte le fisime su qualità del prodotto, km zero, maggior sicurezza ecc sono, appunto, fisime ad avere il tempo le smonterei una per una.

  7. #7
    Disagio&Disagi, Inc. L'avatar di Moloch
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    ma come, non sei ansioso di provare una bella brucellosi? è naturale, non fa mica male come le diavolerie kymyke di pasteur

  8. #8

    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Comunque immagino che non ci siano i furbi che bevono direttamente il latte crudo, la mia frase era naturalmente una provocazione lol

    Tralasciando le varie stronzate, come mai il latte viene a costare meno all'estero?
    Perché appunto secondo me c'è un insieme di cose che fa lievitare il tutto come detto da pincoso

    Quindi.. L'allevatore locale che colpe ne ha?
    Deve cambiare lavoro?

    Edit
    Tanto per, visto che si parla di Pasteur un articolo carino da leggere alla portata di tutti http://bressanini-lescienze.blogauto...-di-una-volta/

    Sulla qualità/sicurezza del latte pastorizzato rispetto al latte crudo penso siamo tutti d'accordo
    Nel senso bollire il latte crudo ok serve per i batteri ecc ma anche la qualità va a perdere rispetto ai cartoni dei supermercati
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 10-04-16 alle 12:43

  9. #9
    Senior Member L'avatar di Pinhead81
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per c

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Quindi.. L'allevatore locale che colpe ne ha?
    Deve cambiare lavoro?
    L'allevatore non ha colpe dirette, così come non ne ha la piccola cartolibreria sotto casa alla quale hanno aperto a 100m il centro commerciale Euroma2 con 150 negozi. Purtroppo se non sei in linea con il mercato sei costretto a chiudere/soccombere (sempre se sei privato e non godi di incentivi shdadali perchè sì). A ostia 10 anni fa aprirono un Magazzini Ferri a 50m, che potevo fare? Dargli fuoco?

    EDIT: non googlate, non lo feci.

  10. #10

    dgfd

    Citazione Originariamente Scritto da Pinhead81 Visualizza Messaggio
    L'allevatore non ha colpe dirette, così come non ne ha la piccola cartolibreria sotto casa alla quale hanno aperto a 100m il centro commerciale Euroma2 con 150 negozi. Purtroppo se non sei in linea con il mercato sei costretto a chiudere/soccombere (sempre se sei privato e non godi di incentivi shdadali perchè sì). A ostia 10 anni fa aprirono un Magazzini Ferri a 50m, che potevo fare? Dargli fuoco?

    EDIT: non googlate, non lo feci.
    No ma che fuoco e fuoco rotfl

    Giusto per parlare nella discussione, per fare un discorso sull'argomento

    Come già detto la globalizzazione è una terribile e bell'arma a doppio taglio, se da una parte i prodotti e i servizi diventano (in teoria) più accessibili per tutti e a prezzi minori, dall'altra c'è la realtà dei produttori locali che non riescono a tenere il passo: la soluzione quindi quale potrebbe essere?
    In teoria in futuro i produttori locali scompariranno?
    Ragionando come azienda, ovviamente cerco di spendere meno e sarei il primo a comprare tutto dall'estero in barba all'etica e morale

    Quindi, il problema allora sono i costi spropositati, le tasse ecc come hai detto tu


    Sul discorso dei prodotti a km 0 sono d'accordo con chi dice che spesso anche li c'è una speculazione con aspetti anche negativi (prodotti naturali ma con qualità magari minore di quelli "delle catene industriali"), però per alcuni prodotti non vedo dove sia il problema a comprarli e quali siano i problemi sulla sicurezza

    Nel senso mi spiego facendo degli esempi personali: spesso e volentieri compro prodotti locali (es. frutta e verdura di stagione, miele, uova e alcune volte la carne ecc) da amici coltivatori/allevatori, toccando con mano la qualità e verificando che appunto sia fatto tutto in regola ecc, andando quindi anche a risparmiare parlando di soldoni rispetto ad alcuni prodotti da supermercato. Cosa voglio dire con questo? Che secondo me bisogna si cercare di comprare i prodotti locali, ma con razionalità, non bisogna però discriminare ecco

    Ovviamente anche per un discorso di comodità e pigrizia, grazie alla globalizzazione c'è pure meno sbattimento nel comprare, quindi alla fine fottesega, andare al supermercato è x volte più vantaggioso per alcuni parametri

  11. #11
    Senior Member L'avatar di Pinhead81
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Pensa che qui i prodotti Km zero, (finti) bio, del fattore dietro casa, ecc costano il DOPPIO di quelli normali per un incentivo di qualità che onestamente si sente sì, ma solo su determinate categorie e non così tanto (lo dico da professionista del settore, tra le varie carte false rinnovo anche le certificazioni BIO mentre passano i biplani col napalm)

  12. #12

    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da Pinhead81 Visualizza Messaggio
    Pensa che qui i prodotti Km zero, (finti) bio, del fattore dietro casa, ecc costano il DOPPIO di quelli normali per un incentivo di qualità che onestamente si sente sì, ma solo su determinate categorie e non così tanto (lo dico da professionista del settore, tra le varie carte false rinnovo anche le certificazioni BIO mentre passano i biplani col napalm)
    Si si appunto dico che ci vuole un approccio razionale, io per i prodotti che prendo vado solo da chi conosco conoscendo l'andazzo rotfl

    Un prodotto per esempio parlando di "qualità" che non riuscirei a eliminare del tutto, sono le uova cagate dalle galline delle campagne su da me

    Tra l'altro il fenomeno dei prodotti bio, comparso da poco pure nei supermercati è naturalmente un vero e proprio business con costi come hai detto tu maggiori

  13. #13
    Senior Member L'avatar di iWin uLose
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da Pinhead81 Visualizza Messaggio
    Inoltre, a vostro avviso quando è che la concorrenza si può definire *sleale*?
    Sleale è dir poco, io sono dell'opinione del comunista Oscar Giannino, il quale sostiene che quando le condizioni di lavoro/sicurezza/etc sono diverse per ordini di misura, la concorrenza non esiste proprio.

  14. #14
    Marotta Vattene L'avatar di MrVermont
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da iWin uLose Visualizza Messaggio
    Sleale è dir poco, io sono dell'opinione del comunista Oscar Giannino, il quale sostiene che quando le condizioni di lavoro/sicurezza/etc sono diverse per ordini di misura, la concorrenza non esiste proprio.
    This.

  15. #15
    koba44
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    C'è poco da fare: tante aziendine piccole non riescono a fare economie di scala per produrre e vendere ai prezzi praticati in Francia o in Germania.

    Il paventare l'arrivo di latte rumeno mi pare più che altro terrorismo verbale.

    Se vogliamo proprio tracciare il pelo dell'uovo facciamolo pure, ma non cambierebbe niente.

  16. #16
    Senior Member L'avatar di iWin uLose
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Nelle città principali comunque ci sono molti distributori di latte crudo, per chi non vuole consumare latte di provenienza ignota.

    http://www.milkmaps.com/

  17. #17
    Armchair general L'avatar di Jaqen
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da iWin uLose Visualizza Messaggio
    Sleale è dir poco, io sono dell'opinione del comunista Oscar Giannino, il quale sostiene che quando le condizioni di lavoro/sicurezza/etc sono diverse per ordini di misura, la concorrenza non esiste proprio.
    Corretto, il libero mercato sussiste se le regole del gioco sono valide o quantomeno comparabili per tutti i partecipanti coinvolti.



    In ogni caso nella questione latte è sopratutto una conseguenza dell'interventismo UE: come nel 99% dei casi nella storia, imporre limiti e quote di produzione dall'alto su mercati eterogenei tende vagamente a sputtanare i suddetti

  18. #18
    koba44
    Guest

    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Il latte è veleno!1!! (cit.)

  19. #19
    koba44
    Guest

    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da Jaqen Visualizza Messaggio
    Corretto, il libero mercato sussiste se le regole del gioco sono valide o quantomeno comparabili per tutti i partecipanti coinvolti.



    In ogni caso nella questione latte è sopratutto una conseguenza dell'interventismo UE: come nel 99% dei casi nella storia, imporre limiti e quote di produzione dall'alto su mercati eterogenei tende vagamente a sputtanare i suddetti
    Le quote le hanno appena tolte per cui è arrivato tanto latte straniero buono e a prezzi stracciati.

    Le regolamentazioni sono venute meno, in questi caso.

  20. #20
    Armchair general L'avatar di Jaqen
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    Re: La rivolta del latte in Liguria "Parmalat non rinnova con i locali per comprare e

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Le quote le hanno appena tolte per cui è arrivato tanto latte straniero buono e a prezzi stracciati.

    Le regolamentazioni sono venute meno, in questi caso.
    Sì, ma il fatto stesso che fossero in posizione in prima battuta ha contribuito a creare questo squilibrio.

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