stupidità, cattiveria, codarderia. C'è tutto.
https://m.facebook.com/AdottaUnAnalf...902711/?type=3
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:rotfl:
enjoy gli effetti del munifico jobs act di cui si parlava poche pagine fa:
http://torino.repubblica.it/cronaca/...-C4-P1-S1.4-T1
con contorno di dichiarazioni indignate da parte di chi ha approvato le leggi che lo rendono possibile :bua: :facepalm:
ma se l'azienda non ha altre mansioni da affidargli che deve fare, pagarlo per timbrare il cartellino per altri 5 anni? posto che sia da vedere se sia cosi' o meno.
ma il jobs act che c'entra?
Prima del jobs act, il licenziamento perché dopo il cancro non puoi più fare lavori pesanti e altro da fare non c'è, e' un licenziamento illegittimo con reintegro automatico.
Dopo, al dipendente licenziato resta la strada del risarcimento economico che però è max 2 anni e gliene mancano 5 alla pensione.
Al poveraccio altro non resterà che fare un accordo per cui l'impresa gli versa i contributi per i 5 anni che mancano e lui si arrangia con qualche lavoretto in nero.
Funziona bene il jobs act :snob:
Con il jobs act lo deve dimostrare il dipendente, che non è vero:bua:
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Fidati che prima qualsiasi giudice di fronte a una carognata del genere ti avrebbe reintegrato d'ufficio. Anzi probabilmente l'azienda non ci avrebbe neanche provato per non pagare inutili spese processuali
resta il fatto che se l'azienda davvero non ha un posto da dargli perché lo dovrebbe tenere?
No zhuge il licenziamento gmo si ha quando tu riorganizzi la produzione e questo porta esuberi, e anche lì devi dimostrare che hai selezionato i lavoratori da licenziare con criteri non discriminatori. Scegliere di licenziare proprio solo quello che ha avuto il cancro ti sembra non discriminatorio? :asd: Andiamo su, non voglio offendere nessuno ma avete una concezione del mondo dei rapporti di lavoro formata sui romanzi di Dickens:asd:
Mai sentito parlare di corporate social responsibility? Il ruolo che la società oggi chiede alle imprese sopra la dimensione micro (dove effettivamente e' difficile reimpiegare un lavoratore non più adatto) non è più quello del profitto ad ogni costo in spregio a qualsiasi etica, lasciate che ve lo dica uno che ha fatto studi di management (mannaggiamment :bua: )
Se l'azienda non ha niente da fargli fare e' una motivazione che può essere usata a valle di una riorganizzazione complessiva del processo produttivo: Altrimenti per le aziende soggette alla tutela dell'art. 18 non è ammessa, proprio per evitare licenziamenti selettivi come questo, che fanno dei lavoratori carne da macello senza diritti. Ma ciò appunto valeva prima, con i contratti indeterminati vecchio stile.
Nella magnifica italia di pinocchio Dickens torna tra gli autori di più stretta attualità :applauso:
Sono anche d'accordo, ma poi non mi si venga a dire che il dipendente deve sbattersi oltre il dovuto per l'azienda.
Alle 18.00 si timbra il cartellino e arrivederci. Se hai bisogno che faccia degli straordinari attaccati al cazzo e al limite assumi più gente.
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ah ok, quindi il privato deve fare da ente assistenziale per le carenze del pubblico? ok buono a sapersi :bua:
Boh, io ero convinto che per i contratti vecchi le regole del job act non fossero valide
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eh, ma se mi dici che una ditta non deve licenziare uno che ritorna da una malattia che lo ha reso inadatto a continuare il lavoro e per il quale non ha altre mansioni disponibili quello è. deve fare da stato sociale. cosi' poi magari si becca pure una sanzione perché se chiudi un dipendente in una stanza a non fare nulla diventa mobbing.
qua, almeno per quanto ne so, non c'e' neanche la discussione se un posto da dargli ci sia o meno (che è l'unica che avrebbe un senso). si dice chiaramente che quell'uomo non s'ha da licenziare. punto. di gradazioni della realta' nel polverone che è nato non ce ne sta manco l'ombra.
Come ho detto, anche prima del giobs act era possibile licenziare un dipendete per gmo provando la sopravvenuta inidoneità psicofisica. In questo caso non occorre la riorganizzazione, occorre provare che il dipendente è fisicamente inidoneo a qualsivoglia mansione che possa essergli utilmente assegnata.
Sentenza a caso:
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Nel caso di sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore, ricade sul datore di lavoro l’onere della prova che non gli è possibile impiegarlo in mansioni equivalenti in un ambiente compatibile con il suo stato di salute; sul medesimo datore incombe poi anche l’onere di contrastare eventuali allegazioni del dipendente, nei cui confronti è esigibile una collaborazione nell’accertamento di un possibile repêchage in ordine all’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli possa utilmente essere ricollocato. (Cass. 10/3/2015 n. 4757, Pres. Macioce Rel. Buffa, in Lav. nella giur. 2015, 635)
A chi era già dipendente il (mi pare) 23 marzo 2015 continuano ad applicarsi le tutele previgenti, cioè l'art. 18 come riformato dalla Legge Fornero, quindi rimane prevista la reintegrazione anche per il caso di manifesta insussistenza bla bla bla. Dopo il giobs act la reintegrazione è possibile per tutti gli assunti posteriori solo in caso di licenziamento inesistente e licenziamento discriminatorio.
Parlo del privato, per il pubblico (che fu la mia materia di elezione; ah, bei tempi) fino a che la Madia non ci metterà mano continuano ad applicarsi non solo le regole previgenti al giobs act, addirittura quelle previgenti alla Legge Fornero.
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eh, una volta forse :bua:
Concordo con Zhuge, per il semplice fatto che è capitato 4 anni fa ad un mio amico falegname (con tanto di diploma).
Assunto in una falegnameria, lui era addetto al rifacimento tetti e seguiva tutto l'iter dei lavori sia in azienda che in cantiere. Il titolare doveva licenziare alcuni dipendenti per esubero ma non poteva. Fatalità, alla visita medica in azienda il dottore gli riscontra un non specificato problema cardiaco che di fatto lo rendeva inadatto al lavoro. Neanche una settimana dopo il datore di lavoro gli annuncia che deve licenziarlo.
Ovviamente il mio amico va a prenotare gli accertamenti ma fra una cosa e l'altra passano 2 mesi e dopo le visite salta fuori che è sano come un pesce. Cristo, figlio di pastori di montagna, ha passato l'infanzia fra vacche, letame e bestemmie, è il punto d'incontro fra l'uomo ed il carro armato. Però nel frattempo l'unica sua alternativa è stata quella di mettersi in proprio perchè stando alla visita medica non poteva essere assunto in un'azienda di falegnameria.
Adesso fa lo stesso lavoro di prima...
Sacramen ha un aneddoto per ogni circostanza, è incredibile :asd:
Cmq.é crollato un ponte. Il secondo in un anno. Immagino per cattiva manutenzione. Ci sono morti. Dove vogliamo.andare...
eh, ma appunto come dicono le sentenze è (era) onere del datore di lavoro provarlo, sennò parte (partiva) il reintegro al volo.
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la mia azienda di dipendenti ne ha 13.500.
e a girarsi i pollici perchè amici dei mammasantissima, pericolosi o semplicemente matti ce ne sono parecchi.
ti assicuro che ci sarebbe da sgobbare come muli per tutti (e anche per molti altri giovani che oggi sono a spasso).
medico competente che dice che non è idoneo alle mansioni cui potrebbe essere adibito...
comunque è difficile valutare il caso di specie sulla base delle mere illazioni giornalistiche; sappiate soltanto che si può (come si poteva in passato) essere licenziati per inidoneità psicofisica
come peraltro si può essere licenziati anche per scarso rendimento, sebbene i giudici non conoscano queste due parole :asd:
e per i lavoratori già assunti prima dell'entrata in vigore delle tutele crescenti, se il datore non prova il gmo, è ancora così; comunque tu stai spostando il discorso sul piano probatorio, mentre la tua prima affermazione suggeriva che il licenziamento in discussione fosse un licenziamento discriminatorio (per motivi di salute), cosa che nella specie potrà anche essere, ma che ORA come allora conduce ugualmente alla reintegrazione, non ad una conseguenza diversa
il licenziamento per gmo invece ha tutela differente, perché l'assunto post giobs act subisce le tutele crescenti, mentre l'assunto pre giobs act no; ovviamente parliamo dell'ambito di applicazione delle tutele reali (15+ dipendenti); resta il fatto che se uno è inidoneo nessuno può impormi di stipendiarlo ugualmente
magari non ho capito niente io. ma io ho capito che prima del JA l'onere della prova del non discriminatorio stava al datore di lavoro, dopo il JA la prova del discriminatorio sta in capo al lavoratore licenziato. come dire che il lavoratore licenziato deve conoscere il funzionamento di tutta l'azienda, per trovarsi da sè un posto dove potrebbe ancora lavorare, che è ovviamente MOLTO diverso dal fatto che l'imprenditore dimostri che non c'è modo di impiegarlo: l'asimmetria informativa, come si dice, è evidente, e si traduce sostanzialmente in una perdita di diritti per tutti i lavoratori (tutti: sia quelli che mantengono il contratto con l'art. 18 sia quelli senza). non voglio fare polemica, o sostenere partiti presi, voglio capire. sbaglio? dove? grazie in anticipo per la pazienza.
amica con un paio di negozi (<10 dipendenti ergo nulla c'entra art.18 et similari) assume un fattorino per portare la merce tra grossisti e negozi.
Dopo 6 mesi presenta certificato che attesta che non può sollevare alcun carico.
Licenziamento>causa>10k euro
ergo credo che dipenda comunque dal giudice
@ronin
stai confondendo il discriminatorio con il gmo e l'obbligo di repechage
per quanto riguarda il discriminatorio, sia prima che dopo il giobs act il lavoratore che impugna un licenziamento discriminatorio o ritorsivo deve provare la natura discriminatoria o ritorsiva
per quanto riguarda l'obbligo di repechage nel licenziamento per gmo, spetta sempre al datore dimostrare il motivo oggettivo e l'impossibilità di repechage; in passato una corrente giurisprudenziale aveva cercato di attenuare l'onere diabolico a carico del datore (è oggettivamente difficile provare che non si può ricollocare altrove il lavoratore), imponendo al lavoratore di indicare lui in che mansioni poteva essere ricollocato e di conserva al datore di lavoro di provare che in quelle mansioni il lavoratore non poteva essere ricollocato; col giobs act nulla è cambiato a livello normativo, mentre la cassazione sta pian piano ritornando alla concezione rigida dell'onere della prova, riponendolo tutto addosso al datore di lavoro (in ottica dunque più garantista per il lavoratore)
http://www.ilsole24ore.com/art/norme...C&refresh_ce=1
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nel diritto del lavoro questo è molto vero :sisi:
umm... l'onere diabolico... allora hanno ragione quelli che dicono che gli avvocati sono il male :smugranking:
Nel frattempo Silvio è sempre più una statua :asd:
https://assets.bwbx.io/images/users/...v1/1000x-1.jpg
Vecchi che non accettano di invecchiare. Che tristezza.
Ma repechage è italiano?
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grazie del chiarimento
bisogna che qualcuno gli dica di passare dai faceless man a braavos
La oerlikon ha ritirato il licenziamento.
È stato spedito a sua insaputa.
E non sto scherzando :facepalm:
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