curiosita'
Legalmente non era vietato fotografare strutture militari ? E dato che la caserma in questione risulta domicilio del militare, non e' violazione della privacy ?
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Legalmente non era vietato fotografare strutture militari ? E dato che la caserma in questione risulta domicilio del militare, non e' violazione della privacy ?
la prima non so. la seconda mi pare l'abbiano già esaminata al tempo in cui col teleobiettivo fotografavano nel giardino delle ville berlusconiane le effusioni con le donnine, e la conclusione era stata che se da fuori si vede non è una violazione della privacy. credo di ricordare, almeno.
peraltro mi par ridicolo parlare di privacy quando l'alato vessillo è appeso in una camerata in cui dormono PIU' persone. se vuoi la privacy lo appendi dentro al tuo armadietto.
al di là dei giudizi ideologici che si possono dare, è proprio l'idea che in quei vent'anni gli italiani fossero improvvisamente stati qualcosa di diverso da quello che erano sempre e sono poi sempre stati, che è ridicola.
per dire, dopo l'evacuazione della sicilia (terminata il 17 agosto del '43), ai reduci era stata assegnata un'apposita tessera annonaria che comprendeva una razione di pane maggiorata: i falsari lavorarono così in fretta che già il 4 settembre (NB: con l'italia ancora alleata), l'ambasciatore tedesco si chiedeva sarcasticamente dove gli alleati avessero trovato uno spazio libero per lo sbarco, con tutte le tessere da reduce che giravano a roma :bua:
gli italiani erano quelli lì anche sotto il fascio, il quale stava sopra proprio perchè al riparo dai riflettori era ben diverso da come fingeva di essere in pubblico; e di episodi rivelatori ce ne sono di ben più tragici (il più tragico e rivelatore di tutti forse è quello delle divisioni autotrasportabili, 100mila morti per una parolina furbetta inventata da qualche burocrate del ministero della guerra).
Anche questo è già stato anticipato... Tant'è che sia Salvini che la Meloni continuano a ripetere "No alleanze col PD o con Alfano". Come mai?
Il fatto è che con questa legge elettorale e con i voti attuali l'inciucio è d'obbligo ed il panorama sarà sempre il solito degli ultimi 5 anni: M5S primo partito ma vincerà una coalizione di cdx o csx (probabilmente cdx ma non importa) che però non avrà i numeri per governare. Ecco che il cdx o il csx andrà a dar man forte al governo.
Basta guardare i gruppi interni alle coalizioni: i sinistri si son cavati fuori dal PD per fare bella faccia nel momento in cui Berlusconi andrà a rimpolpare le fila del governo di csx. Allo stesso tempo Lega e FI hanno già detto di non accettare accordi col csx.
Insomma, potrei scommetterci il centone che va a finire così, perchè l'M5S al governo da solo non ci andrà mai sia perchè gli mancano i voti sia perchè abdicherebbe istant perchè è un partito di protesta e non di governo...
E io che perdo tempo....
...non cambiare discorso come al solito, l'Italia fascista la devi mettere a confronto con quello che c'era prima, e non con quello che venne dopo (dovuto in grandissima parte, Fra l'altro, alla particolare congiuntura economico/politica post seconda guerra mondiale).
Il fascismo prese un'accozzaglia di regioni e tentò di farne uno stato, con alterne fortune.
Grazie ar cazzo che dopo il 40 Mussolini era vittima di satira, c'era la guerra.
:boh2:
Io NON sto dicendo che la dittatura sia un bene, dico solo che capisco chi, nello stato attuale di incertezza, aneli al leader forte.
:boh2:
no, scusa, eh, chi cambia discorso non sono certo io. abbiamo iniziato dal chiederci perchè in questi ultimi anni c'è una recrudescenza dell'ideologia di estrema destra.
è evidente che se uno in testa c'ha come idea che sarebbe meglio tornare al fascismo (anche solo per alcuni aspetti), è perchè pensa che fosse meglio di oggi, non certo meglio rispetto a crispi e giolitti :roll:
è evidente che per capire perchè uno diventa neofascista oggi, il confronto va fatto con l'oggi, sennò nell'estrema sinistra dovrebbero esserci movimenti che sperano nel ritorno di kruscev, perchè in fondo rispetto a stalin era un bel passo in avanti :facepalm:
PS: nel 1940 gli usa erano neutrali... :look: e comunque già nel 39 perfino churchill (quello che nel bluff cadde più di tutti) aveva capito benissimo l'inconsistenza dell'italia a carte scoperte.
mi è perfettamente chiaro.
quel che dico io è che il modello è fasullo, perchè non solo il sedicente leader (e a maggior ragione il sistema che lo sosteneva) non era affatto forte come fingeva d'essere, ma anzi all'ombra del profilo imperiale proliferavano faccendieri, corrotti e incapaci esattamente come adesso proliferano all'ombra del tricolore democratico.
se lo si spiegasse, facendolo vedere con episodi reali e documentati, secondo me farebbe più effetto dei discorsi sulla shoah, sulla dittatura e sulla guerra, che al tempo d'oggi ormai quasi privo di testimoni viventi hanno poca presa.
Ma non ne ho nemmeno voglia.
Di come il soldato del terzo Reich ha stupito il mondo e il bersagliere ha stupito il reich.
Di come Churchill definì “i leoni della Folgore”.
All’impresa della cavalleria in Russia, agli aerei Italiani nella battaglia d’Inghilterra, fino alla battaglia di Matapan.
Non sopporto chi denigra i nostri soldati solo per strumentalizzazione politica.
Ma proprio mi fa schifo.
Il trasoprto su ferro lo han fatto, poco da dire :asd:
Mi fai morire...
:asd:
Ma grazie ar ca... che uno non vuole tornare agli anni trenta Dio bono, non è che se i francesi pensano alla grandeur napoleonica pensano al pisciare sugli arazzi ed andare in giro con le carrozze.
Si idealizzato il modello e lo si vorrebbe applicato all'età attuale, così come il fascismo rappresentò (sotto certi aspetti) un miglioramento per l'Italia di allora si spera che un nuovo ducetto possa portare ordine in questo bordello.
Poi, che sia una falsa speranza, siamo d'accordo ma, ti ripeto, il modello uomo forte al comando ha un appeal intrinseco per la nostra cultura.
:boh2:
no, guarda, proprio no.
a parte che essere schifato da te potrebbe costituire semmai un vanto; ma invece io ho di te grande compassione.
a parte che per "strumentalizzare politicamente" qualcuno bisogna essere candidati a qualche ruolo politico, cosa che non sono.
a parte che in quello che dici mischi episodi straordinari, atti singoli di eroismo insignificanti nell'economia generale delle operazioni, e veri e propri disastri che gridano vendetta, ce ne sarebbe materia per discussioni storiche. e potrei citare eventi e fatti anche più straordinari di quelli riportati.
ma dov'è che avrei denigrato "i soldati italiani"? tra i nostri concittadini ci sono stati eroi, c'è stata gente che ha fatto il proprio dovere, e poi ci sono stati anche criminali e imboscati, e cialtroni doppiamente criminali, come quelli degli episodi che ho citato, in particolare tra gli ufficiali superiori (unanimente considerati non all'altezza dei loro sottoposti), ma non solo.
e compatisco chi pensa che facendo emergere certi fatti si denigrano i soldati; semmai sono proprio loro, i primi traditi dal pelatone e dalla sua accolita di cialtroni medagliati, mandati a morire sui campi di battaglia di mezzo mondo con armi e mezzi inadeguati al loro coraggio. o no?
questo approccio mitizzante per cui i "nostri ragazzi dal cuore grande grande" non si devono toccare è lo stesso identico approccio decerebrato (l'approccio, non le persone) che ha trasformato la resistenza da fondamento dei valori di una nazione a spettacolo di marionette, e che ha causato rigetto dell'idea di patria per tante persone per decenni (fino a ciampi, più o meno). invece no, responsabilità, colpe e meriti vanno distribuiti con cognizione di causa e capacità di distinzione (e ricerca storica rigorosa: ma di quella ce n'è a bizzeffe, basta volerla vedere).
l'angolo WWII nel nuovo forum non esiste più, ma in centinaia di discussioni di quello vecchio ho dato prova di quanto siano approfondite le mie conoscenze storiche in merito; perciò rivendico il diritto di essere capace di distinguere i casi singoli.
e penso che concordiamo.
questo appeal non viene certo meno mostrando dove va a finire la barca guidata dall'uomo "forte", e quanta gente annega come conseguenza del suo e dei suoi scherani "comando", è un fatto.
la mia opinione è che potrebbe venire meno se si facesse vedere che quella non solo non era forza, ma tantomeno comando, appunto.
correzione accettata. e credo che sì, il problema di fondo rimanga proprio quello, che di dirigenti che mandano le divisioni autotrasportaBILI in pasto ai russi (=che pensa che basti addomesticare le parole per risolvere i problemi nella realtà) ne incontro a dozzine tutti i giorni.
No guarda caro, che la vuoi mettere su questo piano, a me fai proprio compassione, uno che non ha mai fatto un cazzo, salvo avere un lavoro statale e fare speculazione edilizia.
Quindi muto.
Ma manco per il cazzo.
Hai dato prova che hai conoscenze scolastiche, che hai letto sui libri. Stop.
Quindi rimuto anche qui.
Anzi sai che, ti saluto io.
Bona.
Qua do pienamente ragiona a Ronin. Gli ufficiali superiori, molto spesso, furono imbarazzanti se non degli autentici criminali.
Poi anche nel regime c'erano figure molto capaci come Balbo e Beneduce, ma l'ottusità di una buona parte della dirigenza fascista, oltre che una genuflessione avvilente nei confronti dei tedeschi, condusse l'Italia dentro il suo periodo più disastroso della Storia.
Per il resto il fascino dell'uomo forte esiste in tutte le culture, a seconda del periodo storico. Più le cose si complicano, più la gente cerca qualcuno che sbrogli la matassa.
I neo-fascisti italiani sono ancora quatto gatti e sarebbero rimasti quattro gatti anonimi se:
- i mass media italiani non li dipingessero come il nuovo terzo reich in ascesa
- la sinistra facesse la sinistra, cioè badare e ascoltare le classi più umili
Invece cosa fanno i mass media di sinistra? Li pompano. Così possono giocare la carta dell'antifascismo.
Avvilente.
Comunque fatemelo dire. Il fatto che nell'anno 2017 si stia ancora parlando di fascismo e anti-fascismo dimostra la piena decadenza culturale di questo Paese e forse dell'Occidente stesso.
Ripiegato su se stesso...
francamente la decadenza culturale attuale è trascurabile rispetto a quella che c'è stata quando quei movimenti erano al potere (salvo casi singoli come sempre); a meno che non si intenda "decadenza" nel senso in cui i fascismi stessi lo intendevano, salvo essere smentiti dai fatti (essendo in ultima analisi, stati fatti a pezzi sotto le bombe dei presunti decadenti e subumani, che hanno saputo dimostrare che alla brutta sapevano tener duro tanto quanto la razza eletta ed anzi di più).
per certi versi l'occidente moderno assomiglia parecchio all'uk dell'appeasement e agli usa dell'isolazionismo, ma penso che se messo alle strette avrebbe identica capacità di reazione.
d'altro canto quello della dittatura e delle libertà civili è un tema dal quale non credo alcuna società umana potrà mai liberarsi del tutto, perchè le libertà implicano responsabilità di gestione che non tutte le menti sono in grado di assumersi, e pertanto ci sarà sempre (penso) una certa quota di menti che vadano cercando pensatori sostitutivi, oltre che un'altra quota di menti che pensi di pensare già abbastanza loro per tutti quanti. la democrazia (quella moderna, intendo, non la dittatura della maggioranza) è una conquista relativamente recente, e tutt'altro che stabilizzata, comunque.
infine, per quanto mi riguarda la WWII è stata un'esperienza così estrema che finchè non sarà temporalmente MOLTO più remota di adesso (o finchè non ne seguiranno di più estreme), continuerà a essere paradigmatica dell'essere umano, singolo e aggregato in nazioni, in un senso e nell'altro, perciò continuerà a essere non solo presente, ma anche orientativa nel dibattito culturale (orientativa nel senso di dirimente: recidivo a capo matapan vede eroici marinai che si sacrificano per la patria caduti nel vile agguato del nemico dotato di radar, mentre io invece ci vedo un ammiraglio che manda allo sbaraglio gli incrociatori dove sarebbero bastati cacciatorpediniere, e non paga le conseguenze del suo errore non venendo non dico degradato e mandato sotto corte marziale, ma neppure sbarcato: come si vede dopo settant'anni l'episodio è ancora potentemente attuale, e la sua potente attualità viene dalla carne e sangue dei nostri concittadini).
com'è umano lei :rotfl:
(e comunque hai una bella voglia a dire che non è vero: oggi abbiamo a disposizione TUTTI i prodotti culturali realizzati in quegli anni, compresi i più controversi e censurati, PIU' i prodotti culturali realizzati nei 70 anni successivi, e con un'INCOMPARABILMENTE maggiore facilità di accesso sia ai secondi che soprattutto ai primi. e ne escono continuamente di nuovi. per tacere dei progressi "puramente" scientifici e delle possibilità espressive rese possibili dalla tecnologia, ad es. in architettura, ovviamente. decadenza culturale quella di oggi dove con un click hai un miliardo di opere letterarie e cento milioni musicali e figurative a tua disposizione a prezzi di saldo, rispetto a un'epoca in cui i libri e i quadri li bruciavano nei roghi, e per il 90%+ della popolazione l'unica cultura disponibile era strettamente controllata e censurata attraverso radio e giornali di partito? non è accettabile neanche come barzelletta)
Ronin hai scritto un intero pippone senza capire il senso della mia frase.
Comunque spiengadola terra a terra, intendevo dire che discutere ancora di Benito, antifascismo, ecc, come se fossimo negli anni '70, dimostra che stiamo guardando lo specchio retrovisore invece di guardare la strada davanti a noi.
I temi principali che ci dovrebbero essere in questo momento nel dibattito occidentale, per quanto mi riguarda, dovrebbero essere questi:
- globalizzazione vs localismi vs sovranismi, cosa fare
- automazione, IA e industria 4.0, quali impatti nei prossimi 10/20 anni
- il ritorno della religione, la sfida dell'islamismo politico
- l'ascesa del terzo mondo e lo spostamento degli equilibri planetari
- l'impatto dell'accelerazione tecnologica sulla mente umana e le sue conseguenze sociali
- cambiamento climatico, dove siamo veramente?
- controllo di internet e informazione nel XXI sec.
- cosa sta succedendo nel sistema finanziario/economico globale e le sue bolle
- l'impatto della natalità in Occidente e le sue conseguenze
- l'impatto culturale nel prossimo futuro del Transumanesimo
- che fare con l'Africa e le migrazioni di massa
Queste sono le questioni attuali. Non Benito e l'antifascismo a ruota.
Fra l'altro quelli che parlano di Benito, antifascismo, ecc, (metà del dibattito politico attuale) manco si stanno accorgendo di quello che sta arrivando.
Il punto è questo. La gente si rende conto che a questi temi non può metter naso e, agitati come peti in un uragano, si aggrappano alla prima cosa che riesca a dar loro una voce. Ossia gli estremismi.
Perchè perder tempo a convincere la gente che i vaccini sono utili e non sono veleni? Rendiamo obbligatori i vaccini! E la gente s'incazza.
Perchè spiegare alla gente come mai si fa entrare immigrati come se piovesse? Eliminiamo l'immigrazione clandestina! E la gente s'incazza.
Perchè spiegare alla gente che le banche t'hanno ciulato i risparmi di una vita e tutti sono stati zitti a guardare? Che s'inculino! E la gente s'incazza.
Gli estremismi son sempre nati dal malgoverno o da scelte politiche scellerate che hanno portato condizioni di vita disagiate fra la gente. Dio santo pure nell'antica Roma si rendevano conto che la prima cosa da fare era tenere alto il morale del popolo sennò eran cazzi amari...
Parlano di fascismo/nazismo crescente (guai parlare di femminismo eh! Che, tra l'altro sono curioso sui risultati della riforma del lavoro pubblico con le nuove regole per le molestie sessuali :rotfl: ) ma non si chiedono COME MAI c'è questo rinascere di sentimenti estremisti. Altrimenti dovrebbero spiegare alla gente come mai sono lì a parlare in tv...
Eccomi! l'Italia è una Repubblica parlamentare, ed è vero!
Difatti vota forza Italia, non Berlusconi che non può candidarsi :fag:
Che delusione, nessuno che hai tirato fuori come LVI abbia pensionato le paludi in orario.
Certo. Anche perchè la classe dirigente che dovrebbe parlare di queste cose, spesso non ne ha le capacità. Ignorano i problemi o li conoscono solo superficialmente.
Proprio per questo dico che siamo in decadenza culturale.
Fra l'altro gli estremismi sono animati dal fatto che si sta semplicemente consumando la democrazia. Se il potere della politica è sempre più limitato da fattori globali fuori controllo, la politica diventa un semplice teatrino inutile. E allora la gente si stufa. E perde fiducia.
Un tempo, nella I repubblica, i partiti di massa avevano un potere reale (padroni di un pezzo dell'economia, controllo dello stato, movimenti e associazioni di massa con cui fare cultura e attività), erano sul pezzo, e avevano visioni forti.
Ora tutto questo non c'è più.
Senza contare poi che i social hanno esacerbato l'idiozia che era tenuta a freno.
al contrario, edward, al contrario.
ho capito perfettamente il tuo punto di vista. quel che dico io è che i temi che tu indichi come essenziali sono quasi tutti temi tecnici le cui soluzioni vanno individuate con approccio pragmatico in base ai fattori logistici disponibili (es. la denatalità: non è che dobbiamo fare dibattiti sulla correttezza etica dell'avere figli; dobbiamo allocare risorse per garantire servizi che permettano alle donne di farli senza rovinarsi la carriera e la vita sociale).
tutti questi temi sono sovrastati, per quanto mi riguarda, dal tema relativo alla qualità della classe dirigente e alle sue capacità reali di organizzare i fattori logistici per ottenere una riposta operativa e non soltanto ideologica.
relativamente a questo tema (che è dirimente su tutti gli altri, perchè se la classe dirigente non è all'altezza, incapace, collusa o comunque in tutt'altro affacendata, tutti gli altri temi non vengono affrontati NEANCHE quando esiste un vasto consenso tra gli esperti sulla soluzione tecnica, NEANCHE quando quest'ultima è sostanzialmente obbligata), quello che è successo durante la WWII non è passato remoto, ma stretta attualità, perchè gli aspetti (positivi e soprattutto negativi) che le nazioni hanno evidenziato (sotto lo stress di quella situazione eccezionale) sono gli stessi che oggi permangono sostanzialmente identici nella loro dimensione statistica.
in particolare per l'italia a me il tema chiave sembra tuttora essere il metro di giudizio cui la classe dirigente è sottoposta, che troppo raramente (qualcuno dirà mai, anche se non è vero...) è quello basato sui risultati, e troppo spesso quello basato sulle relazioni di amicizia/schieramento. in ciò i casi della WWII tra cui quelli che ho citato sono per quanto mi riguarda tuttora rivelatori del carattere nazionale ancora troppo spesso diffuso (sospeso tra familismo, opportunismo e convoluzioni formali con cui manipolare la realtà) e di cui ci si dovrebbe liberare per essere all'altezza dei partner europei, mentre leggo spessissimo interventi di chi dice "siamo così e amen" (ne abbiamo discusso fino allo sfinimento reciproco). per questo motivo IMHO rimane un tema attuale, degno di studio e conoscenza approfondita da parte di tutti e non solo degli storici, perchè la sua rilevanza (e la potenza rivelatrice degli episodi avvenuti nonostante le conseguenze tragiche) va molto al di là dei casi folcloristici che i media strumentalizzano per motivi loro.
Allocare le risorse migliorerebbe la situazione, ma non basterà. Guarda questa classifica e vedi nazioni come Canada, Norvegia e Danimarca, tutte molto benestanti, stare comunque verso il fondo della classifica.
https://en.wikipedia.org/wiki/List_o..._by_birth_rate
Una serie di fattori sociali hanno modificato la questione figli definitivamente in Occidente. Almeno con questo Occidente.
non sono d'accordo e penso che il caso francese dimostri che si può raddrizzare la situazione (sempre che non si intenda che dobbiamo moltiplicarci, ovviamente).
ma non volevo aprire un dibattito su ogni singolo punto.
tu dici che l'efficienza logistica e l'equità distributiva (uso questa locuzione semplificativa) non basteranno; io ribatto che:
1. siamo già tutti d'accordo che sono giuste (no? :look: ). non è poco, di questi tempi, quindi possiamo comunque iniziare da quelle, in attesa della grande rivoluzione culturale
2. se non ci saranno, tutto il resto che anche eventualmente venisse sarà inutile, in quanto non direzionato verso chi ne ha veramente bisogno
3. dici che non basteranno, ma è un'opinione non suffragata da dati numerici (neanche l'opinione contraria è suffragata da dati numerici, eh). proviamoci, potremmo pure scoprire che invece, magari tirando un po' la cinghia, magari solo per qualche decennio, magari solo per il 90% della popolazione e non per tutti, ma bastano.
:rotfl:
certo che a me sembrano proprio strani quelli che non vogliono guardare fuori dalla finestra
nell'ultimo lustro il declino della nostra cara Patttriah ha subito un'accelerazione fino a toccare il fondo (prima c'erano solo dei sintomi preoccupanti)
la quasi totalità delle nostre aziende e dei nostri marchi più prestigiosi sono stati svenduti a galli, gialli e muslim
fine degli orgogli nazionali: design, moda, arte, cinema, letteratura, automobile
cosa resta del fascismo? cosa resterà degli anni 10 del terzo millennio?
[sarcasmomaneanchetantomodeON] francamente l'eur è un pochino meglio della nuvola di fuksas, il futurismo del pensiero debole, sironi di pistoletto, d'annunzio di veltroni e così via
perfino la riforma gentile funzionava meglio della cosiddetta "buona scuola"
tra i pochi vantaggi attuali direi che, probabilmente, gentiloni, non avrà le palle per avviare campagne coloniali, ma:
le leggi razziali ci sono già (basta essere etero, o cattolici, o chiari di pelle), la sottomissione ai crucchi pure, in luogo dei campi di sterminio per gli avversari politici c'è la mannaia giudiziaria, l'inquisizione del politicaly correct si è sostituita all'olio di ricino
per carità: tutto molto meno vistoso e sanguinolento, ma i rimandi restano inquietanti [sarcasmomaneanchetantomodeOFF]
che poi, (quasi) scherzi a parte, che non sia tutta colpa degli ultimi governi, è pacifico e lo ammetto perfino io
però non hanno fatto un'emerita mazza per rallentare il circolo vizioso e, in troppi casi, l'hanno favorito
da quanto tempo non leggi i maggiori giornali e non guardi la rai? :DCitazione:
l'unica cultura disponibile era strettamente controllata e censurata attraverso radio e giornali di partito
hai la mia spada :nod:
nulla o quasi di quello che scrivi ha a che vedere con il fantomatico declino "culturale" dell'occidente (NB: dell'occidente, non dell'hinterland torinese) della nostra epoca (NB: della nostra epoca, non dell'ultima settimana) di cui si stava discutendo.
il declino di cui parli in buona parte non è tale per nulla (ad es. non abbiamo mai esportato tanto come oggi, nè avuto tanti turisti come oggi: la nostra industria, anche culturale, è fiorente e competitiva come mai).
sulle opere artistiche e letterarie non mi metto in competizione, ognuno ha i suoi gusti; l'eur è meglio della nuvola? pure il colosseo tondo è molto meglio di quello quadrato. marinetti è meglio di dario fo che a sua volta è meglio di tabucchi? pure seneca era meglio di tutti e tre. il fatto è che oggi puoi avere il colosseo, l'eur e la nuvola, seneca, marinetti, fo e tabucchi tutti insieme con una facilità di accesso che nel ventennio te la potevi sognare. a una piccolissima frazione del costo.
ok, l'eur era meglio della nuvola (peraltro c'è di meglio nell'architettura moderna, ma sorvoliamo), ma nel ventennio forse l'1% aveva gli strumenti culturali, la possibilità economica e anche solamente la capacità di viaggiare necessaria per visitarlo e apprezzarlo culturalmente; oggi ce l'ha il 50%-70%. e quel 50% può visitare l'eur, così come la nuvola o mille altri gioielli architettonici; addirittura nè può conoscere dettagli che allora non avrebbe potuto (grazie alla realtà virtuale, ad es.) e anche senza viaggiare. perciò siamo seri.
il "declino culturale" di cui parli è una commistione di idealizzazione di un passato che non conosci (la riforma gentile funzionava meglio della scuola di oggi? che ne sai, non fai parte nè degli studenti/insegnanti odierni nè di quelli di allora: esamina il bagaglio di conoscenze che forniva, e la percentuale di popolazione cui insegnava, e confrontali con quelli odierni: una scuola che ad es. non insegnava la scienza moderna, la fisica, la tecnica e le lingue straniere, e che per il 90% della popolazione si fermava alla terza elementare sarebbe meglio di quella attuale? e poi le scuole complementari per le classi povere senza possibilità di proseguire gli studi, il liceo femminile che non consente l'accesso all'università, la cancellazione degli istituti tecnici, sarebbero meglio di adesso? sei patetico), e di disapprovazione perchè il grosso della società non la pensa come te (e per forza, te sei nostalgico).
lo chiami "declino culturale", ma in realtà il giudizio non ha nulla di "culturale": è un giudizio spiccatamente moralista (per di più superficiale, forzato e ridicolo, perchè paragonare i metodi cruenti del fascismo con quella che oggigiorno al massimo è una disapprovazione da social network è ridicolo). e come tale fascistissimo, altro che antifascista.
da molto tempo. mi informo tranquillamente tramite decine di siti internet indipendenti, e confrontando qualche edizione online di quotidiani nazionali e qualche raro telegiornale di canali all-news. se un argomento mi interessa, scavo più a fondo facendo ricerche mirate e risalendo in modo autonomo alle fonti. alla tv guardo solo i film (rigorosamente registrati, per saltare a piè pari la pubblicità). fare qualcosa di anche solo lontanamente paragonabile al pluralismo dell'informazione che c'è oggi, durante il ventennio sarebbe costato una fortuna, e in alcuni casi pure la vita o comunque l'integrità fisica.
ho cercato di seguirvi ma forse mi sono perso (:bua:) perchè non ho letto tutto nello stesso giorno.
Credo che il punto ruoti intorno al grassettato. E' questione di buonsenso pervenire a soluzioni che abbiano riguardo dei fattori logistici disponibili. Altrimenti il rischio è incorrere nella promessa impossibile e, di conseguenza, nell'inottemperanza.
Tuttavia, ciò che a mio avviso risulta mancare è l'idea. Non quella con la "i maiuscola" che piace a Teon e recidivo, ma un qualsiasi ideale teso ad informare i provvedimenti assunti. Che sia il presupposto non logistico, ma logico dell'adozione delle norme di dettaglio e delle scelte di gestione.
Promettere una politica di sviluppo di un settore particolare non è un'idea. E' un atto di gestione, che dovrebbe essere coerente con una visione del mondo. Promettere delle case popolari, non significa un cazzo.
Quello che manca, e sottolineo che è solo una mia opinione, è l'essenza della politica.
Da intendersi non come un confronto fine a se stesso, orientato alla conclusione di un improbabile accordo. A risultare assente è la proposta iniziale. E' da questa che bisognerebbe muoversi, limandola, contenendola, estendendola, restringendola, espandendola. Barattandone una parte onde addivenire ad un compromesso con chi la pensa diversamente.
Oggi ci ritroviamo con i liberali che promettono pensioni. I socialisti invece facilitano i licenziamenti.
Si commissiona un sondaggio ed alla luce del responso si decide cosa proporre. Non vi è pianificazione e quando è presente risponde a logiche puramente elettorali.
Non si viene eletti perchè si rende condivisibile e si promuove la propria idea tra la gente. Si cerca, invece, l'idea dal terreno fertile e la si fa propria.
L'obiettivo non è l'attuazione della propria visione del mondo, ma la rielezione.
Eccovelo il populismo, quello vero.
Il pericolo insito nella desertificazione delle idee, o cultura come dice E. g., viene sottovalutato. Uno dei nostri ingombranti vicini è stato spazzato via per il venire meno di una precisa idea: "Bratstvo in enotnost!"
Quel vuoto è stato ben presto sostituito dal nazionalismo etnico, con le conseguenze che noi tutti conosciamo.
Poi abbiamo un ulteriore problema che è la crisi della rappresentanza e rappresentatività, non solo politica ma anche sindacale. Prima che intervengano "i ragazzi delle medie", vorrei chiedervi quale dovrebbe essere la ragionevole reazione del cittadino che esprime la propria preferenza elettorale, alla luce di una ben e definita manifestata volontà politica e che si ritrova, poi, davanti all'attuazione di provvedimenti di senso completamente opposto?
Accettare in silenzio o emettere almeno un muggito?
Infine, ci sarebbe da scrivere un saggio sulla carto stampo e sulle sue responsabilità nella desertificazione delle idee. Ma zero voglia di wottare
questi sono raffronti che non hanno proprio senso. Coinvolgono aspetti come l'evoluzione tecnologica che si è avuta nel secondo dopoguerra. Il giudizio sull'operato del fascismo va' fatto su quello che era l'Italia pre-fascista e quella del 1939-1940. Prima della guerra.
il giudizio sull'operato del fascismo va fatto (o almeno può essere fatto: l'alleanza coi tedeschi, le leggi razziali e l'entrata in guerra ne erano logica conseguenza, non un semplice errore di percorso) come dici tu.
la risposta a chi pensa che l'italia di oggi sia "in decadenza culturale" rispetto a quella fascista va fatta come dico io (ad es. in tema di evoluzione tecnologica non si può negare che l'italia fascista decise, proprio con la tanto osannata riforma scolastica, definita dal pelatone la più fascista di tutte le riforme, di escludersi dalla stessa, un errore catastrofico ancora oggi non completamente corretto).
peraltro rimango convinto che anche nostalgici come anton47 se davvero potessero, alla fine NON farebbero a cambio.
o magari sì, ma soltanto stando dalla parte giusta della bottiglia di olio di ricino...
guarda, io non ho pretese di avere conoscenze da politologo, in merito a come dovrebbe comportarsi una nazione di elettori, o anche solo un buon cittadino. posso dire solo come la vedo io.
io la vedo così: tutte, ma proprio tutte, le ideologie che nei decenni passati hanno informato la partecipazione alla politica si sono dimostrate nei fatti strumentali a ceti politici che hanno sempre e soltanto fatto gli interessi non dei cittadini, ma delle diverse lobby a cui facevano riferimento (sorvoliamo che dagli anni '90 le lobby sono diventate partiti, invece che limitarsi a manovrarli).
perciò per quanto mi riguarda 1. i partiti sono etichette oltre le quali cerco di guardare ai singoli politici 2. ricerco un'offerta politica che si impegni sulla buona gestione e sull'equità, più che sul riferimento a questo o quel blocco sociale 3. faccio la scrematura ideologica scegliendo un partito che garantisca il più possibile il pluralismo e la libertà di scelta
non è mica un caso se non so più chi c@zzo votare... :bua: