Il Consiglio della Lega di Serie A ha discusso del progetto Superlega con tanto di verbale lo scorso 16 febbraio. Due mesi prima dei comunicati stampa che ne hanno annunciato la nascita
di Marco Bellinazzo
3 maggio 2021
Nessun golpe. Niente riunioni carbonare. Il Consiglio della Lega di Serie A ha discusso lo scorso 16 febbraio - due mesi prima dei comunicati stampa che ne hanno annunciato urbi et orbi la nascita ufficiale - del progetto di Superlega raffrontandolo con quello della Superchampions.
E con ogni probabilità analoghe discussione stavano avvenendo in Premier League, Bundesliga e Liga, come si evince dal verbale riservato di quella riunione che Il Sole 24 Ore è riuscito a visionare.
La storia della Superlega dunque andrà riscritta rispetto alla narrativa delle ultime settimane. La narrativa dei ricchi contro i poveri e del rovesciamento clandestino dell’ordine costituito. Quella che domenica ha spinto i supporter del Manchester United a invadere l'Old Trafford impedendo lo svolgimento del match contro il Liverpool e fa sì che il tema delle sanzioni per i club ribelli sia tuttora sul tavolo di Uefa e Leghe.
Nessun blitz segreto
A leggere i verbali riservati non si sarebbe trattato di un blitz segreto di 12 club con il resto del mondo del calcio ignaro, a partire dalle istituzioni calcistiche. Tutt’altro. Del progetto di Superlega si discuteva nel merito da mesi come alternativa alla Superchampions targata Uefa, con dovizia di particolari, slide, calendari, impatto economico e corporate governance. E, come anticipato, il tema è stato oggetto di un approfondito Consiglio della Lega Serie A lo scorso 16 febbraio, due mesi prima della famosa notte in cui i comunicati stampa dei 12 club annunciarono l’istituzione della Superlega. In quella riunione erano presenti in videoconferenza, oltre al Presidente della Lega Paolo Dal Pino e all'ad Luigi De Siervo, i consiglieri con diritto di voto, Tommaso Giulini, Luca Percassi, Paolo Scaroni e Maurizio Setti. Erano stati convocati senza diritto di voto, anche Claudio Lotito e Beppe Marotta.
I due progetti
È stato l’Head of competition and operations della Lega Andrea Butti ad illustrare nel dettaglio le due proposte di riforma delle competizioni internazionali.
A proposito di Superlega, Butti ha spiegato al Consiglio che la nuova competizione sarebbe dovuta scattare dalla stagione 2022/2023, ossia dalla stagione nella quale si disputerà il mondiale in Qatar, tra novembre e dicembre. A scendere in campo sarebbero stati 15 club con partecipazione pluriennale garantita e cinque con qualificazione annuale.
La riforma avrebbe avuto in impatto a livello sportivo (da 18 a 21 gare) ed economico con distribuzione tra i 15 fondatori di 3,5 miliardi di euro per compensare la mancanza di risorse derivanti dal Covid-19.
La governance sarebbe stata costituita da una SpotCo e una MediaCo, con un’assemblea generale, il board of directors, le commissioni e il chairmen's Commitee.
Sulla Superchampions, che avrebbe dovuto partire dalla stagione 2024/25, l'Head of competition ha invece precisato che l’impatto sul calendario non sarebbe stato drammatico «in quanto consentirebbe alla Lega di effettuare le 46 giornate di gara attualmente previste per campionato, Coppa Italia e Supercoppa, fermo restando che non ci sarebbe alcuna ulteriore data libera, come di fatto sta avvenendo nella corrente stagione».