Flatlandia, il libro di Abbot in cui un quadrato che vive in un mondo 2D, in cui stando appiccicato sopra un piano riesce a vedere solo linee che si muovono in giro, e poi va a visitare un mondo lineare e un mondo puntiforme, abitato da esseri più semplici e limitati, e il mondo tridimensionale, che va al di la della sua comprensione. così buttata giù in due parole.
noi viviamo in un mondo tridimensionale, ci spostiamo in lunghezza, larghezza ed altezza ma c'è una quarta dimensione che non controlliamo, il tempo, che va in un'unica direzione e su cui non abbiamo controllo. I seppioloni sono invece esseri che provengono da una dimensione quadrimensionale, hanno il loro completo arco di vita subito a disposizione e questo li rende esseri superiori in modi che nemmeno riusciamo ad immaginare, come il quadrato che viene portato nel mondo 3D. Un poco come il Dr. Manhattan in Watchmen, va.
Il dono del loro linguaggio agli uomini non è fine a sé stesso ma probabilmente è la chiave per farli trascendere ad un livello superiore, da esseri tridimensionali a quadrimensionali, cosa di cui ha iniziato a fare esperienza Louise che è il primo "superumano" che, anche solo a momenti, riesce a trascendere dal tempo avendo flash del passato o del futuro, o meglio non flash, a vivere materialmente un momento diverso della sua vita
Dato che la filosofia non è il mio campo questa cosa l'ho trovata in giro e non l'ho pensata io, ma mi sembra più che plausibile, si rifà all'idea di nietzsche dell'amor fati per cui il superuomo dovrebbe riuscire a vedere la propria vita da inizio a fine ed accettarla completamente nonostante le sfighe e il dolore, perché sono indissolubilmente legate alle gioie. Insomma più che una parabola antiabortista è un segnale dello step fatto da Louise nel diventare un essere superiore.