-La storia di Luke raccontata 3 volte come da regole di una fiaba folkloristica, in un fotogramma epico che Rey (e noi) deve "vedere" in tre interpretazioni diverse, cioè elaborarlo prima di capire la verità: che non è bene/male, ma il più classico dei quesiti morali, una sfumatura imprevista che "distrugge" il Luke eroe del bene assoluto che conosciamo.
-Rey alla ricerca di sè stessa davanti allo specchio magico è un parallelo con la stessa scena in RotJ, ma anche della prova della porta nella Storia infinita (o del tunnel di luce in 2001) e un classico topos del fantasy. Bello che Rey vuole capire da dove viene, anche se fosse "dal nulla", mentre Kylo distrugge la propria famiglia d'origine e usa(va) il casco per distaccarsi dalla propria identità.
-I dialoghi fra Rey e Kylo, connessi a livello di montaggio in modo semplice ma molto efficace.
Tutte e tre queste scene sono proprio cinema puro,
racconto per immagini godurioso da vedere in un film del genere, che imposta un discorso secondo me fra apprendimento (jedi) e bieca ignoranza (sith). Tanto che alla fine Kylo urla e strepita del nuovo che avanza e di tabula rasa proprio come un grillino messo alle strette da argomenti razionali, quando l'ologramma di Luke lo dileggia e gli spiega che non ha capito niente della Forza.
E quanto è bella la scena finale di Luke, con lo stesso tema musicale e lo stesso tramonto binario di a new hope che ce lo avevano presentato, oscurato da incombenti nuvoloni scuri
