Cymon secondo me un poco c'hai ragione e un poco no.
Sono d'accordo che il film artisticamente non abbia granché da dire, ma filmicamente fa cose che non hanno eguali per 2 motivi secondo me
il primo l'ho trovato messo a parole molto meglio di quanto possa mai fare io sulla newsletter di Warren Ellis di due settimane fa, quindi faccio direttamente un bel copypaste
Il secondo, appoggiandomi a e sviluppando ciò che dice giustamente chiwaz qua Infinity War va visto come il capitolo finale del tentativo di Marvel Studios di portare il linguaggio del fumetto seriale americano nel cinema facendo il megaevento estivo.
Adesso non so quanti siano attivi lettori di fumetto, ma per metterla giù in breve, la prassi è consolidata ma ha avuto il suo periodo di massimo splendore 10-15 anni fa, quando a scrivere i Vendicatori c'era un tizio che si chiamava Brian Michael Bendis, e in cui uscirono avengers disassembled - House of M - Civil War (l'unica non scritta direttamente da bendis) - Secret Invasion - Siege
Come adesso anche all'epoca la marvel pubblicava più di 50 serie mensili tutte quante con tono molto diversa l'una dall'altra. Citandone a memoria qualcuna delle più significative e categorizzandole con l'accetta c'era il capitan america di Brubaker che era una spy story, l'iron man di Ellis che era un thriller fantascientifico, i fantastic four di Waid e Wieringo che era un'avventura fantastica, la She Hulk di Dan Slott che era una roba per ridere, i Runaways di Vaughan che erano un Teen Drama, l'amazing spider-man di Straczynski e gli x-men di whedon che portavano il marchio dei loro autori... Nonostante queste serie fossero diversissime e c'avessero ben poco in comune, ogni due anni tutti i loro percorsi venivano messi in pausa per 6 mesi perché doveva uscire l'evento dove tutti quanti dovevano collaborare per far fuori qualcosa di molto grosso, che fosse un'invasione aliena o fuggire da una realtà alternativa o ultron, in modo che la gente seguisse l'evento per seguire la storia del personaggio con cui era familiare, ne scoprisse di diversi, si interessasse a loro e uscisse dall'evento con qualche serie mensile in più prenotata in fumetteria.
Adesso, per esempio, i fantastic four che erano andati in paradiso a parlare con dio e capitan america che stava in clima da guerra fredda erano un po' come guzzanti e l'aborigeno, che cazzo se dovevano dì? E quindi la soluzione è stata quella di mettere in pausa assieme alle storie personali anche i toni, e raccontare ogni volta che si vedevano storie che avessero un linguaggio e un tono proprio, più vicine a quella che può essere una "classica" storia di supereroi.
Quindi questo, come dice chiwaz, non è il luogo per approfondimenti personali, guizzi scenografici e una regia dall'identità forte, per quello ci sono i film personali, e non è una cosa che purtroppo è capitata perché non sono riusciti a farcela, è una precisa scelta.
è un eventone, c'è un grande dilemma morale di fondo sviscerato in maniera grossolana perché si tratta sempre di roba che deve finire in mano a dei bambini, poi ci deve stare qualcuno che fa il culo a tutti in una maniera mai vista prima, un funerale, qualche piccola vittoria e qualche piccola sconfitta, una fetch quest, una battaglia finale disperata, qualcuno che fa il motivational speech, qualcuno con un asso nella manica, qualcuno che si sacrifica, qualcuno che arriva all'ultimo minuto a salvare la situazione, qualcuno deve morì, qualcuno deve resuscità, e alla fine deve tornare tutto come prima, il tutto condito da abbondanti e stucchevoli momenti di eroismo. è il suo linguaggio.
Posso pure capire che siano cose che non ti appassionino, però ci sono e sono pure interessanti come discorsi secondo me.






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